Exein, la startup italiana che protegge due miliardi di oggetti connessi raccoglie 100 milioni
di Filippo SantelliROMA – In un mondo con sempre più minacce informatiche, e sempre più oggetti connessi che possono essere attaccati, c’è una startup italiana che con la sua tecnologia ne protegge addirittura due miliardi. Si chiama Exein, ha sede a Roma, un fondatore cresciuto in Germania nella comunità hacker di nome Gianni Cuozzo, un mercato globale e la legittima prospettiva di entrare presto nel ristretto (in Italia) club degli unicorni, cioè le aziende che sfondano il miliardo di valutazione. Exein non è lontana da quella cifra, dopo il finanziamento da 100 milioni di euro annunciato giovedì, che si aggiungono ai 70 già incassati lo scorso luglio e verranno usati per finanziare le prime acquisizioni.
«Noi stiamo in mezzo e lavoriamo con tutti, essere europei è un vantaggio…
ROMA – In un mondo con sempre più minacce informatiche, e sempre più oggetti connessi che possono essere attaccati, c’è una startup italiana che con la sua tecnologia ne protegge addirittura due miliardi. Si chiama Exein, ha sede a Roma, un fondatore cresciuto in Germania nella comunità hacker di nome Gianni Cuozzo, un mercato globale e la legittima prospettiva di entrare presto nel ristretto (in Italia) club degli unicorni, cioè le aziende che sfondano il miliardo di valutazione. Exein non è lontana da quella cifra, dopo il finanziamento da 100 milioni di euro annunciato giovedì, che si aggiungono ai 70 già incassati lo scorso luglio e verranno usati per finanziare le prime acquisizioni.
«Noi stiamo in mezzo e lavoriamo con tutti, essere europei è un vantaggio», ci diceva qualche tempo fa Cuozzo nell’ufficio affacciato su Piazzale Flaminio, tra un quadro di uno Zio Paperone al neon e una Monna Lisa tutta pelo. In mezzo significa che Exein ha clienti sia in Nord America che in Asia, Cina compresa. E che la sua tecnologia è una sorta di sistema immunitario che si integra direttamente nei dispositivi, in quello strato intermedio tra hardware e software che si chiama “firmware”. Nel 2025 l’azienda ha quintuplicato i ricavi, anche grazie a partnership con grandi produttori di chip come Kontron e Mediatek. E nei primi mesi del prossimo anno raggiungerà i 2 miliardi di dispositivi protetti a livello globale in settori critici come energia, sanità, difesa, aerospazio, macchinari industriali, robot. Ha oltre 50 dipendenti, in gran parte programmatori, molti dei quali stranieri.
“Questo round di finanziamento serve anche a sostenere una strategia di acquisizioni mirata”, spiega Cuozzo. “Guardiamo a target tecnologici in Europa e soprattutto fuori, con competenze complementari alla nostra. Ci interessano realtà con tecnologie mature, clienti industriali e modelli scalabili. L’obiettivo finale è fare di Exein il punto di riferimento globale nella sicurezza dei dispositivi IoT”. Il finanziamento è stato guidato dal fondo americano Blue Cloud, con una parte di debito erogata da Jp Morgan. L’altro focus è continuare a sviluppare le tecnologie di protezione, allargandole alle Intelligenze artificiali che operano direttamente sugli oggetti connessi.