Economia

Corsa al bonus auto elettriche

Corsa al bonus auto elettriche
Oltre 45mila domande e fondi Pnrr quasi esauriti. Le associazioni: “Ora incentivi stabili”
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ROMA – Oltre 45 mila domande per sfruttare gli incentivi per comprare auto elettriche. E i fondi potrebbero esaurirsi nel giro di 24 ore dall’apertura della piattaforma. In ballo sussidi importanti: fino a 11 mila euro per chi ha un Isee fino a 40 mila euro e con una vettura fino a Euro 5 da rottamare. Opportunità anche per le microimprese.

Si è subito scatenata la corsa al contributo, tanto che nelle prime ore il portale messo a punto da Sogei per conto del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ha fatto fatica a far fronte alla pressione. E i tempi di attesa per entrare, registrarsi e ricevere poi il voucher da portare dal concessionario per perfezionare l’acquisto si sono allungati. Situazione che poi è tornata normale. Nel tardo pomeriggio erano già stati impegnati più di 481 milioni rispetto ai 600 destinati alla misura. Soldi che arrivano dal Pnrr e che il ministero, guidato da Gilberto Pichetto Fratin, ha deciso di girare dal sostegno alla realizzazione delle colonnine di ricarica all’acquisto di veicoli. Un modo per evitare che i soldi non venissero utilizzati.

La scelta si è dimostrata azzeccata, vista la corsa ad accaparrarsi il voucher. Anche questa iniziativa dimostra che, quando il prezzo è abbordabile, le vetture elettriche si vendono, come era già successo con l’ultimo bonus lanciato dal ministro alle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Lo stesso che ha poi deciso di non fare più incentivi per sostenere il comparto automotive.

Le associazioni di settore hanno criticato il contributo troppo alto, 11 mila euro. La misura, per molti, avrebbe potuto avere lo stesso successo con una somma inferiore. Così la platea sarebbe stata più larga. «La clamorosa partecipazione dei cittadini, che bissa quella della precedente tornata, dimostra che l’interesse degli italiani per questa alimentazione sta aumentando e che possiamo davvero ridurre il divario che ci separa dagli altri grandi Paesi europei in termini di quote di mercato», dice il presidente di Motus-E Fabio Pressi che si complimenta con il ministero per aver utilizzato in tempi record e in modo utile risorse che sarebbero andate perse. E aggiunge: «Bonus unitari inferiori, ma con orizzonte temporale lungo e definito, darebbero continuità al mercato dell’elettrico, fino praticamente a non essere più necessari».

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