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Trump salva Milei e attacca la Spagna per le spese Nato: “Potrei punirla con i dazi”

 Donald Trump riceve Javier Milei alla Casa Bianca

 

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Il presidente argentino a Washington per gli aiuti da 20 miliardi. La Casa Bianca minaccia Madrid per le spese militari sotto il 5% del Pil
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WASHINGTON – Donald Trump salva Javier Milei, perché nonostante l’Argentina sia di nuovo davanti al baratro del fallimento, il leader di Buenos Aires è un amico, ha le idee giuste e quindi va aiutato a restare al potere. Il pranzo di ieri alla Casa Bianca è stato istruttivo non solo per questo, ma anche perché ha illustrato l’approccio del presidente americano alle relazioni internazionali, perché nel frattempo ha annunciato di aver ordinato un altro bombardamento contro le imbarcazioni dei narcos salpati dal Venezuela, e minacciato di punire la Spagna per il rifiuto di investire il cinque per cento del Pil nella difesa. Questo mentre minacciava Hamas di disarmarlo con la forza, se non lo farà consensualmente nel rispetto dell’accordo su Gaza, e ripeteva a Vladimir Putin che è deluso e vuole costringerlo a chiudere la guerra in Ucraina.

WASHINGTON – Donald Trump salva Javier Milei, perché nonostante l’Argentina sia di nuovo davanti al baratro del fallimento, il leader di Buenos Aires è un amico, ha le idee giuste e quindi va aiutato a restare al potere. Il pranzo di ieri alla Casa Bianca è stato istruttivo non solo per questo, ma anche perché ha illustrato l’approccio del presidente americano alle relazioni internazionali, perché nel frattempo ha annunciato di aver ordinato un altro bombardamento contro le imbarcazioni dei narcos salpati dal Venezuela, e minacciato di punire la Spagna per il rifiuto di investire il cinque per cento del Pil nella difesa. Questo mentre minacciava Hamas di disarmarlo con la forza, se non lo farà consensualmente nel rispetto dell’accordo su Gaza, e ripeteva a Vladimir Putin che è deluso e vuole costringerlo a chiudere la guerra in Ucraina.

Milei è venuto in visita alla vigilia delle elezioni di medio termine del 26 ottobre, che rinnoveranno metà della Camera e un terzo del Senato argentini. Siccome i conti del paese non sono migliorati, Trump ha deciso di concedergli aiuti per 20 miliardi di dollari, allo scopo di tenerlo in piedi. L’assistenza, infatti, «in qualche modo dipenderà da chi vincerà le elezioni». In altre parole, il capo della Casa Bianca sta dicendo agli argentini di votare come chiede il loro presidente, se vogliono ricevere i soldi. Se sceglieranno l’opposizione, resteranno a secco. Per un’amministrazione che privilegia il merito è una prassi contraddittoria, ma Donald l’ha giustificata dicendo che Javier «ha le idee giuste e deve continuare a difenderle», però ha bisogno di tempo per avere successo.

La stessa cortesia non viene estesa a Nicolás Maduro, visto che Trump ha annunciato su Truth di aver ordinato «un attacco letale contro una nave affiliata a un’organizzazione terroristica designata (Dto) che conduceva narcotraffico nell’area di responsabilità del commando Sud Usa, appena al largo delle coste del Venezuela». Caracas ha offerto a Washington lo sfruttamento delle sue risorse energetiche per evitare lo scontro, ma almeno finora non è servito.

L’ira del presidente americano però non risparmia neanche gli alleati, infatti ha ripetuto che la Spagna potrebbe essere punita perché si rifiuta di aumentare le spese militari: «Sono molto deluso. È irrispettosa nei confronti della Nato. Potrei punirla con i dazi».

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