In attesa di capire le conseguenze del riassetto azionario di Generali, la compagnia guidata da Philippe Donnet presenta conti dei nove mesi in forte crescita.
L’utile netto normalizzato è salito a 3,3 miliardi (+14%) e il risultato netto si è attestato a 3.215 milioni. Nel solo terzo trimestre i profitti hanno superato un miliardo. I premi lordi dei nove mesi sono saliti a 73,1 miliardi (+3,7%) spinti dal ramo Danni (+7,2%), in forte ripresa anche nel terzo trimestre, mentre la raccolta netta Vita è aumentata a 10,4 miliardi.
Il risultato operativo ha registrato una crescita a due cifre, a 5,9 miliardi (+10,1%), sempre trainato dalle assicurazioni Danni (+23,9% a 2.737 milioni), mentre l’utile operativo Vita si è portato a 3.091 milioni (+1,8%). Nell’Asset&wealth management l’utile è rimasto fermo a 843 milioni (+0,7%) a causa del minor contributo da Banca Generali.
Sono comunque numeri migliori delle attese e infatti in Borsa il titolo del Leone ieri ha guadagnato l’1,42% a 34,31 euro, e ora, grazie anche al minore impatto degli eventi catastrofali, che è proseguito fino a metà novembre, il gruppo conta di superare gli obiettivi del piano al 2027 presentato a gennaio. Ma senza acquisizioni in vista, come ha tenuto a precisare il neo direttore generale Giulio Terzariol nella call con gli analisti: «Per l’m&a al momento non abbiamo molto in cantiere ma se troviamo qualcosa di interessante lo faremo, assicurandoci di poter creare valore reale».
L’attenzione si sposta così sull’operazione Natixis dove si sta cercando di dialogare anche con il governo per vedere se c’è una soluzione praticabile rispetto all’accordo annunciato nel gennaio 2025. Una parola definitiva dovrebbe arrivare dal cda prenatalizio e i fari sono puntati sugli 800 miliardi di risparmio gestiti da Generali, tra cui 41,9 miliardi di titoli di Stato, il cui valore è aumentato dai 40,6 miliardi di fine giugno grazie alla discesa dello spread.
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