TORINO – Sul golden power sulle banche credo che il governo abbia un po’ esagerato». Parole di Fabrizio Palenzona, presidente di Prelios e figura che conosce bene gli ambienti del credito e i salotti, quelli politici e quelli bancari. Un giudizio espresso lasciando ieri mattina le Ogr di Torino, dove si trovava anche l’amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, per un evento della Fondazione Crt, socio al 2% dell’istituto milanese. Ente che ha ritrovato la stabilità dopo mesi difficili grazie alla guida di Anna Maria Poggi.
L’ad sulla questione procedura di infrazione aperta dall’Unione Europea nei confronti dell’Italia, sulla scia del golden power applicato all’Ops, poi ritirata, di Unicredit su Bpm, interpellato ha preferito glissare. Palenzona, oltre a essere stato presidente di fondazione Crt, esperienza chiusa con le sue dimissioni dopo un duro confronto interno, ha ricoperto il ruolo di vicepresidente di Unicredit e membro del cda di Mediobanca. Sul tema ha le idee chiare. Da parte dell’esecutivo Meloni c’è stato troppo attivismo: «Credo che il governo in questo caso abbia un po’ esagerato, però bisogna sapere le ragioni per cui l’ha fatto. Ora quello che vale per il governo è di aver tenuto i conti in regola, onore al merito». Anche se Palenzona, che con il suo blitz di ieri a Torino sembra aver archiviato le polemiche e i contrasti dell’ultimo anno, vede un potenziale problema: «È un fatto positivo, spero che non abbia esisti sullo sviluppo del paese. Qualche difficoltà la vedo, spero di sbagliarmi».
Sulla manovra nessun consiglio al governo Meloni e nemmeno critiche rispetto all’ulteriore prelievo sulle banche: «Sono d’accordo, basta che mi spieghino che cosa sono gli extraprofitti. Non l’ho ancora capito. Io conosco il profitto e la perdita, l’extraprofitto no».
Sulla questione golden power e procedura aperta da Bruxelles Marco Osnato, presidente della commissione Finanze della Camera dei deputati, ha detto che l’Italia «puntualmente risponderà alle osservazioni della Ue.
Il governo più di me aveva ben presente, quando ha fatto le prescrizioni, quali potevano essere le critiche, ha fatto degli approfondimenti, ha chiesto dei pareri quindi sono sicuro che si risponderà puntualmente e anche velocemente».
La mossa dell’Unione era attesa «perché c’erano state molte pressioni» e «non passerà molto tempo per la risposta» ha detto il parlamentare di FdI che ha ipotizzato un nuovo decreto sul tema: «Servirà uno strumento normativo per rispondere alle osservazioni, presumo che sarà un altro decreto, però l’impostazione rimarrà quella». Il governo sarebbe già al lavoro secondo il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini: «Ci sta lavorando il ministro Giorgetti, che è un ottimo ministro dell’Economia».