Inquinamento acustico stradale, risarcimento anche per gli eredi: il caso della Tangenziale di Roma
di Massimo FerraroTangenziale Est, Roma
ROMA – Il caso della Tangenziale Est di Roma è destinato a fare scuola. La strada è ad alto scorrimento, in alcuni tratti è sopraelevata e taglia diversi quartieri della Capitale, partendo dal quadrante sud nel quartiere San Giovanni e passando per zone densamente abitate, dal Tiburtino al quartiere Africano, fino a Foro Italico e Trionfale. Alcuni anni fa alcuni residenti hanno citato in giudizio il Comune lamentando un danno da inquinamento acustico. Ora la Cassazione ha deciso, tra le altre cose, che il risarcimento può essere ottenuto anche dagli eredi dei proprietari originari delle abitazioni coinvolte.
Inquinamento acustico: il caso Tangenziale Est di Roma
Già in passato l’arteria stradale è stata al centro di dispute tra cittadin…
ROMA – Il caso della Tangenziale Est di Roma è destinato a fare scuola. La strada è ad alto scorrimento, in alcuni tratti è sopraelevata e taglia diversi quartieri della Capitale, partendo dal quadrante sud nel quartiere San Giovanni e passando per zone densamente abitate, dal Tiburtino al quartiere Africano, fino a Foro Italico e Trionfale. Alcuni anni fa alcuni residenti hanno citato in giudizio il Comune lamentando un danno da inquinamento acustico. Ora la Cassazione ha deciso, tra le altre cose, che il risarcimento può essere ottenuto anche dagli eredi dei proprietari originari delle abitazioni coinvolte.
Inquinamento acustico: il caso Tangenziale Est di Roma
Già in passato l’arteria stradale è stata al centro di dispute tra cittadini e Campidoglio. In alcuni tratti, ad esempio quello iniziale sopraelevato tra San Giovanni, Prenestino e Tiburtino, passa molto vicino alle abitazioni. Tanto che in una celebre scena del film Fantozzi (1975) il protagonista, per guadagnare tempo, si lanciava dal terrazzino per salire sul bus che l’avrebbe portato al lavoro passando a pochi metri dalla facciata. Proprio quella sezione, dalle 23 alle 6, è chiusa al traffico, per non disturbare chi abita vicino.
I residenti che vivono intorno alla via Olimpica, il tratto della Tangenziale Est in zona Foro Italico, si sono rivolti al tribunale per chiedere un risarcimento danni e un intervento strutturale a causa dell’inquinamento acustico e ambientale causato dai volumi di traffico e dalle condizioni della viabilità. Secondo i residenti, che hanno citato in giudizio Roma Capitale, l’amministrazione avrebbe dovuto installare dei pannelli fonoassorbenti adeguati, prendere dei provvedimenti per ridurre le polveri sottili e pagare un risarcimento a ciascun residente per il danno subito.
In primo grado, il tribunale ha stabilito un risarcimento di 2mila euro, poi aumentato in appello a 10mila euro a testa in considerazione anche dell’articolo 8 della Cedu, quello sul diritto al rispetto della vita privata e familiare, del domicilio e della corrispondenza. I giudici, oltre alla soddisfazione economica, hanno imposto anche l’installazione di pannelli fonoassorbenti e il limite di velocità di 30km/h.
Il credito risarcitorio trasferito agli eredi, anche non residenti
Respingendo il ricorso del Comune, la Cassazione ha poi chiarito un doppio principio, come segnala il Sole 24 Ore. Il Campidoglio contestava sia l’obbligo di collocazione dei pannelli sia il risarcimento del danno agli eredi dei ricorrenti interessati in prima battuta della vicenda. I giudici della Terza sezione, con ordinanza 29798/2025, hanno ribadito che il privato cittadino può chiedere alla giustizia di condannare un ente pubblico a intervenire in maniera concreta e tangibile, in questo caso con il posizionamento dei pannelli.
E ha poi stabilito che gli eredi non residenti avevano diritto a pretendere e ottenere un risarcimento perché l’inquinamento acustico oltre le soglie ammissibili è correlato non alla sola proprietà degli immobili interessati dalle immissioni, ma anche alle abitazioni stesse. Per questo motivo il credito risarcitorio è riferibile non solo ai proprietari originari ma anche agli eredi, anche se non vi hanno vissuto e non hanno subito danni diretti. La spiegazione è che il diritto al risarcimento era già nella sfera giuridica del primo ricorrente quando si è verificato il danno, e si è poi trasferito al suo erede all’apertura della successione.