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L’Europa cresce poco e l’Italia ancora meno: le previsioni della Commissione Ue

(afp)

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Il Pil italiano si fermerà a +0,4% nel 2025 e nel 2027 saremo maglia nera. Dombrovskis: “Crescita modesta, ma possibile uscita da procedura d’infrazione in primavera”
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BRUXELLES – L’Europa è in leggera ripresa ma l’Italia rallenta. Le previsioni economiche della Commissione europea, nonostante il quadro geopolitico (la guerra scatenata dalla Russia in Ucraina) e le tensioni commerciali (i dazi Usa), mostrano qualche segnale positivo per tutta l’Europa nel breve periodo ma “i rischi per le prospettive di crescita sono orientati al ribasso”. Per il nostro Paese i dati sono ancora meno ottimistici. Il Pil quest’anno crescerà solo dello 0,4 per cento ancora in flessione rispetto alle precedenti stime. “Prevediamo una crescita modesta per l’Italia – ha dichiarato in conferenza stampa il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis – l'anno prossimo saremo in una fase del quadro finanziario pluriennale in cui ci si può aspettare una ripresa dei finanziamenti e degli investimenti per la coesione, che contribuiranno anche a sostenere il livello degli investimenti pubblici”. Se condo le previsioni della Commissione, siamo al quarto posto tra i “peggiori” dopo…

BRUXELLES – L’Europa è in leggera ripresa ma l’Italia rallenta. Le previsioni economiche della Commissione europea, nonostante il quadro geopolitico (la guerra scatenata dalla Russia in Ucraina) e le tensioni commerciali (i dazi Usa), mostrano qualche segnale positivo per tutta l’Europa nel breve periodo ma “i rischi per le prospettive di crescita sono orientati al ribasso”. Per il nostro Paese i dati sono ancora meno ottimistici. Il Pil quest’anno crescerà solo dello 0,4 per cento ancora in flessione rispetto alle precedenti stime. “Prevediamo una crescita modesta per l’Italia – ha dichiarato in conferenza stampa il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis – l'anno prossimo saremo in una fase del quadro finanziario pluriennale in cui ci si può aspettare una ripresa dei finanziamenti e degli investimenti per la coesione, che contribuiranno anche a sostenere il livello degli investimenti pubblici”. Se condo le previsioni della Commissione, siamo al quarto posto tra i “peggiori” dopo la Finlandia (0,1), la Germania (0,2) e l’Austria (0,3). Mentre la Francia crescerà dello 0,7 e la Spagna addirittura del 2,9.

La situazione migliorerà di poco nel 2026 e nel 2027. Il nostro Pil salirà dello 0,8 nei prossimi due anni. In parte grazie ai soldi del Pnrr. Ma nella graduatoria delle “maglie nere” diventiamo secondi il prossimo anno (peggio di noi solo l’Irlanda) e addirittura primi nel 2027. Mentre la Germania dovrebbe avere un rimbalzo con una crescita dell’1,2 e la Francia dello 0,9 e dell’1,1. Dato positivo per l’Italia è la disoccupazione che cala al 6,2 per cento quest’anno e poi di un decimale l’anno prossimo. E la conferma che il rapporto deficit-pil dovrebbe scendere al 3 per cento come richiesto dai trattati europei facendoci uscire dalla procedura per deficit eccessivo. “Affinché la Commissione possa revocare la procedura all’Italia – ha spiegato Dombrovskis – dobbiamo vedere i dati finali del 2025, verificati da Eurostat. Questi dati saranno disponibili ad aprile, e di conseguenza una possibile revoca, se il deficit verrà confermato al di sotto del 3% del Pil, potrebbe avvenire nella prossima primavera con il pacchetto del semestre europeo". Nel 2026, da stime, sarà poi al 2,8 e nel 2027 al 2,6. Mentre risulta costantemente in crescita il debito pubblico: quest’anno -136,4%- e nel prossimo -137,9- per poi calare leggermente nel 2027 al 137,2. L’inflazione resterà contenuta.

I dati sul commercio

Secondo la Commissione, le esportazioni caleranno dello 0,7 e le importazioni cresceranno. “Dopo un risultato leggermente negativo nel secondo periodo nel trimestre del 2025 – si legge nel documento dell’esecutivo europeo - la crescita del Pil è rimasta stabile nel terzo quarto. Con un piccolo aumento positivo previsto nella parte finale dell'anno”. Per la Commissione, “l'incertezza persistente spinge le famiglie ad aumentare i risparmi”. Gli investimenti sono ancora sostenuti grazie ai fondi del Recovery. La crescita dell'occupazione è destinata a rallentare ma “si prevede che i salari siano ancora in crescita in modo robusto quest'anno e si modereranno successivamente”.

Nel complesso, però, secondo la Commissione, le previsioni mostrano in Europa una crescita superiore alle aspettative anche se molto è dovuto dall’effetto dell’annuncio dei dazi con una “impennata delle esportazioni in previsione degli aumenti tariffari”. Quindi il Pil di quest'anno sarà nell’Ue dell'1,4% nel 2025 e nel 2026, e dell'1,5% nel 2027. L'inflazione nell'area dell'euro continuerà a diminuire, scendendo al 2,1% nel 2025 e al 2,2% nel 2027. “Il contesto globale – si sottolinea - rimane difficile”, il Pnrr sta sostenendo “una crescita moderata” e la domanda interna. Quanto ai dazi, la Commissione ricorda che “l'economia fortemente aperta dell'UE rimane suscettibile alle attuali restrizioni commerciali, ma gli accordi commerciali raggiunti tra gli Stati Uniti e i suoi partner commerciali hanno attenuato alcune delle incertezze che avevano offuscato le previsioni di primavera”.

Palazzo Berlaymont stima che la spesa per la difesa avrà un impatto sul deficit di tutta l’Ue che infatti salirà fino al 3,4 per cento del Pil nel 2027. Un effetto ci sarà anche sul debito che toccherà l’85 per cento tra due anni. “Il difficile contesto globale – si legge nel documento - continua a pesare sulle prospettive Guardando al futuro, i rischi per le prospettive di crescita sono orientati al ribasso. La persistente incertezza delle politiche commerciali continua a gravare sull'attività economica, con dazi e restrizioni non tariffarie che potrebbero potenzialmente limitare la crescita dell'Ue più del previsto”. E la situazione peggiorerebbe in caso di “ulteriore escalation delle tensioni geopolitiche”. Anche “la crescente frequenza di catastrofi legate al clima potrebbe minare la crescita”.

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