Auto, corsa alle ibride ma anche il termico avrà spazio nel 2035: la nuova Ue degli automobilisti
di Diego LonghinCosa significa passare dal 100% di riduzione della CO2 al 90% nel 2035?
Di fatto l’Europa permetterebbe la sopravvivenza dei motori termici anche dopo il 2035, anno in cui sarebbe scattato per i costruttori il divieto di immatricolare auto alimentate con motore a scoppio. Con questa modifica ipotizzata dalla Commissione si potranno vendere tutti i tipi di veicoli, non solo quelli alimentati a batteria e con propulsore elettrico. La vendita di ibridi plug-in, auto con range extender o veicoli con motore a combustione interna sarà quindi possibile in misura limitata, a condizione che eventuali emissioni aggiuntive siano completamente compensate a monte
È una retromarcia rispetto all’impostazione precedente?
Sì, la formulazione precedente er…
Cosa significa passare dal 100% di riduzione della CO2 al 90% nel 2035?
Di fatto l’Europa permetterebbe la sopravvivenza dei motori termici anche dopo il 2035, anno in cui sarebbe scattato per i costruttori il divieto di immatricolare auto alimentate con motore a scoppio. Con questa modifica ipotizzata dalla Commissione si potranno vendere tutti i tipi di veicoli, non solo quelli alimentati a batteria e con propulsore elettrico. La vendita di ibridi plug-in, auto con range extender o veicoli con motore a combustione interna sarà quindi possibile in misura limitata, a condizione che eventuali emissioni aggiuntive siano completamente compensate a monte
È una retromarcia rispetto all’impostazione precedente?
Sì, la formulazione precedente era molto più rigida: sul livello di emissioni che doveva raggiunge il 100%, quota che di fatto, pur non citandoli espressamente, metteva fuori legge i motori termici.
Cosa significa compensare con emissione a monte?
I produttori compenseranno le emissioni dei veicoli non elettrici al 100% integrando acciaio europeo a basse emissioni di carbonio e sviluppando e utilizzando combustibili rinnovabili.
Cosa significa il 90% delle emissioni nocive?
Il 90% è la media che ogni costruttore dovrà rispettare sulla produzione e l’immatricolato dell’anno, tenendo conto del territorio dei 27 Paesi dell’Unione europea: non ci sarebbero quindi limiti per tipo di veicoli, ma solo rispetto alla media di grammi di CO2 emessi per chilometro dal tubo di scappamento. La base di riferimento, per calcolare la diminuzione delle emissioni del 90%, è quella delle emissioni fissate per il 2021.
Cosa accade se un produttore sfora la soglia massima?
In caso di superamento della soglia del 90% i costruttori dovranno pagare una multa sui grammi di CO2 emessi in eccesso.
Il divieto precedente che cosa prevedeva?
Il taglio del 100% delle emissioni di CO2 al 2035 metteva di fatto fuori mercato in Europa tutti i tipi di motore tranne quello elettrico alimentato a batteria. L’approvazione formale è avvenuta a febbraio 2023. Scopo? Diminuire le emissioni e quindi l’inquinamento prodotto dalla Ue con la mobilità per incidere in maniera positiva sul cambiamento climatico. Un punto della situazione doveva essere fatto nel 2026. Poi questo è stato anticipato alla fine del 2025 a causa della pressione di diversi Paesi, Italia in prima linea, e della crisi del settore automobilistico europeo rispetto a una transizione sempre più difficile. Anche a causa anche la concorrenza cinese che primeggia nel campo della produzione di batterie e vetture elettriche. Riducendo la quota al 90%, ipotesi circolata negli ultimi giorni, si dà maggiore flessibilità e si permette alle case costruttrici di continuare a immatricolare veicoli con motore termico.
Cosa significa “neutralità tecnologica”?
Vuol dire che a livello legislativo e normativo vengono imposti degli obiettivi, senza però scegliere a priori con quale tecnologia si debba raggiungere il risultato.
Che tipi di auto potranno essere immatricolate? Anche i diesel?
In linea di principio, secondo l’ipotesi, dal 2035 potranno essere immatricolate tutte le auto, compresi i diesel. Non c’è un divieto per tipo di propulsore, ma una limitazione al livello di emissioni. Questo condizionerà le case che dovranno tenere bassa la media di emissioni delle auto immatricolate, mixando tra quelle con motore termico e quelle elettriche per evitare di pagare le multe previste sulle quote di emissioni di CO2 oltre limite. Le modifiche ipotizzate aprono la possibilità di vendere vetture ibride con una quota di gr/km di CO2 bassa, come le ibride plug-in che stanno in media sotto i 30grammi e hanno un’autonomia elettrica dichiarata che oggi arriva, in alcuni casi, poco sotto i 100 chilometri. Si aprono spazi anche per le tecnologie range extender: auto elettriche che montano però un motore termico a emissioni molto basse solo per ricaricare la batteria evitando di dover ricorrere alla colonnina. Non sono escluse altre innovazioni nel filone dei motori ibridi considerando anche la possibilità di utilizzare gli e-fuel e i biocarburanti. Probabile che si inneschi una corsa tecnologica nei prossimi dieci anni per abbattere al massimo le emissioni dei motori ibridi.
Cosa sono le auto plug-in hybrid?
Le auto plug-in (PHEV - Plug-in Hybrid Electric Vehicle) sono veicoli ibridi che combinano un motore a combustione, che può essere benzina o diesel, con uno elettrico. A differenza delle ibride tradizionali, hanno una batteria più grande che può essere ricaricata collegandola a una presa di corrente oltre a recuperare energia in frenata. Questo permette alle auto plug-in di percorrere distanze significative, dai 40 ai 100 chilometri di autonomia, in modalità solo elettrica e a zero emissioni. Un compromesso per usare l’elettrico per gli spostamenti di tutti i giorni e il termico per i viaggi lunghi. I grammi/km di CO2 emessa dichiarati sono sotto i 50 o tra i 50 e i 60.
Che cosa è il range extender?
Un range extender è un sistema montato sulle auto elettriche: un piccolo motore a combustione, a benzina, che funziona esclusivamente da generatore di energia per ricaricare la batteria dell’auto elettrica senza mai trasmettere trazione alle ruote. Permette di estendere l'autonomia della batteria, offrendo la flessibilità di un motore termico per i viaggi lunghi senza la necessità di fermarsi per ricaricare l’auto alla colonnina. Il veicolo si muove sempre e solo in elettrico. Le emissioni di CO2 di una vettura elettrica con sistema range extender è nell’ordine dei 10-20 gr/km. Alcune vetture dichiarano anche livelli appena sotto i 10gr/km.
Che cos’è l’e-fuel?
Gli e-fuel sono carburanti liquidi o gassosi sintetici. Sono prodotti artificialmente combinando idrogeno e anidride carbonica, catturata dall'atmosfera, utilizzando energia elettrica, meglio se da fonti rinnovabili. Sono considerati un'alternativa più "pulita" ai combustibili fossili perché, nel loro ciclo di vita, compensano la CO2 emessa durante l'uso con quella catturata dall’atmosfera per la loro produzione, rendendoli potenzialmente a emissioni zero e compatibili con i motori a combustione tradizionali senza modifiche importanti. Molto dipende da come vengono prodotti, se utilizzando idrogeno verde e fonti rinnovabili, eolico, solare, idrogeno, per l’energia elettrica usata. Il prezzo oggi non è competitivo. Alla produzione può arrivare a 5-7 euro al litro, al netto poi delle accise e dei sovrapprezzi.
Che cos’è il biofuel?
Il biofuel è un combustibile che deriva da materia organica come piante, alghe o rifiuti agricoli ed è un’alternativa ai combustibili fossili. Si produce attraverso processi biologici o chimici come la fermentazione, la digestione anaerobica, la transesterificazione e l’idrotrattamento. Si presenta in forme liquide (bioetanolo, biodiesel), gassose (biogas/biometano) o solide per diversi impieghi. Contribuisce alla decarbonizzazione, ma non è a emissioni zero. L’abbattimento è di circa l’88-90%. Si tratta di carburanti già utilizzati in alcuni Paesi, come il Brasile, dove le auto sono dotate di motori Flex Fuel: possono andare a benzina, bioetanolo o un mix dei due fuel. L’Italia spinge per uno sviluppo di un mercato europeo. L’Eni oggi produce un biodiesel 100% rinnovabile prodotto tramite idrogenazione di oli vegetali e scarti utilizzabile in veicoli diesel moderni e anche in marittimo. Il costo oggi è di 1,87 euro al litro.
Oggi quante auto si vendono nel mondo? Alix partners prevede che il 2025 si chiuderà con poco meno di 90 milioni di auto vendute nel mondo. Di queste, un terzo circa sono vendute in Cina. La Cina è già oggi per l’auto il più grande mercato al mondo, destinato a crescere. L’Europa è stabile intorno ai 18,8 milioni di auto e da questo non si discosterà anche nel 2030. Stesso discorso per il Nord America intorno al 19,5 milioni.
I produttori cinesi stanno vendendo sempre di più in Europa?
Sì, la quota di mercato sta crescendo rapidamente. Secondo Alix Partners era dell’8% nel 2024 e salirà al 9% quest’anno fino ad arrivare al 13% nel 2030. I produttori cinesi aumenteranno insomma le loro quote di mercato del 60% vendendo 800 mila veicoli in più in Europa da qui al 2030.
L’Europa prevede dei sostegni pubblici?
Solo le flotte commerciali e le piccole auto elettriche prodotte nell'UE potranno beneficiare di un regime di sostegno pubblico. L'Europa sta creando una categoria specifica di piccole auto elettriche europee, con norme e meccanismi normativi a lungo termine.
Come si chiama la nuova categoria creata dalla Ue?
La nuova categoria normativa si chiamerà M1e per i veicoli di lunghezza inferiore a 4,20 metri. La stabilità normativa sarà garantita per 10 anni. E’ previsto un super bonus nel calcolo degli obiettivi dei produttori. 1,8 miliardi di euro saranno mobilitati per sostenere l'industria europea delle batterie. L’obiettivo è sviluppare una gamma di auto elettriche con un prezzo compreso tra 15.000 e 20.000 euro. Gli Stati membri dovranno garantire bonus più elevati, parcheggi agevolati e pedaggi più bassi per le vetture elettriche
Come si stabilisce la preferenza europea?
Le piccole auto elettriche prodotte nell'Ue beneficeranno di un supercredito negli standard di CO?. Introduzione di un requisito di contenuto europeo quando vengono concessi sussidi pubblici alle flotte commerciali.