LUGANO – Il problema di un posto del genere – scherza un ragazzo venezuelano – «è che qui puoi avere di fianco un multimilionario e una persona qualsiasi senza capire chi è uno e chi è l'altro. Di solito, però, più sono ricchi e peggio sono vestiti». Difficile dargli torto osservando il fitto viavai davanti al palazzo che ospita il Plan B Forum di Lugano, uno dei più importanti raduni europei legati al mondo del Bitcoin e che anche quest'anno, alla sua quarta edizione, ha portato nella cittadina svizzera migliaia di imprenditori, investitori, criptoesperti e semplici curiosi.
Con Michael, per esempio, il dubbio resta fino alla fine. Arriva da Singapore e si presenta regalando un cappellino di lana. Si dichiara come tutti un criptoentusiasta oltre che un ex mem…
LUGANO – Il problema di un posto del genere – scherza un ragazzo venezuelano – «è che qui puoi avere di fianco un multimilionario e una persona qualsiasi senza capire chi è uno e chi è l'altro. Di solito, però, più sono ricchi e peggio sono vestiti». Difficile dargli torto osservando il fitto viavai davanti al palazzo che ospita il Plan B Forum di Lugano, uno dei più importanti raduni europei legati al mondo del Bitcoin e che anche quest'anno, alla sua quarta edizione, ha portato nella cittadina svizzera migliaia di imprenditori, investitori, criptoesperti e semplici curiosi.
Con Michael, per esempio, il dubbio resta fino alla fine. Arriva da Singapore e si presenta regalando un cappellino di lana. Si dichiara come tutti un criptoentusiasta oltre che un ex membro di Wikileaks, ha 5.221 follower su X, tra cui l'ex presidente Usa Barack Obama. Alla domanda se sia un investitore della prima ora spalanca un ampio sorriso compiaciuto: «Bitcoin 9 cent». Che sulle prime può sembrare un "ho 9 centesimi di Bitcoin", cioè circa 10mila dollari attuali. Benino. Ma in seconda battuta si capisce che vuol dire "ho investito quando il Bitcoin valeva 9 centesimi". Ora vale 111mila dollari. Se avesse investito un dollaro allora, oggi ne avrebbe 1,2 milioni. Abbastanza per regalare cappellini a chiunque.
I partecipanti al forum arrivano da tutto il mondo. E sono disposti a versare, almeno gli ultimi arrivati, 299 franchi per ascoltare alcuni dei maggiori esperti mondiali sulla principale criptovaluta in circolazione. «È un buon investimento», secondo Sundra e Thinesh, 27 e 26 anni, che sono decollati dalla Malesia per esserci. Altri due ragazzi poco più che ventenni sono arrivati da Agrigento e si sono pagati persino la notte a Lugano per potere seguire sia gli eventi di venerdì sia quelli di sabato. Peraltro, a trovarla, una notte di albergo. Visto che a loro dire hotel e Airbnb hanno fatto il tutto esaurito nei giorni della conferenza. «La cosa interessante è che al di là dei numeri molto soddisfacenti, un terzo dei partecipanti arriva dal resto della Svizzera, un terzo dall'Italia e un terzo dal resto del mondo, e in più ci sono molte delegazioni governative di paesi emergenti con un sistema bancario non molto sviluppato che guardano con molto interesse a questo mondo», commenta il sindaco di Lugano, Michele Foletti.
La città da anni si è imposta come nuovo avamposto per le criptovalute. Persino il caffè davanti al palazzo che ospita l'evento è venduto come primo prezzo a 6.500 Sats. Cioè 6.500 Satoshi, una sorta di sottomultiplo di Bitcoin. Insomma: un euro e 60. Ma il caso non è isolato, dalle agenzie immobiliari ai bar la criptovaluta è un po' dappertutto. Segno che negli anni ha spinto molto sull'acceleratore rispetto al nostro paese.
Cristian, un passato in un family office e oggi a un passo dal lanciare un prodotto finanziario complesso con il Bitcoin come sottostante, lo dice con un po' di amarezza: «Se guardi bene il mondo cripto è pieno di italiani che non sono in Italia. Iniziare un'attività qui è molto più semplice». Philipp, cittadino tedesco, forse non ne è consapevole fino in fondo ma la sua maglietta con scritto "In gold and Bitcoin we trust", ci fidiamo dell'oro e del Bitcoin", facendo il verso al motto americano che campeggia anche sui dollari "In God we trust", svela involontariamente anche la trasformazione profonda che la criptovaluta più diffusa al mondo sta vivendo. Da oggetto misterioso visto con sospetto si sta guadagnando sempre di più la fiducia della finanza tradizionale, mentre paesi come gli Usa varano pacchetti di leggi come il Genius Act che, regolamentando le stablecoin, finiscono per dare ossigeno e credibilità a tutto il mondo delle criptovalute. Bitcoin in testa.
Il punto è che per molti la moneta digitale è ben più di un semplice asset finanziario, in grado di garantire rendimenti impensabili fino a un decennio fa nella finanza tradizionale. Mark, militare dell'esercito americano impiegato nella base di Vicenza, lo spiega tenendo la mano a suo figlio di otto anni. «Voglio che mio figlio sappia quanto il Bitcoin sia importante per l'umanità». Dice proprio così, l'umanità. Perché in ballo, per molti partecipanti al forum, c'è appunto qualcosa di più di fare soldi in maniera meno convenzionale. Francesco, 45 anni, ideatore di una soluzione per automatizzare i flussi contabili che si appoggia su una blockchain, si spinge oltre: «È una rivoluzione verso una società più consapevole, verso una cultura di libertà vera. Il Bitcoin nasce in maniera decentralizzata, dal basso verso l'alto, per consentire ai cittadini di raggiungere gli obiettivi senza passare dagli intermediari della finanza tradizionale. Un mondo che ormai la storia ha provato essere corrotto».