Pillole dimagranti in pausa pranzo: la brutta abitudine che svuota i ristoranti di New York
di Irene Maria ScaliseROMA – C’è un nuovo nemico per i ristoratori. Sono i farmaci Ozempic e Mounjaro che, aiutando a dimagrire grazie alla riduzione della sensazione di fame, fanno suonare il de profundis dei pranzi di lavoro. Nel 2025 per incontrarsi e discutere di un fondamentale deal è preferibile un caffè (senza zucchero) o un aperitivo a base di centrifughe. E per i più integralisti c’è l’opzione di iscriversi nella stessa palestra. Sempre più spesso – secondo chef e ristoratori – quelli che si accomodano a tavola poi si accontentano di qualche foglia d’insalata o di un antipastino. Addio conti a doppio zero. Gli imprenditori della City hanno raccontato al Financial Times di commensali e clienti che scelgono una sola portata, a volte una verdura bollita con il riso come piatto principale. Se poi si prova ad origliare qualche conversazione l'argomento principale tra i finanzieri pare sia proprio l’ascesa di popolarità delle iniezioni anti fame.
ROMA – C’è un nuovo nemico per i ristoratori. Sono i farmaci Ozempic e Mounjaro che, aiutando a dimagrire grazie alla riduzione della sensazione di fame, fanno suonare il de profundis dei pranzi di lavoro. Nel 2025 per incontrarsi e discutere di un fondamentale deal è preferibile un caffè (senza zucchero) o un aperitivo a base di centrifughe. E per i più integralisti c’è l’opzione di iscriversi nella stessa palestra. Sempre più spesso – secondo chef e ristoratori – quelli che si accomodano a tavola poi si accontentano di qualche foglia d’insalata o di un antipastino. Addio conti a doppio zero. Gli imprenditori della City hanno raccontato al Financial Times di commensali e clienti che scelgono una sola portata, a volte una verdura bollita con il riso come piatto principale. Se poi si prova ad origliare qualche conversazione l'argomento principale tra i finanzieri pare sia proprio l’ascesa di popolarità delle iniezioni anti fame.
Il boom dei farmaci dimagranti
I ristoratori, già alle prese con il problema dell'aumento dei costi del lavoro, si trovano quindi ad affrontare una sorta di seconda pandemia. I farmaci come Ozempic e Mounjaro, disponibili privatamente negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Italia e in molti altri Paesi, aiutano a perdere peso riducendo la sensazione di fame. Secondo un recente rapporto di Rand, quasi il 12% degli americani li ha utilizzati. Nel Regno Unito, Iqvia, fornitore di servizi di ricerca clinica, ha stimato che 1,4 milioni di persone avessero acquistato il farmaco entro aprile. Per molti utenti, questi medicinali hanno cambiato la vita, consentendo loro di migliorare la salute e la forma fisica. Da Goldman Sachs stimano che il business dei farmaci anti-obesità potrà raggiungere un valore di circa 100 miliardi di dollari entro il 2030; mentre la previsione di Iqvia è ancora più ottimista, ipotizzando un ammontare da 131 miliardi di dollari già entro il 2028.
Come si organizzano i ristoratori
Alcuni locali hanno già introdotto porzioni più piccole. Fat Duck di Heston Blumenthal, ad esempio, ha introdotto un menu "Mindful Experience", riducendo le porzioni e il prezzo del suo menu degustazione esclusivo. Ha dichiarato al Financial Times: "Da tempo avevo la sensazione che il panorama gastronomico stesse gradualmente cambiando e che le persone si stessero avvicinando al cibo in un modo nuovo, cercando di sentirsi appagati piuttosto che sazi. Credo che la rapida diffusione dei farmaci dimagranti non farà che accelerare questo processo". Anche lo chef Tom Brown sta modificando il suo menù al The Capital Hotel, proponendo una cucina più leggera e flessibile. Avendo sperimentato personalmente Mounjaro, ritiene che i clienti possano adattare la propria alimentazione per continuare a godersi il pranzo.
Will Beckett, co-fondatore e amministratore delegato di Hawksmoor, la famosa steakhouse britannica, ha precisato che l'aumento dei farmaci per la perdita di peso è un problema che i ristoratori hanno iniziato a considerare. "È chiaramente più diffuso, ma la gente non ne parla ancora. Abbiamo iniziato a pensare a offrire qualcosa che permetta a chi ha meno appetito di uscire e godersi il ristorante, perché si ha comunque voglia di... socializzare. Si ha comunque voglia di mangiare cibo delizioso".
Infine per Kate Nicholls, che rappresenta i ristoranti in qualità di presidente dell'associazione di settore UK Hospitality: “Attualmente ora nel settore ci sono molti piatti piccoli, molta condivisione e una riduzione dell'alcol".
I nostalgici
Per molti business men il pranzo infrasettimanale è stato – e rimane – un momento fondamentale del lavoro, un luogo in cui incontrare nuovi contatti e sviluppare relazioni. La maggior parte dei dirigenti più anziani ha una storia da raccontare su come i loro migliori successi nell'acquisizione di un cliente o nella conclusione di un accordo siano derivati ??da lunghi pranzi, alcuni dei quali si trasformano in serate ancora più lunghe.