Dopo una maxi campagna di acquisizioni, dal marchio Plasmon a Carrefour Italia, ora Newprinces si fa in due, con la quotazione alla Borsa di Londra della società interamente posseduta Princes Group. Nei giorni scorsi, la ex Newlat Food ha comunicato la fascia di prezzo all’interno della quale la controllata sbarcherà sul listino britannico il 5 novembre: tra 475 e 590 pence, per una capitalizzazione di mercato corrispondente tra 1.162 milioni e 1.243 milioni di sterline, ossia tra 1.337 e 1.439 milioni di euro.
L’offerta, in aumento di capitale, comprenderà fino a 84.210.526 azioni ordinarie di nuova emissione, con l’obiettivo di raccogliere un massimo di 400 milioni di sterline. Inoltre, potranno essere venduti fino a 12.631.578 nuovi titoli (opzione di over-allotment), per ulteriori entrate da 60 milioni di sterline. Come si legge nel prospetto dell’Ipo, la società intende usare i proventi netti per acquisizioni, in modo da ottenere 1-1,5 miliardi di sterline in più, in termini di ricavi, nel medio termine. «Considerata la liquidità già in cassa - afferma Angelo Mastrolia, presidente esecutivo di Princes Group e azionista di maggioranza di Newprinces - avremo un’ampia disponibilità e guarderemo a tutte le opportunità di dimensioni rilevanti, con un focus sull’Europa ma senza escludere gli Stati Uniti».
Intanto, considerato che nel perimetro dovrebbero confluire tutte le principali attività del food & beverage del gruppo con 8mila clienti e 7.800 dipendenti, si può stimare che la società che sta virando verso Londra abbia realizzato ricavi per 2,1 miliardi di sterline nel 2024 e 964,2 milioni nel primo semestre del 2025. Princes Group, alla quale fanno capo Princes Italia Spa, Princes Tuna Mauritius, Edible Oils Limited e Princes Foods Bv, in vista dell’Ipo ha stipulato accordi con Newprinces in base ai quali acquisirà dalla controllante l’intero capitale sociale di Symington’s Limited, Newlat Gmbh e Princes France Sas. Princes Group potrebbe, inoltre, valutare di comprare dalla controllante anche Princes Ready to Drink Spa (già Diageo Operations Italy, la cui acquisizione è stata perfezionata il 30 settembre) e la società di nuova costituzione che deterrà il marchio Plasmon (transazione da perfezionare entro fine anno).
Da notare che Carrefour Italia, la cui acquisizione definitiva è attesa nelle prossime settimane, e Centrale del Latte d’Italia, a sua volta quotata sull’Euronext Milan, sono invece escluse dall’operazione e continueranno a essere detenute direttamente da Newprinces. Quest’ultima, pure negoziata a Piazza Affari sul segmento Star per una capitalizzazione intorno a 870 milioni di euro, dopo l’annuncio della forchetta di Ipo della controllata, ha virato con decisione al ribasso (-19,9% la flessione registrata nella seduta del 22 ottobre). Gli analisti di Equita hanno sottolineato come l’intervallo di prezzo definito per Princes Group implichi multipli inferiori rispetto a quelli dei concorrenti quotati.
«Pensiamo - afferma Mastrolia - che la valutazione sia corretta, tenendo conto di uno sconto Ipo per incentivare gli investitori. Siamo convinti che l’operazione crei valore». Newprinces si è, tra l’altro, impegnata a sottoscrivere in Ipo nuove azioni fino a 200 milioni di sterline. «Nel frattempo, accelereremo il buyback in Newprinces e stiamo valutando di incrementare la nostra quota, oggi al 55,5% del capitale e al 68,5% dei diritti di voto» fa sapere Mastrolia. Ora la parola passa agli investitori, che dovranno decidere se comprare o meno le nuove azioni di Princes Group.
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