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Séjourné: “Un piano per abbattere i dazi interni all’Europa, ma poi toccherà a governi e Parlamenti”

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Il vicepresidente della Commissione alla trilaterale delle associazioni industriali di Italia, Francia e Germania: “La semplificazione procede, nell’auto più flessibilità sugli obiettivi di decarbonizzazione, che però vanno mantenuti”
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ROMA – Il commissario europeo Stéphane Séjourné ribadisce agli industriali che il futuro della manifattura è al centro dei pensieri della Commissione, e promette che le semplificazioni normative che tanto invocano gli imprenditori continueranno. Ma chiede anche loro qualcosa, cioè supporto su altri strategici dossier, a cominciare dall’abbattimento dei dazi interni che frammentano l’Europa: “Presenteremo una tabella di marcia per il completamento del mercato unico”, ha spiegato il vicepresidente della Commissione, spiegando che Bruxelles indicherà anche dove i singoli Stati membri hanno alzato queste barriere e quindi come governi e Parlamenti nazionali dovranno lavorare per eliminarle. “Una operazione che sarà poco popolare”.

ROMA – Il commissario europeo Stéphane Séjourné ribadisce agli industriali che il futuro della manifattura è al centro dei pensieri della Commissione, e promette che le semplificazioni normative che tanto invocano gli imprenditori continueranno. Ma chiede anche loro qualcosa, cioè supporto su altri strategici dossier, a cominciare dall’abbattimento dei dazi interni che frammentano l’Europa: “Presenteremo una tabella di marcia per il completamento del mercato unico”, ha spiegato il vicepresidente della Commissione, spiegando che Bruxelles indicherà anche dove i singoli Stati membri hanno alzato queste barriere e quindi come governi e Parlamenti nazionali dovranno lavorare per eliminarle. “Una operazione che sarà poco popolare”.

Le proposte degli industriali

Séjourné ha parlato giovedì mattina a Roma, intervenendo al settimo forum trilaterale tra le associazioni industriali di Italia (Confindustria), Francia (Medef) e Germania (Bdi), le tre principali potenze manifatturiere d’Europa. I vertici delle tre associazioni hanno siglato una dichiarazione comune in cui ribadiscono l’allarme per il “rischio di declino e industrializzazione” dell’Unione, proponendo un’agenda di sei priorità per rilanciare la competitività del blocco: far avanzare e potenziare il programma di semplificazioni promesso da Von der Leyen; adottare un nuovo approccio alla decarbonizzazione basato su competitività e neutralità tecnologica; ridurre le dipendenze strategiche; assicurare nel bilancio Ue fondi specifici per la competitività (ma senza tasse per le imprese); approvare un pacchetto dedicato alle scienze della vita e potenziare l’industria della Difesa.

La revisione del Green Deal

Dove questa Commissione e gli industriali appaiono decisamente più vicini rispetto al passato è il tema della semplificazione: Séjourné ha detto che il lavoro sui vari pacchetti Omnibus prosegue all’insegna del “pragmatismo”. Dove invece le distanze restano (ma anche fra gli imprenditori dei tre Paesi) è sulla revisione degli obiettivi climatici. Il Commissario ha preannunciato che il 10 dicembre arriverà l’aggiornamento delle regole sulle emissioni al 2035 per il settore automotive, che integrerà i principi di “flessibilità” e “neutralità” sulle tecnologie invocati dai costruttori e in generale dagli industriali, ma che allo stesso tempo dovrà “mantenere la traiettoria e gli obiettivi”, anche per salvaguardare gli investimenti già fatti dalla imprese.

Su questo tema centrale le differenti posizioni dei governi sono riflesse anche dalle rispettive associazioni industriali. Riguardo al recente accordo siglato a Bruxelles sul taglio del 90% emissioni al 2040 per esempio, con nuovi margini di flessibilità chiesti in primis dall’Italia, il comunicato congiunto parla di “seri problemi di fattibilità” e “rischio di deindustrializzazione”. Ma poi a margine della firma il presidente degli industriali italiani Orsini si dice “per nulla soddisfatto”, mentre il vicepresidente degli industriali francesi Fabrice Le Saché lo descrive come un buon compromesso.

Séjourné: “Completare mercato unico”

Nel suo discorso Séjourné ha però anche fatto il punto sulle prossime iniziative della Commissione, sui cui ha chiesto il supporto degli industriali. La prima – come detto – sarà un piano di azione per completare il mercato unico (come da rapporti di Letta e Draghi), che potrebbe creare non poche frizioni con gli Stati membri e con le imprese dei vari Paesi, che spesso di quelle barriere hanno beneficiato. Di questo pacchetto farà parte anche una proposta per creare un mercato unico delle telecomunicazioni e una per il mercato unico dei capitali, con la creazione di una autorità di supervisione unica (la famosa Consob europea). Entrambe arriveranno prossime settimane.

Il Commissario sta anche lavorando al nuovo piano sulla riduzione delle dipendenze nelle materie prime strategiche – che Von der Leyen ha battezzato ResourceEU – che si baserà su diversificazione dei fornitori, estrazione in Europa, riciclo e sostegno a innovazioni tecnologiche. “Su 17 di queste materie prime siamo dipendenti al 100% dalla Cina”, ha spiegato. Il tema del rafforzamento autonomia strategica europea è tornato spesso nel suo discorso. E l’intenzione della Commissione è di usare a questo fine anche lo strumento delle gare pubbliche: “Il prossimo anno proporremo di introdurre una clausola di preferenza europea negli appalti pubblici, che valgono il 15% del prodotto interno lordo Ue”. Anche qui però i Paesi (e i loro imprenditori) sono spaccati: Francia e Italia a favore, Germania contraria.

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