Il Tesoro vende PagoPA per 500 milioni. Poste si aggiudica il 49%, il resto alla Zecca
di Emma BonottiMILANO – PagoPA esce da portafoglio del ministero dell’Economia. Per una cifra prossima al mezzo miliardo, il Tesoro ha ceduto la casa madre di servizi e piattaforme digitali della pubblica amministrazione – come l’App Io – a Poste Italiane e all’Istituto poligrafico e zecca dello Stato (Ipzs).
La maggioranza va alla Zecca dello Stato
Per la precisione, la quotata guidata da Matteo Del Fante (assistita da Vitale) ha esercitato l’opzione per acquistare il 49% di PagoPA, sulla base della legge 56/24 (decreto Pnrr) dello scorso anno. E secondo lo stesso schema, la Zecca dello Stato – controllata al 100% dal Mef – si è aggiudicata la maggioranza (51%).
Per essere perfezionata, l’operazione dovrà ottenere il via libera dell’Antitrust, che già in passato aveva indotto il governo a ridimensionare drasticamente i…
MILANO – PagoPA esce da portafoglio del ministero dell’Economia. Per una cifra prossima al mezzo miliardo, il Tesoro ha ceduto la casa madre di servizi e piattaforme digitali della pubblica amministrazione – come l’App Io – a Poste Italiane e all’Istituto poligrafico e zecca dello Stato (Ipzs).
La maggioranza va alla Zecca dello Stato
Per la precisione, la quotata guidata da Matteo Del Fante (assistita da Vitale) ha esercitato l’opzione per acquistare il 49% di PagoPA, sulla base della legge 56/24 (decreto Pnrr) dello scorso anno. E secondo lo stesso schema, la Zecca dello Stato – controllata al 100% dal Mef – si è aggiudicata la maggioranza (51%).
Per essere perfezionata, l’operazione dovrà ottenere il via libera dell’Antitrust, che già in passato aveva indotto il governo a ridimensionare drasticamente il ruolo di Poste Italiane, lasciando di fatto alla Zecca il controllo della società.
Il paradosso della transizione digitale
L’operazione va letta nell’ambito della transizione digitale, in cui l’Europa – e ancor più l’Italia – vive un paradosso che non riesce a risolvere. Se da un lato la quota di servizi erogati completamente online cresce e supera l’80% del totale a livello comunitario, tenendo il passo con gli obiettivi al 2030 fissati dalla Commissione, la capacità dei cittadini di accedervi resta limitata: appena il 56% degli europei di età compresa tra i 16 e i 74 anni possiede competenze digitali di base. E la situazione è ancora più allarmante nel Bel Paese dove, registra Bruxelles, un italiano su due non è in grado di compiere neanche le azioni più semplici sui device.
Da gennaio anche la patente su App Io
Ecco perché la Zecca vede l’acquisizione come “un investimento di natura strategica”, in grado di “efficientare e semplificare la gestione dei servizi digitali pubblici, dall’identità ai pagamenti, e sviluppare il sistema IT-Wallet”, il portafoglio virtuale che contiene anche la patente di guida.
Poste crede che l’accordo possa generare valore per sé e per l’Italia, rafforzando il processo di trasformazione digitale e migliorando dell’esperienza dei cittadini. “L’obiettivo – recita una nota – è favorire la diffusione capillare dei servizi e dei pagamenti digitali, contribuendo al tempo stesso a ridurre progressivamente il digital divide”.