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Manovra, Tajani sulle banche: “Non sono mucche da mungere. Giorgetti? Sta lavorando bene”

(ansa)

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Il contributo dagli istituti di crediti e dalle assicurazioni è tra gi elementi di frizione nella maggioranza
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ROMA – Banche e assicurazioni non sono né i “peggiori nemici a cui estorcere soldi” né “mucche da mungere”. Il vicepremier azzurro Antonio Tajani torna ad attaccare il collega leghista Matteo Salvini sul contributo da 4,1 miliardi che la manovra chiede agli istituti di credito e alle assicurazioni per il 2026, 10 miliardi nel triennio. Lo fa davanti alla platea dell’Ania, l’associazione nazionale fra le imprese assicuratrici, riunita a Palazzo Taverna a Roma.

Agli assicuratori il ministro degli Esteri dà una garanzia guardando all’iter parlamentare che la legge di bilancio 2026 si appresta a imboccare. “Si potranno portare delle correzioni in parlamento, lì si possono migliorar…

ROMA – Banche e assicurazioni non sono né i “peggiori nemici a cui estorcere soldi” né “mucche da mungere”. Il vicepremier azzurro Antonio Tajani torna ad attaccare il collega leghista Matteo Salvini sul contributo da 4,1 miliardi che la manovra chiede agli istituti di credito e alle assicurazioni per il 2026, 10 miliardi nel triennio. Lo fa davanti alla platea dell’Ania, l’associazione nazionale fra le imprese assicuratrici, riunita a Palazzo Taverna a Roma.

Agli assicuratori il ministro degli Esteri dà una garanzia guardando all’iter parlamentare che la legge di bilancio 2026 si appresta a imboccare. “Si potranno portare delle correzioni in parlamento, lì si possono migliorare le cose nell’interesse collettivo. È il mio impegno, convinto che voi (banche e assicurazioni, ndr) potrete dare un contributo alla crescita di questo Paese”. Senza mai citare il leader del Carroccio, suo antagonista, il titolare della Farnesina avverte: “Quando ci sono scelte populiste il popolo in genere non ne trae giovamento. Non dev’esserci accanimento, guai a pensare che ci sono nemici da spolpare”. Insomma, Forza Italia, stando alle parole di Tajani, non lascerà passare la manovra 2026 così com’è. La missione è una: rassicurare. Del resto, “est modus in rebus”, osserva il vicepremier azzurro.

Poco prima, Liverani aveva detto: “Non festeggiamo, ma non ci tiriamo indietro rispetto all’esigenza che si ripropone ogni anno in questo periodo di contribuire a rafforzare le iniziative della finanza pubblica”. Ma con un “dialogo costruttivo”. E la sponda, nel governo e in parlamento, è Tajani.

Il vicepremier forzista ha anche riconosciuto il lavoro del ministro del Tesoro. “Dobbiamo uscire dalla procedura di deficit eccessivo e questa è un'operazione che dà credibilità al nostro Paese – ha detto a proposito della manovra da 18 miliardi – da questo punto di vista Giorgetti sta facendo un buon lavoro e va sostenuto da tutti quanti noi. Uscire dalla procedura significa dare garanzie all'Europa, dare garanzie alle agenzie di rating che valutano il nostro Paese, quindi con successive valutazioni positive sul nostro Paese”. Su una cosa però ha voluto puntualizzare: “La manovra è positiva ma si può migliorare. E non c'è nulla di irrimediabile”.

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