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Mercosur, rinviata a gennaio la firma sull’accordo. Italia e Francia prendono tempo

Von der Leyen ha comunicato la decisione ai leader degli altri Paesi: necessario un approfondimento. Gli agricoltori hanno sfilato per Bruxelles con i trattori, letame davanti al Parlamento europeo
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STRASBURGO – Niente intesa sul dossier Mercosur, troppo stretti i tempi per trovare la quadra. Per questo, al termine di una giornata in cui a Bruxelles è andata in scena la protesta degli agricoltori, Ursula von der Leyen ha preferito dare un po’ di respiro alla trattativa annunciando ai leader europei la decisione di posticipare a gennaio la firma dell’accordo commerciale. Sperando nel frattempo di superare i tentennamenti dell’Italia e della Francia.

La protesta a Bruxelles

Dalle prime ore del mattino, decine di trattori si sono riversati per le strade della capitale belga, come già ieri avevano fatto a Strasburgo. Secondo la polizia, al momento ci sono tra le strade del quartiere europeo circa 7.300 manifestanti e 1.000 trattori. I m…

STRASBURGO – Niente intesa sul dossier Mercosur, troppo stretti i tempi per trovare la quadra. Per questo, al termine di una giornata in cui a Bruxelles è andata in scena la protesta degli agricoltori, Ursula von der Leyen ha preferito dare un po’ di respiro alla trattativa annunciando ai leader europei la decisione di posticipare a gennaio la firma dell’accordo commerciale. Sperando nel frattempo di superare i tentennamenti dell’Italia e della Francia.

La protesta a Bruxelles

Dalle prime ore del mattino, decine di trattori si sono riversati per le strade della capitale belga, come già ieri avevano fatto a Strasburgo. Secondo la polizia, al momento ci sono tra le strade del quartiere europeo circa 7.300 manifestanti e 1.000 trattori. I manifestanti hanno lanciato patate, barbabietole, uova, pietre, bottiglie e petardi. Davanti al Parlamento europeo hanno scaricato del letame, e lanciato alcuni petardi contro la polizia, che sta usando idranti e fumogeni. Una delegazione ha incontrato anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio Antonio Costa. Arrivando al summit Ue il presidente francese Emmanuel Macron ha rinnovato il suo no: "il conto non torna" e "questo accordo non può essere firmato. Si tratta – ha detto – della "coerenza di un'Europa che protegge la sua agricoltura e i suoi produttori". "Siamo per il commercio, la Francia è una grande potenza agricola e agroalimentare che esporta", ha detto, ma "non possiamo accettare di sacrificare la coerenza della nostra agricoltura, la nostra alimentazione e la sicurezza alimentare dei nostri compatrioti su accordi che non sono ancora finalizzati". Servono "una clausola di salvaguardia, un freno d'emergenza" e "misure di reciprocità".

P. Chigi: “Pronti alla firma dopo chiarimenti”

Nonostante le pressioni della Ue e del Brasile, che ha la presidenza di turno del Mercosur, siano rivolte sia all’Italia che alla Francia, è all’Italia che si puntava soprattutto, sperando in un cambio di rotta dell’ultimo momento della premier Giorgia Meloni. Palazzo Chigi ha ribadito la sua posizione con una nota in serata: “In merito all'accordo, come già dichiarato in Parlamento dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e ribadito anche al presidente del Brasile Lula, il Governo italiano è pronto a sottoscrivere l'intesa non appena verranno fornite le risposte necessarie agli agricoltori, che dipendono dalle decisioni della Commissione europea e possono essere definite in tempi brevi”.

Per la Francia pesano anche altre circostanze, a cominciare dagli allevatori in ginocchio per via della dermatite nodulare, che ha portato all'abbattimento di molte mandrie, e a moltissime manifestazioni di piazza. Ma finora Meloni si è espressa per un rinvio al 2026 della firma, in attesa che vengano formalizzate maggiori garanzie per i settori agricoli messe a rischio dall’import dal Sudamerica.

Von der Leyen: “Intesa di enorme importanza”

Poche ore prima si era espressa in senso opposto Ursula von der Leyen: "È di enorme importanza il via libera per il Mercosur", aveva detto arrivando al Consiglio europeo. Il Mercosur - aveva spiegato - "svolge un ruolo centrale nei nostri accordi commerciali".

Metsola: “Il Parlamento è pronto”

Il Parlamento europeo ieri sera ha annunciato il raggiungimento dell’accordo con il Consiglio per il regolamento sulle salvaguardie, che vanno in direzione delle richieste degli agricoltori. «Sul Mercosur c'è stato l'accordo sulle salvaguardie: secondo il Parlamento europeo l'intesa doveva tener conto dell'opinione dei nostri agricoltori. – spiega la presidente Roberta Metsola – Ora vedremo se c'è la maggioranza qualificata al Consiglio. In tal caso il Parlamento sarà pronto ad andare avanti».

Copa Cogeca, le obiezioni degli agricoltori

«Abbiamo rimarcato alla presidente Von der Leyen i motivi per cui gli agricoltori sono in piazza. – spiega Massimiliano Giansanti, presidente di Copa Cogeca, la confederazione agricola europea che ha organizzato la protesta di oggi, e di Confagricoltura – Noi da tempo stiamo dicendo che l'agricoltura è un settore fondamentale e strategico ed è diventato un asset strategico per l'Unione europea. Essendo un asset strategico, in tale maniera va gestito sia in tema di risorse economiche del budget, sia come visione. Noi oggi garantiamo la sicurezza alimentare, il mercato europeo è il principale mercato al mondo, lo dobbiamo mantenere e non possiamo aprire il nostro mercato a chiunque voglia arrivare senza garantire i nostri standard. Oggi chiediamo reciprocità in tutti gli accordi commerciali».

(reuters)

Coldiretti: “No al taglio della Pac”

La ragione principale che spinge gli agricoltori in piazza è il taglio del 22% delle risorse della Pac, che nel prossimo bilancio, secondo la proposta della Commissione, finirà in un fondo condiviso anche con le spese per la difesa, l’housing, l’emergenza sociale ed idrica: «Possiamo essere felici di un'Europa che sottrae 90 miliardi ai contadini per darli alla Germania, per costruire nuovi carri armati e per finanziare la riconversione industriale?», accusa il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo. «Siamo qui a Bruxelles per manifestare un sentimento forte che regna nei cuori e nelle menti di tutti i produttori agricoli europei, e soprattutto italiani -aggiunge Gesmundo -. La riduzione di 90 miliardi di euro delle risorse pesa sul nostro Paese per 9 miliardi di euro»

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