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Caffè, cioccolato e hamburger: l'inflazione “morde” il carrello della spesa. La top 20 dei rincari

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I prezzi al consumo frenano ma non per i beni alimentari: in un anno, mangiare costa 232 euro in più per coppie con 2 figli. Schlein: “Per le famiglie far quadrare il bilancio è un’impresa titanica”
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ROMA – Non basta il rallentamento dell’inflazione a ottobre per far sorridere i consumatori tra le corsie dei supermercati. La fiammata dei prezzi innescata dagli shock internazionali, dalla crisi della supply chain globale per la pandemia alla guerra in Ucraina e al conflitto mediorientale, non si è assorbita e i prezzi non torneranno quelli di prima.

Ma almeno i rincari non corrono più, frenano e in alcuni settori si fermano del tutto. Non è il caso dei beni alimentari. I prodotti sugli scaffali costano ogni mese più del precedente. Tanto che oggi la famiglia media italiana spende 174 euro in più di 12 mesi fa per fare la spesa.

ROMA – Non basta il rallentamento dell’inflazione a ottobre per far sorridere i consumatori tra le corsie dei supermercati. La fiammata dei prezzi innescata dagli shock internazionali, dalla crisi della supply chain globale per la pandemia alla guerra in Ucraina e al conflitto mediorientale, non si è assorbita e i prezzi non torneranno quelli di prima.

Ma almeno i rincari non corrono più, frenano e in alcuni settori si fermano del tutto. Non è il caso dei beni alimentari. I prodotti sugli scaffali costano ogni mese più del precedente. Tanto che oggi la famiglia media italiana spende 174 euro in più di 12 mesi fa per fare la spesa.

L’inflazione di ottobre

Tenendo anche a mente, da rilevazione Istat, che a settembre 2025 le retribuzioni reali restano inferiori dell'8,8% rispetto ai livelli di gennaio 2021, sempre l’ente statistico nazionale ha reso noto che con i dati definitivi di ottobre l’inflazione annua è pari a +1,2%, dal +1,6% di settembre. L’Unione nazionale consumatori segnala che i rialzi sono consistenti soprattutto per la spesa delle famiglie. “L'inflazione è in calo, e la buona notizia è che rispetto a settembre si registra un -0,3%, ma non è così per i prezzi dei Prodotti alimentari e le bevande analcoliche che proseguono indisturbati la loro corsa – dichiara il presidente Massimiliano Dona – a settembre erano scesi su base mensile dello 0,1%, facendo sperare in una inversione di rotta, a ottobre tornano a salire dello 0,1%. Insomma, non c'è tregua per la spesa più obbligata che ci sia”.

Divisioni di spesa Famiglia media Coppia con 1 figlio Coppia con 2 figli Inflazione annua di ottobre
Prodotti alimentari e bevande analcoliche 160 203 232 2,5
Bevande alcoliche e tabacchi 10 14 13 2
Abbigliamento e calzature 12 17 22 1
Abitazione, acqua, elettricità e combustibili -68 -73 -74 -1,7
Mobili, articoli e servizi per la casa 4 5 6 0,3
Servizi sanitari e spese per la salute 21 25 25 1,5
Trasporti 7 11 12 0,2
Comunicazioni -44 -59 -65 -5,1
Ricreazione, spettacoli e cultura 6 9 11 0,5
Istruzione 3 5 9 1,5
Servizi ricettivi e di ristorazione 76 106 132 3,9
Altri beni e servizi 80 108 109 3,2
Totale rincaro annuo 267 371 432 1,2
Carrello della spesa 174 222 250 +2,1

Fonte: Unione Nazionale Consumatori su dati Istat

Quali prodotti alimentari costano di più: i principali rincari

In testa alla top 20 dei rincari annui, il Cacao e cioccolato in polvere con +21,9% su ottobre 2024, al 2° posto il Caffè con +20,6%, Medaglia di bronzo per il Cioccolato con +10,1%. Seguono la Carne macinata, i Formaggi stagionati e le Bevande analcoliche (+8,2% per tutti e 3). Si segnala poi la Carne di bovino adulto (7° posto, +8,1%), la Carne di vitello (8°, +7,5%), le Uova (10°, +7,4%), il Burro (11°, +6,6%), la Frutta secca (12°, +5,9%) Carne ovina e Pollame (ex aequo in 14° posizione con +5,3%).

Rincari annui di ottobre
N. Prodotto Rincaro (%)
1 Cacao e cioccolato in polvere 21,9
2 Caffè 20,6
3 Cioccolato 10,1
4 Preparati con carne macinata 8,2
4 Formaggi stagionati 8,2
4 Bevande analcoliche 8,2
7 Carne di bovino adulto 8,1
8 Carne di vitello 7,5
8 Altri preparati a base di carne 7,5
10 Uova 7,4
11 Burro 6,6
12 Frutta secca e noci 5,9
13 Frattaglie 5,8
14 Carne ovina e caprina 5,3
14 Pollame 5,3
16 Altra frutta con nocciolo 5,2
17 Formaggi fusi 5,1
18 Gelati 5,0
19 Formaggi freschi e latticini 4,8
20 Conserve di frutta e prodotti a base di frutta 4,6

Fonte: Unione Nazionale Consumatori su dati Istat

Elly Schlein: “Far quadrare bilancio familiare? Impresa titanica”

"Proprio mentre Meloni e Tajani saltellano allegramente sul palco convinti di vincere le elezioni in Campania, i dati Istat, rielaborati da Unione Nazionale Consumatori, li mettono di fronte alla realtà – interviene la segretaria Pd Elly Schlein bacchettando l’esecutivo – far quadrare il bilancio di casa a fine mese sta cominciando a diventare un'impresa titanica con il caro bollette e i prezzi dei beni alimentari aumentati secondo l'Istat del 25% dal 2021, mentre nello stesso periodo i salari reali hanno perso 9 punti percentuali”. “Gli italiani - aggiunge la leader dem - non riescono più a fare la spesa di prima con lo stesso stipendio in tasca. Questo governo ha varato quattro manovre economiche, ormai è in carica da più di tre anni, ma di tutto questo continua a disinteressarsi”. E conclude: “Non solo, continua a non fare nulla sul caro energia e pure a rifiutarsi di votare la nostra proposta sul salario minimo, sostenuta da tutte le forze della coalizione progressista. I problemi delle persone per loro non contano, tanto poi per qualsiasi cosa basta dare la colpa un giorno ai magistrati, l'altro ai giornalisti, poi alla sinistra".

Il Pd incalza il governo

"Le lavoratrici e i lavoratori italiani hanno perso un mese di paga per colpa dell'inflazione, perché coi loro salari e stipendi possono comprare sempre meno cose. Ma la storia non finisce lì, l'inflazione continua a mordere: non si ferma la corsa dei beni alimentari che pesano di più sui bilanci delle famiglie dei ceti medi e medio bassi. Insomma: mangiare costa sempre di più". Così in una nota Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro nella segreteria nazionale del Pd.

"La situazione peggiora drasticamente per famiglie con figli. Eppure il governo continua a opporsi al salario minimo, e la maggioranza presenta emendamenti per aumentare la precarietà del lavoro e liberare le imprese capofila dalla responsabilità dello sfruttamento nella filiera dei loro fornitori. Ma la realtà è più forte della propaganda", conclude. Critica anche la capogruppo Pd alla Camera dei deputati. “Dall'alimentare ai trasporti, dall'energia agli affitti, non è solo un problema di numeri: è una realtà che incide sulle scelte quotidiane di milioni di persone e amplifica le disuguaglianze – ha dichiarato Chiara Braga – Mentre il Governo resta prigioniero di annunci e interventi frammentati, le famiglie vedono erodersi il proprio potere d'acquisto e le imprese, soprattutto le piccole e medie, affrontano costi che mettono a rischio investimenti e occupazione. Il Paese merita una risposta all'altezza delle difficoltà che sta vivendo, non un Governo prigioniero della sua propaganda”.

"L'unica cosa che il governo Meloni fa, con la misera manovra di bilancio che ha presentato, è quella di racimolare risorse, poche, per tenere i conti in ordine – ha detto il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia intervenendo a Bari ad una iniziativa di campagna elettorale per le elezioni regionali di domenica – e quindi altri condoni, rottamazioni e tasse. Addirittura stanno discutendo di tassare l'oro, raschiando il barile: hanno presentato un emendamento a prima firma del capogruppo di Fdi che propone proprio questo".

"Vogliono tassare i gioielli di famiglia per fare cassa mentre noi, tutti uniti come centrosinistra, abbiamo presentato un emendamento che si preoccupa di restituire ai lavoratori il fiscal drag, cioè la parte dello stipendio 'rubata' dell'aumento della pressione fiscale causato dall'inflazione. Giorgia Meloni continuerà a prendersela coi giudici, con i giornalisti, con le opposizioni, col Quirinale ma, dopo quattro manovre economiche, il vero complotto ai danni del suo governo, purtroppo per lavoratori e imprese, lo sta costruendo la verità dei numeri", ha concluso Boccia.

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