La mossa di Meloni sul condono spiazza gli alleati: “Noi mai avvisati”
di Lorenzo De CiccoIl candidato Presidente della regione Campania per il centro destra Edmondo Cirielli
(agf)A via della Scrofa giurano che Giorgia Meloni non fosse stata preavvisata della “manina” di FdI che spinge per il condono campano, formidabile appeal elettorale a una settimana dal voto. Certo è che ieri mattina, dopo un consulto con i capigruppo di Camera e Senato, la premier ha accordato alla sanatoria il suo benestare. Con una punta d’imbarazzo, c’è da immaginare, perché la leader della fiamma si è spesso scagliata in passato contro questo tipo di operazioni borderline. Ecco perché mentre il partito locale già prepara i manifesti «sì alla riapertura del condono», sotto alla faccia sorridente di Edmondo Cirielli, ai piani alti del partito romano si affrettano a precisare che non si tratta di un condono nuovo di zecca, ma del ricorso a una «sanatoria», peraltro «vecchia di oltre vent’anni», epoca Berlusconi, che permetterà di regolarizzare case che altrimenti finirebbero sotto le ruspe. E comunque varrà «solo per gli edifici fuori dalla zona rossa».
A via della Scrofa giurano che Giorgia Meloni non fosse stata preavvisata della “manina” di FdI che spinge per il condono campano, formidabile appeal elettorale a una settimana dal voto. Certo è che ieri mattina, dopo un consulto con i capigruppo di Camera e Senato, la premier ha accordato alla sanatoria il suo benestare. Con una punta d’imbarazzo, c’è da immaginare, perché la leader della fiamma si è spesso scagliata in passato contro questo tipo di operazioni borderline. Ecco perché mentre il partito locale già prepara i manifesti «sì alla riapertura del condono», sotto alla faccia sorridente di Edmondo Cirielli, ai piani alti del partito romano si affrettano a precisare che non si tratta di un condono nuovo di zecca, ma del ricorso a una «sanatoria», peraltro «vecchia di oltre vent’anni», epoca Berlusconi, che permetterà di regolarizzare case che altrimenti finirebbero sotto le ruspe. E comunque varrà «solo per gli edifici fuori dalla zona rossa».
Il dato politico comunque è chiaro. Meloni tira dritto. Surfando sulle polemiche e le vecchie dichiarazioni anti condoni, che oggi suonano contraddittorie. L’emendamento annunciato dal suo Antonio Iannone, sottosegretario alle Infrastrutture e commissario dei Fratelli in terra partenopea, sarà inserito nel pacchetto delle proposte «segnalate», quelle cioè che arriveranno all’ultimo round, le votazioni finali in Parlamento. Per prevenire le obiezioni che già muove l’opposizione, nella cerchia della premier sostengono che il governo in concreto non deciderà alcunché. Perché la norma in discussione a Palazzo Madama permetterà al presidente di Regione, entro due mesi dal varo della finanziaria, di attivare o meno la riapertura dei termini della sanatoria del 2003. Dunque se vincerà Roberto Fico, niente da fare. In caso di rimonta del centrodestra, sarà Edmondo Cirielli a sbrigare la pratica. La scelta insomma, è il messaggio che viene fatto trapelare, spetta unicamente «alla Regione Campania, in piena autonomia».
Resta da superare lo scetticismo degli alleati in maggioranza. I malumori di Forza Italia sono venuti allo scoperto subito, per bocca del leader Antonio Tajani. È bastata una frase, «bisogna valutare caso per caso», per decifrare la freddezza degli azzurri. Che il vicepremier estende a un’altra proposta di Cirielli, quella di aumentare le pensioni minime di 100 euro, ma con fondi regionali. Uno “scippo”, confessa uno dei colonnelli post berlusconiani, di due temi chiave delle campagne forziste: la casa e le pensioni.
Questa lettura sui nervosismi a destra trova conferme dentro FdI. «Tajani risponde così perché l’avrebbe voluta lanciare lui, la sanatoria», la frecciata di un big meloniano. Di certo, gli alleati dei Fratelli sono rimasti spiazzati dalla mossa. Da ore ripetono: «Nessuno ci aveva avvisati». La sensazione è quella di uno sgarbo, perché in Campania il derby a destra è serratissimo. Forza Italia dopo la Puglia spera di sorpassare i Fratelli anche a Napoli e dintorni. FdI dal canto suo vuole tenere a tutti i costi la prima piazza della coalizione. E in ogni caso, ripetono i meloniani, i voti del cartello della fiamma andranno sommati alla lista personale di Cirielli, che annovera - e qui torna la sanatoria - uno dei leader dei movimenti anti-ruspe, Raffaele Cardamuro, che ieri rilanciava giubilante sui social la promessa del nuovo condono.
Anche dalla Lega trapelano perplessità sulla mossa dei Fratelli. «La nostra posizione sul condono? Il problema c’è, non siamo del tutto contrari a una sanatoria, ma questo provvedimento va visto, va capito», rispondeva ieri sera sibillino Claudio Durigon, vicesegretario del Carroccio e luogotenente di Matteo Salvini nel Centro Sud. Anche dal dicastero delle Infrastrutture precisano informalmente: la mossa di Iannone è di partito, non aveva il mandato del Mit.