Sefcovic: “Inaccettabili i dazi sulla pasta”. Lollobrigida: “Da Ue impegno per i nostri prodotti”
di Rosaria AmatoROMA – Assicura che le clausole di salvaguardia opereranno con rapidità, e che i controlli sul rispetto delle norme agroalimentari saranno efficaci non solo alla dogana, ma persino sul posto, nei siti produttivi dei Paesi del Mercosur. Definisce “inaccettabili” i dazi antidumping sulla pasta italiana, aggiungendo che sono stati applicati dagli Stati Uniti senza avere chiara la situazione, e che la Ue sta lavorando a stretto contatto con il governo italiano per trasmettere tutti i dettagli necessari. Il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, da ieri in missione a Roma, però non convince del tutto i produttori italiani: «Solo il 3% delle merci importate in Europa è controllato, e le clausole di salvaguardia non sono automatiche, e quindi i tempi non saranno così rapidi come dicono», obietta il presidente di Coldiretti Ettore Prandini.
ROMA – Assicura che le clausole di salvaguardia opereranno con rapidità, e che i controlli sul rispetto delle norme agroalimentari saranno efficaci non solo alla dogana, ma persino sul posto, nei siti produttivi dei Paesi del Mercosur. Definisce “inaccettabili” i dazi antidumping sulla pasta italiana, aggiungendo che sono stati applicati dagli Stati Uniti senza avere chiara la situazione, e che la Ue sta lavorando a stretto contatto con il governo italiano per trasmettere tutti i dettagli necessari. Il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, da ieri in missione a Roma, però non convince del tutto i produttori italiani: «Solo il 3% delle merci importate in Europa è controllato, e le clausole di salvaguardia non sono automatiche, e quindi i tempi non saranno così rapidi come dicono», obietta il presidente di Coldiretti Ettore Prandini.
Maggiore apertura da parte del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida: «Abbiamo avuto l'impegno del commissario a rimuovere alcune questioni che incidono su alcune nostre produzioni con particolare riferimento all'aumento dei dazi sui formaggi, in particolare il pecorino romano, sull'olio d'oliva, sull'aceto». E per i dazi sulla pasta, Lollobrigida sottolinea il sostegno da parte della Ue della posizione italiana, con l’obiettivo di «eliminare questa procedura che porterebbe dei dati insostenibili, al 107%».
Ma anche dal Bollettino della Bce arriva un giudizio negativo sull’impatto dell’accordo Usa-Ue: la maggior parte delle imprese europee esprime preoccupazione, anche perché molti dettagli sono ancora poco chiari.
Buone notizie invece sul fronte delle materie prime critiche: "Stiamo avendo ora colloqui ufficiali ad alto livello sui controlli alle esportazioni tra Cina e Unione europea. – spiega Sefcovic – Tornerò a parlare con la mia controparte cinese molto, molto presto, sulla base dei risultati dell'incontro degli alti funzionari. E naturalmente, a quanto ho capito, l'accordo raggiunto tra Stati Uniti e Cina in questo modo, in questa materia, è erga omnes. Quindi dovremmo applicarlo a tutti, e naturalmente anche all'Unione europea».
Mercosur, Sefcovic: “Garantiremo la reciprocità”
Il confronto tra il commissario Sefcovic e le 16 organizzazioni dell’agroalimentare invitate nella sede di via XX Settembre dal ministro Lollobrigida (da Confagricoltura e Cia fino a Federvini, Legacoop e Filiera Italia) dura molto più del previsto, tanto che la conferenza stampa prevista inizialmente per le 10.30 slitta di un’ora. L’agroalimentare si sente doppiamente danneggiato, per l’accordo sui dazi e per il trattato con i quattro Paesi del Mercosur. Lollobrigida sottolinea l’importanza delle salvaguardie per i prodotti importati, e della “reciprocità”. Sefcovic ricorda che ben 57 prodotti “iconoci” italiani sono protetti contro le contraffazioni dal trattato, e sottolinea in generale i benefici degli accordi di libero scambio: dopo il Ceta, rileva, «l’export italiano di mozzarella è aumentato del 1300%».
Assicura che si terrà conto dei rilievi italiani: per garantire la reciprocità dei metodi e dei controlli di produzione, non solo verranno «rafforzati i controlli nei porti», ma verranno anche inviati tecnici Ue nei siti produttivi dei Paesi del Mercosur, e l’Unione doganale garantirà maggiormente in futuro l’omogeneità dei controlli. Le salvaguardie scatteranno immediatamente in caso di movimenti anomali che spostano i prezzi oltre il 10%. Ma le organizzazioni produttive italiane non sono convinte: «Parlare di fondi di compensazione significa già ammettere che un accordo crea squilibri – osserva il presidente di Cia-Agricoltori Italiani Cristiano Fini-. L'Europa deve garantire parità di regole e condizioni per tutti: solo così gli accordi possono essere strumenti di crescita e non di crisi».
Ancora nessuna soluzione sul dossier pasta
Anche sulla questione dei dazi ritorsivi antidumping applicati dagli Stati Uniti nei confronti di alcuni produttori di pasta italiani le risposte sono interlocutorie, e insufficienti per i produttori. «Quello che comprendiamo dagli Usa, ma ovviamente lo stiamo verificando, – spiega il commissario Ue – è che non hanno ricevuto informazioni adeguate o sufficientemente dettagliate da alcuni produttori di pasta in Italia. Quello che stiamo facendo, proprio ora, in collaborazione stretta con il governo italiano, con i produttori, è fornire tutte queste informazioni dettagliate e negoziare su questo tema con i partner americani e il governo italiano, con il pieno supporto della nostra Direzione generale per il commercio, dei nostri esperti. Stiamo lavorando su questo tema e collaborando fino alla fine e spero che allora avremo i migliori risultati. E’ chiaramente una delle nostre priorità».
Quello che serve ai produttori, spiega Margherita Mastromauro, presidente dei pastai di Unione Italiana Food, è però «un intervento deciso», visto la procedura è ancora in corso «Si tratta di un dazio dal sapore politico, del tutto ingiusto e sproporzionato che mette a repentaglio per i pastifici coinvolti un mercato strategico, il secondo dopo la Germania. Tenuto conto delle resistenze da parte dell’amministrazione Trump nel concedere l’esenzione per specifici prodotti, chiediamo almeno che il dazio del 15% (applicato a tutte le importazioni americane dall’UE), vada ad assorbire quelli antidumping e countervailing (antisovvenzione)», aggiunge.
Bce, per le imprese “dettagli poco chiari”
«La reazione delle imprese all'accordo Ue-Usa sui dazi è mista, e l'impatto sull'attività economica nell'area euro e sui prezzi alla produzione continua ad essere percepito come negativo». A sostenerlo è la Banca centrale europea in un'anticipazione di un articolo del Bollettino Economico che contiene i risultati dei recenti contatti con 71 principali imprese non finanziarie dell'area euro.
«Anche se alcune vedono l'accordo sui dazi come un compromesso ragionevole - scrive la Bce - molte sottolineano che permangono incertezze, dato che i dettagli sono ancora confusi, che ulteriori cambiamenti sono possibili e che vanno ancora chiusi accordi con altre grandi economie». In ogni caso, «l'impatto sull'attività nell'area euro è valutato negativamente, non solo a causa del minor export verso gli Usa ma anche alla luce di una maggior competizione sul lato dell'import verso l'area euro».