ROMA – Rinnovato il contratto dei metalmeccanici che riguarda 1,5 milioni di lavoratori in Italia, occupati in oltre 30 mila aziende del settore. Fim, Fiom e Uilm e Federmeccanica-Assistal hanno trovato l'accordo, dopo quattro giorni no stop di trattative dal 19 novembre. Oggi si è definito ultimo tassello. Aumento medio di 205,32 euro al mese dal primo luglio 2024 al 30 giugno 2028 per il livello C3, ex quinto livello. Primo aumento a giugno 2025: 27,70 euro. Da giugno 2026 53,17 euro e poi altro aumento a giugno 2027 59,58 euro. Ultimo a giugno 2028 64,87 euro. Questo aumento si somma ai 312 presi nel periodo 2021-2024, frutto dell’attivazione della clausola di salvaguardia, a causa del record dell’inflazione dopo l’inizio della guerra in Ucraina e il caro energia.
ROMA – Rinnovato il contratto dei metalmeccanici che riguarda 1,5 milioni di lavoratori in Italia, occupati in oltre 30 mila aziende del settore. Fim, Fiom e Uilm e Federmeccanica-Assistal hanno trovato l'accordo, dopo quattro giorni no stop di trattative dal 19 novembre. Oggi si è definito ultimo tassello. Aumento medio di 205,32 euro al mese dal primo luglio 2024 al 30 giugno 2028 per il livello C3, ex quinto livello. Primo aumento a giugno 2025: 27,70 euro. Da giugno 2026 53,17 euro e poi altro aumento a giugno 2027 59,58 euro. Ultimo a giugno 2028 64,87 euro. Questo aumento si somma ai 312 presi nel periodo 2021-2024, frutto dell’attivazione della clausola di salvaguardia, a causa del record dell’inflazione dopo l’inizio della guerra in Ucraina e il caro energia.
In Italia il settore metalmeccanico rappresenta: l'8% del Pil nazionale, il 6,2% dell’occupazione totale e il 44% di quella industriale. Inoltre il comparto metalmeccanico rappresenta il 45% delle esportazioni italiane e il 50% del valore aggiunto del settore industriale. Il contratto era scaduto da 17 mesi, il 30 giugno 2024. La trattativa per il rinnovo e' iniziata il 30 maggio 2024 con la presentazione della piattaforma sindacale unitaria. Una trattativa segnata da 40 ore di sciopero: non accadeva dal 1997 quando ce ne vollero 46 prima di arrivare al rinnovo del contratto nazionale.
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I punti del contratto
Aumento salariale medio complessivo 205,32 euro, somma che va oltre l’inflazione prevista per gli anni di vigenza. Aumenta anche la flexible benefit da 200 a 250 euro annui. Confermata la clausola di salvaguardia che si attiva in caso di inflazione superiore a quella preventivata. La detassazione prevista dal governo per i rinnovi contrattuali, grazie all’innalzamento del limite a 35mila euro, riguarderà una buona parte dei lavoratori metalmeccanici. Il contratto, secondo i sindacati, prevede anche un rafforzamento della sicurezza e della formazione degli addetti e maggiori tutele per i lavoratori in appalto. Tutele in più anche le donne vittime di violenza. Maggiori garanzie per parità di genere e aumento della quota di contribuzione aziendale per la previdenza complementare per le donne (0,2% in più, arrivando al 2,2%). L’accordo prevede anche l’avvio di una commissione nazionale che analizzi le caratteristiche aziendali e organizzative per sperimentare a livello aziendale, su base volontaria, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.
Gli aumenti previsti nel rinnovo
Queste le tranche di aumenti, previste nel contratto siglato sabato 22 novembre, per il Livello C 3:
- Minimo in vigore 2025 - 2.158,26 euro
- Minimo 2026 - 2.211,43 euro
- Minimo 2027 - 2.271,01 euro
- Minimo 2028 - 2.335,88 euro
La nota dei sindacati
"È stata una trattativa molto sofferta, ma siamo riusciti a superare le distanze e a firmare un buon contratto. Abbiamo salvaguardato il potere d'acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici e rafforzato diritti e tutele". Ad affermarlo in una nota congiunta sono i segretari generali di Fim-Fiom-Uilm, Ferdinando Uliano, Michele De Palma e Rocco Palombella commentando la firma del contratto dei metalmeccanici.
"L'incremento salariale, l'inizio di una sperimentazione sulla riduzione dell'orario di lavoro e la stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari erano i nostri capisaldi e li abbiamo ottenuti. Oggi - sottolineano - possiamo dire, inoltre, di aver salvato il Ccnl che non ha mai smesso di essere sotto attacco. Il Ccnl è il primo strumento di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e questo rinnovo garantirà loro un futuro dignitoso, oltre a rafforzare anche le stesse aziende metalmeccaniche che lo sottoscrivono. I metalmeccanici italiani continuano a scrivere la storia del Paese in un momento di gravi crisi industriali che hanno bisogno di soluzioni immediate e durature".
De Palma (Fiom-Cgl): “Più salario e più diritti”
Soddisfatti i sindacati che hanno siglato l’intesa. “Si tratta di un incremento dei minimi contrattuali in vigenza di contratto del 9,64%, superiore all'Ipca-Nei prevista per i prossimi anni, insieme al mantenimento della clausola di salvaguardia – ha dichiarato il segretario generale Fiom-Cgil Michele De Palma – si realizzano importanti avanzamenti per regolare il mercato del lavoro e viene rafforzata la normativa sulle relazioni sindacali, oltre a una serie di altre migliorie. La firma dell'ipotesi di accordo, dopo gli scioperi dei mesi scorsi, è per noi un risultato straordinario. Nella giornata di domenica 23 novembre si riunirà il comitato centrale della Fiom-Cgil, e dopo la riunione degli organismi unitari prevista per il mese di dicembre, l'ipotesi di accordo verrà illustrata nelle assemblee nei luoghi di lavoro e, infine, sottoposta al referendum vincolante tra tutte le lavoratrici e i lavoratori”.