Più ore lavorate ma meno persone al lavoro. La fotografia scattata dall’Istat evidenzia una complessiva fiacchezza sul fronte dell’occupazione nel terzo trimestre. In un periodo dell’anno che ha visto il Pil crescere dello 0,1% l’occupazione è calata di 45 mila unità, con un monte ore lavorato totale cresciuto, sempre rispetto al trimestre precedente, dello 0,7%. Su base tendenziale, rispetto allo stesso arco temporale del 2024, si arresta per la prima volta dopo 17 trimestri di crescita consecutiva l’aumento degli occupati.
Più ore lavorate ma meno persone al lavoro. La fotografia scattata dall’Istat evidenzia una complessiva fiacchezza sul fronte dell’occupazione nel terzo trimestre. In un periodo dell’anno che ha visto il Pil crescere dello 0,1% l’occupazione è calata di 45 mila unità, con un monte ore lavorato totale cresciuto, sempre rispetto al trimestre precedente, dello 0,7%. Su base tendenziale, rispetto allo stesso arco temporale del 2024, si arresta per la prima volta dopo 17 trimestri di crescita consecutiva l’aumento degli occupati.
Guerra (Pd): “Tanti motivi di preoccupazione”
Prosegue invece la discesa del tasso di disoccupazione, il rapporto tra chi cerca un lavoro e non lo trova, sul totale della popolazione attiva, in flessione al 5,1% (-0,2 punti). Numeri che secondo Maria Cecilia Guerra, responsabile lavoro del Pd, mostrano «tanti motivi di preoccupazione». A partire dal fatto che le ore lavorate crescono su base tendenziale più del Pil: 2% contro 0,6%. «Un fenomeno – sottolinea Guerra - che si spiega in larga parte col basso costo dei lavoratori, dati i bassi salari». Inoltre - aggiunge - «a fronte di una occupazione complessivamente invariata continua ad aumentare il tasso di occupazione dei lavoratori con più di 50 anni e a calare quello dei più giovani fra 15 e 34 anni».