Eni, nel trimestre 3 miliardi di utile operativo. “Numeri oltre le attese”
di Emma BonottiMILANO – Eni chiude il terzo trimestre con un solido set di numeri. In un contesto di prezzi del petrolio più deboli (in calo del 14% anno su anno) e di una ritrovata forza dell’euro sul dollaro Usa, il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha messo a segno 3 miliardi di utile operativo (Ebit) proforma adjusted, il 12% in meno rispetto allo stesso periodo del 2024, una produzione di idrocarburi in rialzo del 6% a 1,76 milioni di barili di petrolio equivalente/giorno e 4,8 gigawatt di capacità installata da fonti rinnovabili al 30 settembre (+55%).
“Numeri oltre le aspettative”
“Tutte le principali variabili operative, economiche e finanziarie hanno superato le aspettative”, ha commentato a caldo l’ad. “Il terzo trimestre dimostra come tutti i principali elementi della nostra…
MILANO – Eni chiude il terzo trimestre con un solido set di numeri. In un contesto di prezzi del petrolio più deboli (in calo del 14% anno su anno) e di una ritrovata forza dell’euro sul dollaro Usa, il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha messo a segno 3 miliardi di utile operativo (Ebit) proforma adjusted, il 12% in meno rispetto allo stesso periodo del 2024, una produzione di idrocarburi in rialzo del 6% a 1,76 milioni di barili di petrolio equivalente/giorno e 4,8 gigawatt di capacità installata da fonti rinnovabili al 30 settembre (+55%).
“Numeri oltre le aspettative”
“Tutte le principali variabili operative, economiche e finanziarie hanno superato le aspettative”, ha commentato a caldo l’ad. “Il terzo trimestre dimostra come tutti i principali elementi della nostra strategia stiano progredendo con successo in modo contestuale: nell’upstream stiamo avviando nuovi progetti e ci stiamo aprendo nuove opportunità nell’ambito della transizione energetica. In parallelo, stiamo creando sempre maggiore valore in termini di gestione rischio/rendimento attraverso il nostro dual exploration model e tramite la strategia satellitare, che ci consentono di ridurre il debito e condividere la creazione del valore con i nostri azionisti.”
Frena l’E&P, bene i satelliti green
Le dinamiche di prezzo del trimestre hanno influenzato la performance del settore E&P (esplorazione e produzione), con un Ebit in calo del 19% anno su anno a 2,64 miliardi, ma sono state mitigate dalla crescita della produzione di petrolio e gas, dal più favorevole mix dovuto al crescente contributo di barili a maggiore redditività e dall’efficienza nei costi.
Solida performance per il business Gpp e Power (il portafoglio globale di gas e gas naturale liquefatto) che registra un balzo del 21% a 350 milioni, e dei due satelliti green, Enilive e Plenitude, con +8% a 331 milioni, in linea con le aspettative del management. Per la divisione gas migliorano le attese per l’utile operativo 2025, che superano il miliardo di euro.
Il business della chimica, invece, chiude il trimestre in perdita di 53 milioni, un risultato che, dice il gruppo, “riflette il perdurante contesto di debolezza dell’industria europea, evidenziando tuttavia un miglioramento per effetto degli iniziali benefici del piano di ristrutturazione in corso”. Nel complesso, il Cane a sei zampe ha generato 1,2 miliardi di utile netto adjusted, con un tax rate del 42%.
Sale la produzione oil&gas attesa per il 2025
Sul fronte industriale, il business oil&gas dimostra la sua solidità. Nei tre mesi, Eni ha ottenuto la decisione finale d’investimento per il progetto Coral North Flng, nelle acque del Mozambico, ha varato l’unità navale di produzione di Gnl Nguya Flng, ha compiuto nuovi passi verso la decisioni finale di investimento nel progetto Argentina Lng di Ypf per lo sviluppo delle risorse del giacimento di Vaca Muerta e ha visto crescere il contributo dei satelliti E&P, Azule Energy (Angola), Vår Energi (Norvegia) e Ithaca Energy (Regno Unito).
Entro la fine dell’anno se ne aggiungerà un quarto, il maggiore per dimensioni, che unirà le attività di Eni e Petronas in Indonesia e Malesia e permetterà al gruppo di potenziare la propria esposizione ai mercati asiatici del Gnl. Alla luce di questi sviluppi, i vertici hanno alzato il livello di produzione attesa di petrolio e gas per il 2025 a un intervallo di 1,71-1,72 milioni di barili equivalenti al giorno, con una previsione di circa 1,8 per il quarto trimestre.
Da Enilive e Plenitude 6,5 miliardi in due anni
Accanto al business tradizionale, prosegue il percorso del gruppo verso la transizione: Versalis ha avviato le riconversioni industriali dei poli di Brindisi, Sannazzaro e Priolo, mentre per il satellite delle rinnovabili, Plenitude, è “imminente” la finalizzazione dell’investimento del 20% del fondo Ares che porterà nelle casse del gruppo 2 miliardi. Con questi, gli incassi da Enilive e Plenitude negli ultimi due anni ammontano a circa 6,5 miliardi. Presto anche in questo settore si aggiungerà un nuovo satellite, controllato 50-50 con Gip, per sviluppare e valorizzare le attività nella cattura, stoccaggio e riutilizzazione della CO2.
Eni alza la remunerazione dei soci
A livello finanziario, completano il quadro del trimestre il flusso di cassa operativo di 3,3 miliardi, superiore agli investimenti di 2 miliardi, e un livello dell’indebitamento finanziario netto sceso a 9,9 miliardi. Sulla base dei numeri del periodo, Eni rivede al rialzo il flusso di cassa operativo atteso nell’anno a 12 miliardi e di conseguenza la remunerazione degli azionisti, aumentando di 300 milioni il programma 2025 di buyback, portandolo a fino a 1,8 miliardi.