Diesel e benzina, accise allineate. Ma il Fisco ci guadagna 600 milioni
di Raffaele RicciardiMILANO – Un riequilibrio delle accise che però non è a somma zero, ma porta nelle casse dello Stato quasi 600 milioni il prossimo anno, poi circa 400 e via via a calare verso i 300 milioni. È quanto comporta la disposizione inserita in manovra che, dal 1° gennaio 2026, riduce l’accisa sulla benzina di 4,05 centesimi al litro e aumenta della stessa entità quella sul diesel, o meglio il “gasolio impiegato come carburante”.
Un intervento – inserito nel solco dell’eliminazione di un “sussidio ambientale dannoso”, ovvero il privilegiare il diesel – che ridetermina dunque le accise in una misura di 67,29 centesimi al litro sia per la benzina sia per il gasolio. Un percorso originariamente previsto in un quinquennio a partire dal 2025, che viene accelerato in un colpo solo.
Un gioco che non è però come detto a so…
MILANO – Un riequilibrio delle accise che però non è a somma zero, ma porta nelle casse dello Stato quasi 600 milioni il prossimo anno, poi circa 400 e via via a calare verso i 300 milioni. È quanto comporta la disposizione inserita in manovra che, dal 1° gennaio 2026, riduce l’accisa sulla benzina di 4,05 centesimi al litro e aumenta della stessa entità quella sul diesel, o meglio il “gasolio impiegato come carburante”.
Un intervento – inserito nel solco dell’eliminazione di un “sussidio ambientale dannoso”, ovvero il privilegiare il diesel – che ridetermina dunque le accise in una misura di 67,29 centesimi al litro sia per la benzina sia per il gasolio. Un percorso originariamente previsto in un quinquennio a partire dal 2025, che viene accelerato in un colpo solo.
Un gioco che non è però come detto a somma zero. Lo specifica chiaramente la relazione tecnica alla manovra approdata al Senato, che valuta gli effetti in base ai consumi delle due fonti energetiche e all’elasticità della domanda rispetto al prezzo alla pompa, ovvero come si adeguano i consumi alla luce delle modifiche di prezzo. Effetti che si dispiegano nel tempo, perché non tutti correranno a cambiare la loro macchina diesel domani mattina ma è possibile che anche questa variabile incida su un trend di sostituzione già ampiamente in atto sul mercato. E c’è da considerare che, nel mentre, potrebbero entrare in vigore altre politiche economiche e ambientali, per il momento non prese in analisi.
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Sta di fatto che l’allineamento porterà maggiori introiti al Fisco. La ragione principale perché ciò accada è presto detta: basta ricordare che l’anno scorso i consumi di benzina hanno superato le 8,6 milioni di tonnellate mentre quelli di gasolio motori sono arrivati a quasi 24 milioni di tonnellate, tre volte tanto. E quindi alzare l’accisa sul carburante più consumato sovrasta l’effetto di diminuirla su quello meno diffuso.
I consumatori: “Stangata”. L’Unem: “Usare il gettito per i biocarburanti”
L’effetto complessivo sconta alcune esclusioni. Per i tassisti si prevede infatti un incremento dei crediti d’imposta goduti su queste voci di spesa: nel 2026 abbattono il maggior gettito di oltre 100 milioni. C’è poi il capitolo dell’autotrasporto e dell’agricoltura. Alla fine a lamentarsi sono le associazioni dei consumatori. L’Unc vede “una stangata in arrivo” e per il Codacons “un simile aumento della tassazione, considerata anche l'Iva al 22%, porterebbe un pieno di gasolio da 50 litri a costare 2,47 euro in più rispetto ad oggi, con un maggior esborso su base annua, ipotizzando due pieni al mese, da +59,3 euro ad autovettura”. Se si considera anche l'incremento da 1,5 centesimi scattato lo scorso maggio, “il rincaro complessivo è pari a 3,38 euro a pieno, +81,1 euro all'anno”.
Dal lato dell’industria petrolifera, l’Unem rimarca invece un totale di circa 2 miliardi di euro nel periodo 2026-2030 come maggior gettito fiscale. E chiede di “utilizzare queste maggiori entrate per sostenere la diffusione dei carburanti rinnovabili con interventi sulla fiscalità che valorizzino la bassa o nulla impronta carbonica dei biocarburanti, nonché per stimolare gli investimenti necessari a sostenerne l'incremento previsto per i prossimi anni".