ROMA – Non è certo la prima volta che le riserve d’oro della Banca d’Italia, e la possibilità di impiegarle a beneficio del bilancio pubblico, finiscono al centro dell’arena politica. L’ultima era stata nel 2019, epoca del primo governo Conte sostenuto dalla maggioranza di 5Stelle e Lega. Un disegno di legge, primo firmatario il leghista antieuro Claudio Borghi, voleva mettere nero su bianco «la …