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Patuelli (Abi): “Le banche hanno pagato da sole la crisi”. La Lega: “Irritanti, pagherete di più”

Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli (ansa)
Il presidente dell’Associazione bancaria puntualizza che l’imposizione sui redditi lordi supera il 50% e “non crede” che maggiori oneri si tradurranno in più costi per i clienti
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MILANO – Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, interviene sul contributo chiesto in manovra agli istituti di credito. “Tutte le crisi bancarie italiane, salvo una (il riferimento è a Mps, ndr) sono state affrontate con risorse delle banche concorrenti, persino nel caso della Popolare di Bari, che è stata nazionalizzata dopo il risanamento costato un miliardo alle altre banche". Lo ha dichiarato Patuelli all'evento Tuttosoldi organizzato da La Stampa.

"Quando ci sono stati anni di enormi perdite, la generalità del mondo bancario italiano è ricorso a proprie risorse", ha detto il presidente dell’Abi, ricordando che il "conto economico è fatto di profitti e perdite" e aggiungendo inoltre come le banche abbiano affrontato "nove anni e mezzo di tassi a zero" e una "solo puntata verso l'alto" ora terminata dei tassi.

MILANO – Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, interviene sul contributo chiesto in manovra agli istituti di credito. “Tutte le crisi bancarie italiane, salvo una (il riferimento è a Mps, ndr) sono state affrontate con risorse delle banche concorrenti, persino nel caso della Popolare di Bari, che è stata nazionalizzata dopo il risanamento costato un miliardo alle altre banche". Lo ha dichiarato Patuelli all'evento Tuttosoldi organizzato da La Stampa.

"Quando ci sono stati anni di enormi perdite, la generalità del mondo bancario italiano è ricorso a proprie risorse", ha detto il presidente dell’Abi, ricordando che il "conto economico è fatto di profitti e perdite" e aggiungendo inoltre come le banche abbiano affrontato "nove anni e mezzo di tassi a zero" e una "solo puntata verso l'alto" ora terminata dei tassi.

"Non partecipo alla polemica politica e alle campagne elettorali" ha detto Pautelli, che ha comunque tenuto a precisare: "I numeri non sono esatti, non bisogna confondere i ricavi lordi con gli utili netti. Le banche tuttora, anche prima della legge di bilancio, pagano l'Ires, l'imposta sulle società, che è alle 24% e una addizionale del 3,5%, pagano l'Irap con una addizionale dello 0,75% e gli azionisti non ricevono i dividendi già nettati dalle imposte sul lordo: quando ricevono il dividendo pagano un altro 26% di ritenuta fiscale, che una volta si chiamava cedolare secca. Se si sommano queste imposte si vede che la tassazione sui redditi lordi bancari è nettamente superiore al 50 per cento".

Quanto alla possibilità che le banche possano scaricare sui clienti eventuali maggiori oneri, Patuelli ha replicato: “Non credo. C’è molto controllo da parte dei giornali specialistici" e inoltre "c'è una forte concorrenza fra conti fisici e tecnologici anche da banche dell'Unione Europea".

La Lega rilancia

"Sorprendenti e irritanti dichiarazioni di alcuni banchieri a proposito di manovra finanziaria. A fronte di quasi 50 miliardi di utili, è doveroso che i grandi istituti aiutino il settore sanitario, le famiglie e le imprese. Le banche hanno il dovere morale di restituire al Paese una parte dei guadagni che sono frutto dell'efficace azione del governo e di commissioni e interessi dei cittadini-clienti. I gruppi della Lega sono determinati – si legge in una nota del Carroccio – a proporre soluzioni per rendere ancora più significativo il contributo".

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