L’Olanda rinuncia all’acquisizione di Nexperia, lascerà il controllo ai cinesi
di Emma BonottiMILANO – Pechino uno, L’Aia zero. I Paesi Bassi sospenderanno l’acquisizione di Nexperia, fornitore globale di componenti elettronici con sede a Nimega, in territorio olandese, ma controllata da Wingtech, una società quotata a Shanghai parzialmente posseduta dal governo cinese. Il passo indietro ha un significato industriale più ampio, perché permette di risolvere la disputa sull’azienda dei chip che da settimane minacciava di mettere in crisi l’auto europea.
La vicenda
La vicenda affonda le sue radici nello scontro commerciale tra Stati Uniti e Cina, di cui l’Europa in questo caso è il campo di gioco. Il caso si è aperto quando il governo de L’Aia ha deciso di commissariare Nexperia per asserite “serie carenze manageriali” che avrebbero messo in pericolo un’i…
MILANO – Pechino uno, L’Aia zero. I Paesi Bassi sospenderanno l’acquisizione di Nexperia, fornitore globale di componenti elettronici con sede a Nimega, in territorio olandese, ma controllata da Wingtech, una società quotata a Shanghai parzialmente posseduta dal governo cinese. Il passo indietro ha un significato industriale più ampio, perché permette di risolvere la disputa sull’azienda dei chip che da settimane minacciava di mettere in crisi l’auto europea.
La vicenda
La vicenda affonda le sue radici nello scontro commerciale tra Stati Uniti e Cina, di cui l’Europa in questo caso è il campo di gioco. Il caso si è aperto quando il governo de L’Aia ha deciso di commissariare Nexperia per asserite “serie carenze manageriali” che avrebbero messo in pericolo un’industria strategica.
Erano i giorni in cui Washington allungava la sua “lista nera” di aziende cinesi anche alle loro controllare, includendo dunque indirettamente anche il gruppo olandese. Immediata e dura la risposta di Wingtech, che ha bloccato le spedizioni dei processori dagli stabilimenti situati nella Repubblica Popolare.
C’è voluto l’ennesimo passo indietro di Trump, dopo la distensione dei rapporti con Xi Jinping, per aprire uno spiraglio per risolvere la crisi. L’impegno del governo olandese a rinunciare al commissariamento è stato la carta di scambio finale che ha convinto le autorità cinesi a riaprire le esportazioni di chip, fondamentali per l’automotive mondiale ed europea.
Sefcovic (Ue): “Un altro passo fondamentale verso la stabilità delle forniture”
Si arriva così ad oggi, quando il ministro dell’Economia olandese, Vincent Karremans, ha ufficializzato la rinuncia. “Alla luce dei recenti sviluppi, ritengo sia giunto il momento di adottare un provvedimento costruttivo sospendendo il mio ordine ai sensi della legge sulla disponibilità dei beni (Availability of Goods Act) relativo a Nexperia. Questo – recita una nota – è un segno di buona volontà”.
Bruxelles plaude il gesto degli olandesi, considerandolo “un altro passo fondamentale verso la stabilizzazione delle nostre catene di approvvigionamento strategiche di chip. Accolgo con favore la decisione dei Paesi Bassi”, scrive su X il commissario Ue al Commercio, Maros Sefcovic. “Il coinvolgimento costruttivo e continuo dei partner rimane essenziale per garantire flussi globali affidabili. Rimango in stretto contatto con tutti i miei omologhi”.
L’auto europea può tirare un sospiro di sollievo
L’automotive europea tira un respiro di sollievo. Oltre alle terre rare alle batterie, l’Europa acquista dalla Cina processori di media tecnologia, ampiamente utilizzati dalle principali case automobilistiche, comprese quelle del Nord America, del Giappone e della Corea del Sud. Senza quei processori, non i più avanzati ma comunque fondamentali, i produttori rischiavano seriamente di dover rallentare o addirittura bloccare la produzione.