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Tassi Bce fermi, situazione congelata sul fronte mutui. Le variabili green e clima per risparmiare

(ansa)

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La convenienza del tasso variabile rimane nell’ordine dei 50 euro al mese rispetto al fisso. Nell’arco del piano di rimborso, tra i finanziamenti verdi e quelli tradizionali ballano migliaia di euro
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MILANO – Nessun taglio ai tassi Bce, giovedì scorso, e allora per provare a limare la rata del mutuo si fanno altri ragionamenti che riguardano la tipologia del finanziamento (spoiler: il green conviene) e dell’immobile oggetto d’interesse (altro spoiler: è più difficile finanziare l’acquisto di case in zone a rischio climatico o con basse prestazioni energetiche).

Come da attese in settimana Christine Lagarde, che ha unito il Consiglio Bce a Firenze, non ha toccato i tassi. Analisti ed economisti descrivono la posizione di Francoforte come “attendista” e dipendente dai dati, in vista della riunione di dicembre. Ma in linea di massima vedono l’Eurotower ancora ferma e anzi bisognosa di uno “shock” per decidere di intervenire nuovamente (lo ha rimarcato, tra gli altri, Robeco).

Per chi ha un mutuo, insomma, non si scorgono chiari segnali di riduzione dei tassi all’orizzonte dopo un ciclo di otto tagli – ricorda MutuiOnline – che tra giugno 2024 e giugno 2025 ha portato a una sforbicia…

MILANO – Nessun taglio ai tassi Bce, giovedì scorso, e allora per provare a limare la rata del mutuo si fanno altri ragionamenti che riguardano la tipologia del finanziamento (spoiler: il green conviene) e dell’immobile oggetto d’interesse (altro spoiler: è più difficile finanziare l’acquisto di case in zone a rischio climatico o con basse prestazioni energetiche).

Come da attese in settimana Christine Lagarde, che ha unito il Consiglio Bce a Firenze, non ha toccato i tassi. Analisti ed economisti descrivono la posizione di Francoforte come “attendista” e dipendente dai dati, in vista della riunione di dicembre. Ma in linea di massima vedono l’Eurotower ancora ferma e anzi bisognosa di uno “shock” per decidere di intervenire nuovamente (lo ha rimarcato, tra gli altri, Robeco).

Per chi ha un mutuo, insomma, non si scorgono chiari segnali di riduzione dei tassi all’orizzonte dopo un ciclo di otto tagli – ricorda MutuiOnline – che tra giugno 2024 e giugno 2025 ha portato a una sforbiciata dei tassi di 200 punti base: “Sembra non esserci più spazio per continuare sulla strada dell’allentamento monetario, con la maggior parte degli economisti che scommette su uno stop anche nella prossima riunione”. Il ciclo di tagli sembra dunque esser al termine.

Con una situazione cristallizzata in cima all’Eurotower, la panoramica di mercato alla base è stabile: ora come ora un mutuo da 20 anni da 180.000 euro offre un risparmio nella sua versione “variabile” da 52 euro al mese (971 contro 1.023 euro di rata) per un risparmio complessivo sui 20 anni di finanziamento che si aggira sui 12.500 euro. Allungando il mutuo a 30 anni, la rata del tasso variabile risulta essere 56 euro più bassa rispetto a quella del fisso (729 euro al mese contro 785) e il risparmio sull’intera durata del finanziamento supera i 20mila euro. Ancora troppo poco, però, perché gli italiani abbraccino l’incertezza dei tassi indicizzati all’Euribor, tanto che la domanda si punta ampiamente sopra il 90% verso il fisso.

Ecco allora che il raffronto si sposta su altre variabili. Facile.it rimarca ad esempio che un immobile in classe energetica migliore consente di accedere ad un mutuo green e di risparmiare fino a 4.500 euro in 25 anni rispetto ad un mutuo tradizionale. Mutuionline rileva Tan più bassi mediamente di 40-50 punti base rispetto ai finanziamenti tradizionali e confrontando la miglior soluzione a tasso fisso green nell'esempio precedente sui 20 anni arriva a individuare migliori offerte che generano un risparmio di 10.200 euro nell’arco di vita del finanziamento.

Alla prestazione energetica per altro si lega la maggiore facilità di ricevere i finanziamenti: cosa evidenziata anche dall’ultimo bollettino Bce, ripreso da Facile, per il quale “le banche hanno segnalato che negli ultimi dodici mesi i criteri di concessione sono stati allentati per gli edifici con elevate prestazioni energetiche e sono stati irrigiditi per quelli a bassa prestazione energetica”.

D’altra parte, sono le stesse norme a portare sempre più le banche a valorizzare il portafoglio “green” in termini di assorbimento di capitale. E bisogna sempre considerare che la variabile green comporta un maggior costo d’acquisto, recentemente indicata in 700 euro in più al metro quadro. Variabile non da poco per le finanze delle famiglie.

“C’è poi un altro elemento – dice Facile – che ha a che fare con le zone più esposte ai fenomeni meteorologici estremi. Il cambiamento climatico, infatti, determina un “rischio fisico” maggiore, con il conseguente inasprimento netto delle condizioni di finanziamento nel complesso. In pratica, la possibilità concreta che l’immobile possa subire danni (e quindi incidere sul futuro pagamento del prestito) fa sì che i tassi aumentino”.

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