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Golden power, Italia in infrazione: l’Ue avvia la procedura. Il governo pronto alla modifica

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Bruxelles apre l’iter ma senza far riferimento al caso specifico dell’operazione Unicredit-Bpm. Vince la linea soft voluta da von der Leyen, che non vuole urtare Meloni
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BRUXELLES – Più che una procedura la si potrebbe definire una “procedurina” d’infrazione. Ieri infatti la Commissione europea ha aperto formalmente il dossier sulla normativa italiana che disciplina il Golden power ma ha evitato di fare alcun riferimento alla vicenda Unicredit-Bpm. Anzi è stato precisato che la “bacchettata” riguarda solo legge e «nessun caso specifico». Insomma l’Ops di Gae Aulenti è per ora tenuta fuori.

Si tratta però di una scelta singolare se si considera che il golden power è stato applicato al settore bancario solo una volta, ossia questa. E che il dossier è aperto da diversi mesi. Con uno scambio di informazioni con il governo italiano puntato proprio sul quel tentativo di scalata. È l’esito di uno scontro dentro l…

BRUXELLES – Più che una procedura la si potrebbe definire una “procedurina” d’infrazione. Ieri infatti la Commissione europea ha aperto formalmente il dossier sulla normativa italiana che disciplina il Golden power ma ha evitato di fare alcun riferimento alla vicenda Unicredit-Bpm. Anzi è stato precisato che la “bacchettata” riguarda solo legge e «nessun caso specifico». Insomma l’Ops di Gae Aulenti è per ora tenuta fuori.

Si tratta però di una scelta singolare se si considera che il golden power è stato applicato al settore bancario solo una volta, ossia questa. E che il dossier è aperto da diversi mesi. Con uno scambio di informazioni con il governo italiano puntato proprio sul quel tentativo di scalata. È l’esito di uno scontro dentro l’esecutivo europeo. Che ha coinvolto la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, la commissaria agli Affari finanziari, la portoghese Maria Luis Albuquerque, quella alla Concorrenza, la spagnola Teresa Ribera, e gli uffici della DgCompetition.

Von der Leyen ha cercato di evitare questo passaggio per non mettere in difficoltà Giorgia Meloni con cui spesso fa sponda e il cui gruppo parlamentare di frequente rappresenta una sorta di suo “soccorso” all’Eurocamera. Fare inoltre riferimento specifico all’Offerta per il Bpm avrebbe potuto esporre a ricorsi legali molto costosi. Albuquerque, del Ppe come la presidente della Commissione, ha insistito per applicare la disciplina. Così come Ribera, della famiglia socialista, aveva sottolineato le incongruenze dal punto di vista antitrust. Non è un caso che la procedura sia stata avviata da tempo e tenuta a bagnomaria. Fino a quando l’Ops non è stata abbandonata. Così come continua a rimanere sospesa la parte direttamente rivolta alla scalata.

Le motivazioni dell'Antitrust Ue

La procedura, ha spiegato la Commissione, è stata aperta «per il mancato rispetto del regolamento sul Meccanismo di vigilanza unico (regolamento, della direttiva sui requisiti patrimoniali)». In particolare emerge la preoccupazione che la normativa sul “Golden Power”, «pur essendo intesa a salvaguardare la sicurezza nazionale e l’ordine pubblico, così come applicata dalle autorità italiane, rischia di consentire interventi ingiustificati per motivi economici, che compromettono i principi di libertà di stabilimento e di libera circolazione dei capitali all’interno del mercato unico. Inoltre, la legislazione italiana si sovrappone alle competenze esclusive della Banca Centrale Europea nell’ambito del Meccanismo di Vigilanza Unico».

Il governo italiano ha adesso due mesi per rispondere ma già si sta muovendo. È infatti allo studio una modifica della legge che, a giudizio dell’esecutivo di Roma, consentirebbe di superare le obiezioni di Bruxelles. L’intervento potrebbe avvenire presto per decreto o attraverso un emendamento alla legge di Bilancio.

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