Economia

Carburanti, a gennaio cala la benzina ma aumenta di 3 centesimi il prezzo del diesel

Carburanti, a gennaio cala la benzina ma aumenta di 3 centesimi il prezzo del diesel

Il riallineamento delle accise deciso dal governo. Per Unem la domanda di energia rimane invariata e il petrolio si conferma come prima fonte. Rinnovabili in calo. Murano: “L’Europa accolga i biofuel come alternativa al solo elettrico”

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ROMA – Prezzi dei carburanti ai minimi, dal 2022, ma dal gennaio ci sarà un riallineamento dei prezzi dei carburanti tra benzina e diesel. Effetto della manovra sulle accise varata dal governo che renderà il gasolio più caro della benzina di 3 centesimi con un maggiore gettito per l'erario di circa 2 miliardi di euro nel periodo 2026-2030. A sottolineare la prossima variazione è il presidente dell’Unem, Gianni Murano, illustrando la situazione nell’annuale preconsuntivo su energia e mobilità. I prezzi dei carburanti in Italia nel 2025 hanno toccato i minimi dal 2022. La benzina in media è stata pari a 1,733 euro/litro, mentre quello del gasolio a 1,652, ovvero inferiori di 8-9 centesimi rispetto al 2024, che a sua volta era stato più basso del 2023. Considerando i soli prodotti per la mobilità (benzina, gasolio e gpl auto), che rappresentano il 66% delle vendite totali, si registra una sostanziale tenuta (+0,3%) rispetto allo scorso anno, ma un progresso del 7% rispetto al 2021. In particolare, la benzina (+3,9%) ha sfiorato i 9 milioni di tonnellate, tornando così sui livelli del 2011 quando la quota delle auto a benzina sull'immatricolato però era del 40% rispetto al 70% attuale, mentre i consumi di gasolio motori e gpl autotrazione scendono rispettivamente dell'1% e dello 0,4%.

Domanda invariata e petrolio prima fonte di energia

La domanda di energia italiana nel 2025 resta quasi invariata, per un totale di 142,1 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti petrolio, ndr) (-0,3%) mentre le emissioni di CO2 calano del 13% rispetto al 2021. Il petrolio si conferma la prima fonte di energia (peso 37%), seguito dal gas (36,5%). Nonostante gli investimenti sostenuti dal Pnrr (44 miliardi di euro in energia rinnovabile), le rinnovabili sono in flessione (-0,9%) per la contrazione della produzione idroelettrica (-20%). I consumi petroliferi (-2,8%) scontano il crollo della petrolchimica (-37%, -1 milione di tonnellate). Crescono i prodotti per la mobilità, in particolare benzina (+3,8%) e jet fuel (+2,2%). Soffre il bunker marina (-15%, 400.000 tonnellate in meno) per effetto dei consumi ridotti e dei porti italiani poco competitivi. L'Africa è il continente principale per le importazioni di petrolio (peso 42%, con new entry Niger e Senegal), per un totale di 14 paesi su 31 complessivi. Sono stati importati 90 tipi di greggio da 31 paesi, di cui 14 in Africa. Lo rileva il pre consuntivo Unem 2025 energia e mobilità.

Frenano le rinnovabili

Le fonti rinnovabili, pur essendo la terza fonte energetica già dal 2007, si stimano intorno a 30,5 mtep e per la prima volta dal 2022 hanno registrato una lieve diminuzione (-0,9%) legata soprattutto alla minore produzione idroelettrica (-20%). Il loro peso sul totale della domanda di energia è stato del 21,5%, mentre quello sul totale della generazione di energia elettrica del 39%. Il carbone dalla fine dell'anno non potrà più essere impiegato per la produzione di energia elettrica, anche se le centrali dovranno comunque essere pronte ad entrare in funzione in caso di necessità almeno fino al 2038. Con consumi pari a 3,1 mtep e un peso del 2,2% sul totale della domanda di energia è ormai divenuta una fonte marginale per il nostro paese, mentre a livello europeo mantiene ancora un peso del 7%, segno di politiche che ancora non hanno inciso su questa fonte che appare invece la più nociva dal punto di vista emissivo, nonché quella più facilmente sostituibile.Murano, sulla transizione elettrica, insiste sui biofuel come alternativa al solo elettrico: “L’Europa deve contemplare altri vettori, non solo l’elettrico, per diminuire le emissioni di CO2”.

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