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Manovra, Nevi (FI): “L’intesa con le banche non si discute, Giorgetti si è fatto garante”

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Il portavoce di Forza Italia respinge la richiesta leghista di un aumento del contributo a carico degli istituti. “Inconcepibile una doppia tassazione sui dividendi delle imprese”
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ROMA - “Salvini è libero di proporre ciò che vuole, ma rimettere in discussione l’accordo con le banche significherebbe tradire un patto di fiducia di cui anche il ministro Giorgetti si è fatto garante”. A respingere la richiesta di un aumento del contributo a carico degli istituti di credito è Raffaele Nevi, deputato e portavoce nazionale di Forza Italia.

La Lega alza il tiro. Vuole più di 5 miliardi dalle banche. È un “ritocco” accettabile?

“Ripeto, la maggioranza ha già trovato una sintesi con le banche seguendo la strada indicata da Forza Italia: un accordo per un contributo importante, ma senza scatenare una guerra che comporterebbe contenziosi a carico dello Stato e disagi per le famiglie e le imprese su cui sarebbero ribaltati i costi”.

Salvini vuole usare l’…

ROMA - “Salvini è libero di proporre ciò che vuole, ma rimettere in discussione l’accordo con le banche significherebbe tradire un patto di fiducia di cui anche il ministro Giorgetti si è fatto garante”. A respingere la richiesta di un aumento del contributo a carico degli istituti di credito è Raffaele Nevi, deputato e portavoce nazionale di Forza Italia.

La Lega alza il tiro. Vuole più di 5 miliardi dalle banche. È un “ritocco” accettabile?

“Ripeto, la maggioranza ha già trovato una sintesi con le banche seguendo la strada indicata da Forza Italia: un accordo per un contributo importante, ma senza scatenare una guerra che comporterebbe contenziosi a carico dello Stato e disagi per le famiglie e le imprese su cui sarebbero ribaltati i costi”.

Salvini vuole usare l’incasso extra per la sanità e le assunzioni delle forze dell’ordine. Non è una motivazione valida?

“L’aumento dell’Irap a tempo, per tre anni, è stato deciso proprio per dare più soldi alla sanità. Modificare continuamente le cose significherebbe esporre il governo al rischio di risultare inaffidabile: se si diventa inaffidabili, gli investitori fuggono dall’Italia. Noi invece vogliamo attrarli”.

Quali contraccolpi temete?

“Se costrette a pagare di più, soprattutto le banche popolari e di credito cooperativo ribalterebbero i costi sui correntisti e restringerebbero la concessione del credito a famiglie e imprese. Non possiamo permetterci uno scenario simile”.

Il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, ha ricordato a Tajani che c’era anche lui al vertice decisivo sulla manovra, dove “ha condiviso tutto”. Perché ora volete cambiare la Finanziaria?

“Noi condividiamo il 98% della manovra, ma alla fine sono spuntate alcune norme di cui non eravamo stati messi al corrente. Forse che si sarebbero aumentate le tasse sugli affitti brevi l’avranno detto a Lupi, di certo non a noi”.

Restano le vostre richieste. L’aumento della cedolare secca sugli affitti brevi va cancellato o cercherete una mediazione con gli alleati?

“L’aumento va cancellato. Non stiamo parlando delle case dei miliardari, ma di cittadini che hanno il diritto di mettere a reddito un’abitazione. Siamo contrari a tutte le vessazioni sulla casa”.

Chiedete anche lo stop alla norma che rivede la tassazione dei dividendi. Perché?

“È inconcepibile introdurre una doppia tassazione sui dividendi e mettere in difficoltà migliaia di imprese, anche piccole. Vedremo nel corso dell’iter di approvazione come cambiarla per evitare problemi, visto che non è stato possibile parlarne prima”.

In Parlamento si pensa già al “tesoretto”. A cosa puntate?

“La nostra priorità è il comparto difesa e sicurezza. I militari e le forze dell’ordine meritano grande attenzione, soprattutto ora che sono esposti a situazioni di grande pericolo come durante le manifestazioni in piazza. Se ci sarà spazio chiederemo sicuramente più risorse per loro”.

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