ROMA - Il governo incassa il primo via libera alla manovra in Parlamento. Disco verde dell’aula del Senato (110 sì, 66 no e due astenuti) dopo un percorso accidentato: dalla stretta sul riscatto della laurea allo scudo per le imprese con lavoratori sottopagati, fino al condono edilizio. Sulle pensioni, in particolare, la spaccatura interna alla Lega ha agitato la maggioranza: tensioni tra il leader del Carroccio Matteo Salvini e il ministro leghista dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Ma il vicepremier minimizza: “Nessun gelo”.
Prima dell'ultimo round nell’emiciclo di Palazzo Madama, la commissione Bilancio è tornata a riunirsi per dare il via libera al maxi emendamento. Fuori cinque norme dopo i dubbi del Quirinale. L’ultimo voto è stato preceduto dalla fiducia, approvata con 113 sì. Giorgetti festeggia la manovra da 22 miliardi: “Fatte cose che sembravano impossibili”. Le opposizioni protestano. Cartelli in aula: “Voltafaccia Meloni”. Ora il disegno di legge va alla Camera. L’ultimo e definitivo via libera è atteso il 30 dicembre.
Schlein: “Manovra porta Italia in un vicolo cieco”
"Giorgia Meloni ha gettato la maschera, la sua incoerenza è ormai conclamata. Dopo tre anni si è ritrovata, con un Governo diviso e litigioso, a dover tradire tutte le sue promesse elettorali. Ha costruito la legge di Bilancio sull'aumento all'età pensionabile, aumento delle accise sul carburante, tagli alla sanità in un Paese dove sei milioni di italiani non riescono a curarsi, tagli alla scuola e ai trasporti. Molti hanno detto e scritto che questa sarebbe una manovra senza visione, peggio. Questa è una manovra che porta l'Italia in un vicolo cieco senza crescita, se non quella delle diseguaglianze". Lo afferma la segretaria del Pd Elly Schlein.
"Ci siamo già fatti carico di questa inadeguatezza proponendo sedici emendamenti con tutte le altre opposizioni, è sempre più chiaro che da ora in avanti – conclude la leader Dem – abbiamo la responsabilità di rafforzare questa alternativa e vincere le prossime elezioni per ridare speranza all'Italia".
Mef, finanza pubblica solida, si conferma deficit su soglia 3%
"Pur in presenza di rischi e incertezze legate al contesto macroeconomico internazionale, la finanza pubblica italiana si conferma solida e la sua sostenibilità nel medio termine non appare compromessa". E' quanto si legge nel programma di trimestrale di emissione del Mef per il primo trimestre 2026. "Le previsioni autunnali di finanza pubblica - si legge - vengono confermate, con il ritorno del deficit intorno alla soglia del 3% del Pil già quest'anno, e un'ulteriore diminuzione nel 2026. La traiettoria del rapporto debito/Pil, condizionata dall'impatto di cassa dei crediti d'imposta legati ai bonus edilizi e dall'aumento della spesa per interessi, resta crescente fino al 2026, ma è attesa tornare su un percorso discendente a partire dal 2027".
Cgil: sventato nuovo attacco ai diritti dei lavoratori
"Mentre la manovra ha incassato l'ok del Senato, ribadiamo con forza il nostro giudizio fortemente critico sull'impianto complessivo del provvedimento. Possiamo però affermare con soddisfazione che un nuovo attacco ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori è stato sventato, grazie anche all'intervento immediato e determinato della Cgil". Così le segretarie confederali della Cgil, Maria Grazia Gabrielli e Francesca Re David, commentando il ritiro dell'emendamento alla legge di Bilancio che, se approvato, "avrebbe messo seriamente a rischio la tutela dei salari e dei crediti retributivi". "Si tratta - ricordano Gabrielli e Re David - del secondo tentativo da parte del governo: prima l'inserimento nel decreto Ilva, poi il ritiro e successivamente la riproposizione nella legge di Bilancio. Un'operazione vergognosa, respinta ancora una volta, con la quale si tentava di stabilire che il datore di lavoro non potesse essere condannato al pagamento di differenze retributive o contributive per il periodo precedente alla data del ricorso, qualora avesse applicato lo standard retributivo previsto dal contratto collettivo leader". "Questo episodio - aggiungono i rappresentanti sindacali - conferma una tendenza più generale che caratterizza l'intera manovra: un insieme di scelte che penalizzano il lavoro. Auspichiamo che il Governo rinunci definitivamente a questa deriva. La Cgil continuerà a vigilare affinché il provvedimento non venga ripresentato sotto altre forme e chiede all'Esecutivo di abbandonare una strada che danneggia salari, diritti e condizioni di lavoro", concludono Gabrielli e Re David.
Conte, abbiamo fermato oscenità del governo
"Pensavano di farla franca, calpestando i diritti dei lavoratori sottopagati senza che nessuno se ne accorgesse. Invece no: li abbiamo contrastati con forza e ora Meloni e soci ritirano dalla manovra la vergognosa norma che avrebbe impedito a queste persone di ottenere gli arretrati sul loro stipendio, nonostante una sentenza favorevole del tribunale, basata sul principio della giusta retribuzione dell'art. 36 della Costituzione". Giuseppe Conte lo rivendica sui social e rilancia dicendo che "li abbiamo dovuti fermare su questa norma squallida, su aumento del tetto del contante a 10mila euro, sui condoni, sulla tentata 'truffa' dello Stato ai cittadini sul riscatto della laurea, sull'ulteriore mazzata sulle finestre mobili per andare in pensione". "Ma quando si occuperanno seriamente di stipendi, taglio delle tasse, boom della cassa integrazione e imprese anziché infilare oscenità a destra e a manca?", conclude il leader M5s.
Sala, nella manovra Milano non è nel cuore del governo
"Ancora una volta devo dire che Milano non è esattamente nel cuore del governo". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a margine del brindisi di Natale con la stampa. "Non voglio commentare temi che esondano rispetto alla città ma sembra che la manovra penalizzi Milano – ha aggiunto – con un taglio di 15 milioni sulla M4, il trasporto pubblico è sempre il grande penalizzato in ogni manovra, ed è un servizio che i cittadini sentono come il più necessario". C'è poi il tema delle risorse per la polizia locale, con il decreto anticipi che ha istituito un fondo per gli straordinari dei vigili durante le Olimpiadi "però non è attingibile da Milano – ha detto ancora Sala – Noi chiediamo o fondi o di derogare perché in quel periodo ci sarà bisogno di fare tanti straordinari".
Giorgetti: “Intervenuti su questioni che sembravano quasi impossibili”
"Quello che vorrei sottolineare è che siamo intervenuti su questioni che sembravano quasi impossibili. La tassazione solo al 5% degli aumenti contrattuali era qualcosa che veniva chiesto da sempre dai sindacati e l'abbiamo fatto per i lavoratori dipendenti con redditi più bassi. La tassazione all'1% dei salari di produttività credo anche che sia sintomatica della direzione verso cui si deve andare. Quindi davvero un bilancio positivo che dimostra ancora una volta come tutto il governo sostiene questa linea che abbiamo impostato 3 anni fa". Così il titolare del Mef, Giancarlo Giorgetti, dopo l’approvazione della manovra in Senato.
Giorgetti: “MIsure che rispondono alle richieste di Confindustria”
"L'opposizione dice sempre che si può fare di più, c'era anche una canzone... ma penso che le richieste fatte da Confindustria prima" dell'avvio della discussione della manovra al Senato "alla fine quadrano esattamente col tipo di risposte che abbiamo dato come governo". Lo ha detto il ministro Giorgetti ai cronisti a palazzo Madama dopo il voto in Aula.
Giorgetti: “Salvini? Magari gli porto un po’ di carbone”
"Salvini? Magari gli porto un po’ di carbone sotto l'albero, ma siamo in transizione green quindi non si usa più". Così Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia, scherza con i cronisti sui rapporti con il leader della Lega dopo il via libera del Senato alla manovra.
Giorgetti: “Manovra da 22 miliardi”
La manovra vale complessivamente "circa 22 miliardi". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti parlando con i giornalisti in Senato. L'ammontare complessivo, inizialmente pari a 18,7 miliardi, "è salito - ha spiegato il ministro - perché con l'ultimo maxi-emendamento abbiamo integrato gli stanziamenti per Transizione 5.0, la Zes e sull'adeguamento prezzi".
Via libera del Senato alla manovra, passa alla Camera
Via libera del Senato alla manovra, che ora passa all'esame della Camera. I sì sono stati 110, 66 i no e 2 astenuti. Applausi in Aula al Senato da parte
della maggioranza al momento della chiusura della votazione finale. Successivamente è stato letto l'esito del voto.
Ok del consiglio dei ministri alla Nota di variazione
Il consiglio dei ministri, che si è riunito nell'aula del governo del Senato, secondo quanto si apprende, ha approvato la nota di variazione sulla legge di bilancio.
Bonelli: manovra dei pasticcioni e dei tagli sociali, solo armi e Ponte
"La manovra del governo dei pasticcioni toglie diritti alle pensioni degli italiani, taglia sanità, scuola e trasporto pubblico per finanziare l'opera illegittima del Ponte sullo Stretto e l'acquisto di armi. È una manovra che trasforma l'Italia in un'economia di guerra: con un emendamento del governo le fabbriche potranno essere trasferite e riconvertite in siti di produzione di armi. Una scelta gravissima. Intanto crescono la povertà assoluta e il lavoro povero, mentre le bollette energetiche diventano sempre più care. A tutto questo il governo risponde con la fiducia e con i tagli sociali. Questa legge di bilancio non parla al Paese reale, ma agli interessi ideologici della destra: meno diritti, più armi, più disuguaglianze". Così in una nota Angelo Bonelli, parlamentare AVS e co-portavoce di Europa Verde.
Ciriani: maggioranza compatta, grazie a opposizioni per responsabilità
"L'iter è stato complesso, come quasi per tutte le manovre finanziarie. Però, alla fine, quello che conta è il risultato finale. La maggioranza è compatta come era all'inizio quando la manovra è entrata in consiglio dei ministri e poi in parlamento". Così il ministro per i Rapporti con il parlamento Luca Ciriani parlando con i cronisti in Senato. "Voglio ringraziare tutti per la loro collaborazione a partire dal mio staff, tutti i rappresentanti e i funzionari del Senato, anche i rappresentanti di tutte le opposizioni, perché già abbiamo vissuto momenti complicati, però è prevalso sempre il senso delle istituzioni, della responsabilità di garantire come dire un percorso, il più possibile ordinato alla manovra stessa - ha aggiunto - Questo lo devo riconoscere perché ci sono stati momenti complicati in cui tutti hanno fatto appello alla propria responsabilità".
Leo: soddisfazione, misure aiutano il ceto medio
"Tutto positivo", la manovra valeva "18,7 miliardi iniziali, poi se ne sono aggiunti 3,5. I saldi si sono raggiunti. Grande soddisfazione". Lo ha detto il viceministro dell'Economia Maurizio Leo intercettato dai cronisti in Senato a margine dell'esame della manovra. A chi gli fa notare le critiche delle opposizioni, secondo le quali per il ceto medio si poteva fare di più, Leo replica: "Come? Il ceto medio riguarda sia le aliquote sia le misure a favore dei lavoratori dipendenti, poi ci sono oltre 2 miliardi che riguardano flat tax per i rinnovi contrattuali e i premi di produttività, quindi sono tutte misure di grande rilievo che aiutano anche il ceto medio".
Leo, norme cancellate per la tenuta costituzionale della manovra
"Hanno fatto un approfondimento, quindi si è ritenuto di espungere queste 4-5 disposizioni, anche per la tenuta costituzionale del provvedimento, per non esporci a censure sul piano costituzionale". Così il viceministro dell'Economia Maurizio Leo ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano come commentasse lo stop a 5 norme tra cui lo scudo per gli imprenditori.
Patuanelli: ecco il ministro 'Elsa Salvini Fornero'
Sulle pensioni "avete istituito il 'fine lavoro mai'". Lo ha detto il capogruppo M5s in Senato Stefano Patuanelli in dichiarazione di voto sulla fiducia posta dal governo sulla manovra. "Dov'è il ministro Elsa Salvini Fornero?", ha ironizzato. "Questa è manovra - ha osservato - diventata da quasi 22 miliardi figlia di una politica che avete detto che non fa nuove tasse e tagli, ma come avete fatto: avete stampato i soldi?". "Invece - ha concluso - le tasse ci sono eccome: dal gasolio ai pacchi all'aliquota sulle garanzie assicurative per gli infortuni che si caricherà sugli assicurati".
Sì del Senato alla fiducia sul maxiemendamento alla manovra
Il Senato ha votato la fiducia posta dal governo sul maxiemendamento alla manovra: i voti favorevoli sono stati 113, i voti contrari 70, astenuti 2. Ora si terrà il Consiglio dei ministri per la Nota di variazione e successivamente l'Aula di Palazzo Madama tornerà a riunirsi e si terranno due votazioni elettroniche: una sulla Nota di variazione e l'altra, nei fatti definitiva, sulla legge di Bilancio. Il testo così passerà alla Camera.
Romeo (Lega): “Ce l’abbiamo fatta per un soffio”
Il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo lasciando l’ Aula del Senato tira un respiro di sollievo e tra una citazione calcistica e una del celebre film Vacanze di Natale conversa con i cronisti: “È una manovra alla Allegri. Diciamo alla corto muso. Ce l’abbiamo fatta per un soffio. Bisogna fare un po’ più di attenzione ai dettagli, la prossima volta staremo più attenti, la coperta è sempre corta". E poi ancora: "Possiamo dire che anche quest’anno, questa manovra… vabbè diciamo che l’abbiamo sfangata”
Le proteste delle opposizioni
Quattro diversi cartelli sono stati esposti in Aula dai partiti di opposizione, Pd, M5S e Avs, secondo una regia comune. Ecco i testi: “Prometteva abolizione accise accise, aumentano tasse sul carburante. VOLTAFACCIA MELONI”. “Promettevano abolizione Fornero, aumentano l’età pensionabile. VOLTAFACCIA MELONI”. “Promettevano investimenti in sanità, tagliano le risorse. VOLTAFACCIA MELONI”. E ancora: “Promettevano diminuzione tasse, è record pressione fiscale. VOLTAFACCIA MELONI”
I video dei senatori davanti all’albero di Natale
Carrellata di video dei senatori davanti all'albero di Natale allestito nel salone Garibaldi di palazzo Madama mentre in Aula sono in corso le dichiarazioni di voto finali sulla manovra. Anche Lavinia Mennuni di Fratelli d'Italia, aiutata dal suo collaboratore, registra un messaggio per i suoi follower ma costretta a ripeterlo più volte chiede a chi si trova nei dintorni di allontanarsi: "Scusate, non riesco a registralo, mi distraggo".
di Gabriella Cerami
Salvini: “Il 2026 sarà l’anno del Ponte”
"Farò di tutto perché sia così". Così il ministro dei Trasporti e leader della Lega Matteo Salvini, intercettato in Senato a margine dei lavori sulla manovra, risponde ai cronisti che gli chiedono se il 2026 sarà l'anno del Ponte sullo Stretto.
Salvini, non c'è stato nessun gelo con Giorgetti
"Non c'è stato nessun gelo, a me interessava non danneggiare i lavoratori allungando l'età pensionabile". Lo ha detto il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini - in Senato a margine dell'esame della manovra - interpellato sul presunto gelo con il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti sulla manovra. "Era stata un'indicazione tecnica che la Lega ha fermato, quindi tutto è bene quel che finisce bene. Ci sono i soldi senza andare a far cassa sulla pelle di lavoratori e pensionati. Molto contento", ha aggiunto.
Al via la chiama sulla fiducia nell'Aula del Senato
Al via l'appello nominale per il voto di fiducia sul maxiemendamento alla manovra. Dopo l'esito della votazione, si riunirà il Consiglio dei ministri per la Nota di variazione e successivamente l'Aula di Palazzo Madama tornerà a riunirsi e si terranno due votazioni elettroniche, una sulla nota di variazione e una finale sulla manovra che poi passerà alla Camera.
Boccia, governo pronto per andare a casa
"Avete un'altra idea del Paese. La nostra l'hanno richiamata il Movimento 5 stelle, Renzi e Avs: c'è già un'alternativa. Gli emendamenti alla manovra presentati in maniera unitaria sono un'alternativa. All'Italia servono scelte coraggiose che partano dai giovani che vanno ascoltati e non combattuti come fa il governo. Questa legge di bilancio dimostra che siete pronti, sì. Per andare a casa e liberare il Paese". Così Francesco Boccia, presidente dei senatori del Pd, ha concluso nell'Aula di Palazzo Madama la sua dichiarazione di voto sulla legge di bilancio.
“Voltafaccia Meloni”: la protesta dei senatori pd
“Voltafaccia Meloni”. Il Partito democratico alza i cartelli in Aula terminate le dichiarazioni di voto. “Abbassate i cartelli. Ora che abbiamo esaurito anche i cartelli finali, passiamo al voto”, è il richiamo del presidente del Senato Ignazio La Russa, tra le proteste dell’opposizione.
di Gabriella Cerami
In Aula al Senato anche Salvini, fitto dialogo con Giorgetti
Crescono le presenze dei ministri tra i banchi del governo in Aula al Senato durante le dichiarazioni di voto sulla manovra. Ai ministri Giancarlo Giorgetti e Luca Ciriani, in Aula già dalle prime battute, si sono aggiunti i ministri Daniela Santanché, Adolfo Urso, Roberto Calderoli e Nello Musumeci. Da poco è arrivato in Aula anche il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, che ha chiesto al ministro Urso di lasciargli la sedia accanto al titolare del Mef. Tra Giorgetti e Salvini è partito subito un fitto dialogo, durante il quale il ministro dei Trasporti ha mostrato un documento al ministro dell'Economia indicando alcuni passaggi. I due proseguono l'esame di alcune pagine del documento mentre vanno avanti le dichiarazioni di voto.
Gasparri: grazie a Giorgetti, il suo è un lavoro scomodo
"Ministro Giorgetti, il suo è un mestiere scomodo ma grazie a Dio c'è il centrodestra al governo" che non è quello "che ha comprato i banchi a rotelle ma ha fatto il bonus libri e il bonus anche per le paritarie" che "ha tagliato il cuneo fiscale" , ridotto l'Irpef che ha sostenuto le forze dell'ordine perché "noi siamo quelli che danno loro soldi" non che, come accaduto a Torino, "spaccano le teste". Lo ha detto il presidente dei senatori di FI Maurizio Gasparri intervenendo in Aula al Senato nell'ambito delle dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal governo sulla manovra.
Magni (Avs): è una manovra classista che prende dai più fragili
"Questa è una legge classista che va a prendere sempre agli stessi". Lo ha detto il senatore di Avs Tino Magni, capogruppo in commissione Bilancio al Senato intervenendo in Aula al Senato nell'ambito delle dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal governo sulla manovra. "È una legge nata male - ha aggiunto - e finita peggio. Volevate abolire la Fornero e io sono sempre stato contro la Fornero e non solo non l'avete mai cambiata ma l'avete peggiorata e anche se siete tornati indietro sul riscatto della laurea, avete comunque tolto alle persone più fragili, agli usuranti, ai precoci, anziché andare a prendere un contributo di solidarietà dei ricchi".
Siparietto Renzi-Garavaglia alla buvette
“Mi ha rubato l’Albertino”, grida Massimo Garavaglia. Matteo Renzi e il senatore leghista si incontrano nella buvette del Senato. “Voi siete per l’austerity”, dice ridendo il leader di Italia Viva al collega e ricordando anche quanto dichiarato poco prima in Aula. E poi dall’asola del bavero della giacca gli sfila la spilla che ricorda Alberto da Giussano.
di Gabriella Cerami
Patton (Aut), incerta e pasticciata. gestione declino
"L'attenzione ai conti pubblici non può diventare un alibi per non affrontare i problemi reali delle famiglie e delle imprese. O, peggio ancora, per costruire soluzioni incerte e pasticciate come sulle pensioni", dice in Aula il senatore trentino del Gruppo per le Autonomie Pietro Patton. "Si allunga l'età pensionabile, si cancella Opzione donna, viene tagliato il fondo pensionistico per chi svolge lavori usuranti, si introduce una norma che, giocando sul meccanismo del silenzio-assenso, si porta via il TFR per finanziare la previdenza complementare. È l'intervento più pesante dal tempi della legge Fornero. Altro che suo superamento", aggiunge.
Avs, bene stralcio norma contro i lavoratori poveri
"Ci hanno riprovato e sono stati fermati. Dopo aver presentato al dl Ilva la norma contro i lavoratori poveri, fermata per le polemiche e le critiche dei sindacati e delle opposizioni, la destra ha tentato, ancora una volta, di colpire i lavoratori sottopagati, cercando di impedire di ottenere gli arretrati, anche quando un giudice avesse riconosciuto la violazione dell'articolo 36 della Costituzione. Una cosa gravissima che giustamente è stata tolta dal maxi emendamento del governo per la pressione delle opposizioni. Il solito regalo della destra ad imprenditori pirata che sfruttano il lavoro e i lavoratori. Il governo Meloni sta peggiorando la vita degli italiani e deve andare a casa". Lo afferma il capogruppo dell'Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama.
Renzi: più tempo a Baglioni che alla legge di bilancio
Renzi attacca: “Abbiamo dedicato più tempo a organizzare il concerto di Baglioni che a fare la legge di bilancio. Ci avete detto per tutta Atreju che la sinistra era divisa e la settimana dopo vi siete divisi come una cozza tra i sovranisti e chi voleva l’austerity. Questa legge di bilancio è brutta e senza anima, visto che siamo in tema di citazioni canore. La legge Fornero, che avete massacrato mediaticamente, è più viva", ha insistito il leader di Iv. "Le vostre misure impattano zero" sulla crescita. “Avete disonorato le vostre parole d'ordine, con voi ci sono più tasse e meno sicurezza", ha concluso l’ex premier.
Renzi attacca "i sovranisti alle vongole"
Renzi attacca "i sovranisti alle vongole" e cita Marcello Veneziani: la destra al governo "è fuffa, ve l'ha detto Veneziani, non un comunista, su La Verità, non su Repubblica".
di Concetto Vecchio
Manovra, Renzi: "Sovranisti alle vongole, odiate i laureati e lascerete le città ai maranza"
Calenda: manovra ha obiettivo condivisibile ma manca di visione
"Ho trovato condivisibile l'approccio definito da Giorgetti prudente sui conti pubblici. Potremmo fare del sarcasmo sugli interventi sull'importanza dello spread. Se noi fossimo stati lì avreste urlato al golpe da parte dell'Europa. Una prudenza è consigliabile e questa manovra è costruita essenzialmente per uscire dalla procedura di infrazione. L'obiettivo è condivisibile. E ci sono altre cose condivisibili di questa manovra. Il nostro giudizio è sempre di merito". Lo ha detto il leader di Azione Carlo Calenda nelle dichiarazioni di voto in Aula al Senato sulla fiducia posta dal governo sulla manovra. "Siamo soddisfatti - ha proseguito - della reintroduzione di Industria 4.0, del finanziamento della sanità oltre l'indice dell'inflazione, dei provvedimenti di detassazione dei salari. Tuttavia, credo che la finanziaria sia soprattutto l'inverarsi della visione del governo. E qui ci sembra mancare. Manca una vera strategia sui salari. Si poteva fare di più per le donne e per i giovani. Manca drammaticamente una strategia per l'industria. Poi non ci sono soldi per la difesa". "Avete un problema grande come una casa - ha concluso - con un pezzo della Lega, dall'oro di Borghi che è del popolo. E voglio vedere Borghi distribuire lingotti ai cittadini fuori da Bankitalia".
Iniziate al Senato le dichiarazioni di voto
La commissione bilancio del Senato ha concluso l'esame del maxi-emendamento alla manovra su cui il governo ha posto la questione di fiducia. Il provvedimento è arrivato nell'Aula di Palazzo Madama dove sono iniziate le dichiarazioni di voto. Escono dal testo - come annunciato ieri sera - cinque norme: da quella che esonerava i datori di lavoro dal pagare gli arretrati ai lavoratori sottopagati in caso di condanna ai sensi dell'articolo 36 della Costituzione, alla inconferibilità di incarichi nelle amministrazioni pubbliche a soggetti provenienti da enti di diritto privato regolati o finanziati dalle stesse. Stop anche alla riduzione da 3 a 1 anno del divieto di porte girevoli per le Authority, alla riduzione da 10 a 4 anni dell'anzianità per il collocamento di magistrati fuori ruolo e alla revisione della disciplina del personale Covip.
Boccia (Pd): bene cancellazione emendamento Pogliese
"L'emendamento Pogliese, poi diventato Gelmetti, inserito nella legge di bilancio senza che sia stato possibile discuterne, era una vergogna. I datori di lavoro che non hanno corrisposto un salario equo ai lavoratori non erano obbligati a pagare gli arretrati come molte sentenze dei giudici hanno determinato. Era l'umiliazione dei lavoratori e uno scudo per gli imprenditori che non hanno rispettato le regole. Il messaggio era chiaro: un imprenditore che ha sottopagato i lavoratori non ci rimetteva nulla. Grazie alle nostre denunce hanno cancellato quello che era un insulto ai lavoratori poveri. Ci sono imprese serie che chiedono interventi di sistema da tempo d'accordo con le organizzazioni sindacali. Il governo la smetta di cercare scorciatoie e intervenga in maniera organica e alla luce del sole". Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.
Iv, bene stralcio norma su lavoratori sottopagati
"Bene lo stralcio dalla manovra della norma che avrebbe penalizzato gravemente i lavoratori sottopagati, impedendo loro di ottenere gli arretrati anche in presenza di una sentenza che accertasse la violazione di legge.
Si trattava di una disposizione inaccettabile, inserita di nascosto, che è stata giustamente cancellata. Resta però un problema politico serio: questo modo di legiferare è sbagliato". Lo affermano la capogruppo di Italia Viva Raffaella Paita e la senatrice Annamaria Furlan. "Non è la prima volta che la maggioranza prova a intervenire sul mondo del lavoro con emendamenti infilati tra le pieghe della manovra, senza confronto e senza trasparenza. Lo abbiamo già visto con i tentativi di abbassare le tutele sui subappalti nel settore della moda, oggi ci riprovano sui salari. Servono rispetto per la Costituzione, trasparenza nelle scelte e un confronto vero in Parlamento".
Patuanelli (M5s): è dannosa e contro il Paese
"Ultima atto di una manovra grottesca, dannosa, contro il Paese. Ultimo atto di una resa ai mercati finanziari, contro l'economia reale, in favore di un folle riarmo". Lo scrive sui social il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli, dopo che il Colle ha fermato 5 norme contenute nel maxi-emendamento.
Le 5 norme stralciate dal maxiemendamento
Ecco, nel dettaglio, le cinque norme stralciate dal maxiemendamento alla manovra.
Art. 40-ter (sub Gelmetti)
condanna del datore di lavoro al pagamento delle differenze retributive (comma 176 maxi).
Art. 60 (em. Testor)
- comma 3-decies (comma 627 maxi): inconferibilità di incarichi nelle amministrazioni statali, regionali o locali a soggetti provenienti da enti di diritto privato regolati o finanziati dalle stesse (disapplicazione di tale norma per incarichi di natura straordinaria o commissariale);
- comma 3-terdecies (comma 267 maxi): riduce da 3 anni a 1 anno il divieto di svolgere, alla cessazione del rapporto di lavoro, attività professionale presso soggetti privati destinatari dell’attività della pubblica amministrazione presso la quale sono stati ricoperti incarichi che comportano poteri negoziali.
Art. 60-bis (em. Lotito)
- comma 7 (comma 289 maxi): disposizioni in materia di magistrati fuori ruolo, tra cui la riduzione da 10 a 4 anni dell’anzianità di servizio per poter essere autorizzati al collocamento fuori ruolo;
- comma 11 (comma 293 maxi): revisione della disciplina del personale della Covip
Atteso il parere della commissione Bilancio per lo stralcio di 5 norme
L'aula del Senato attende il maxi-emendamento definitivo che accorpa la manovra in un unico articolo. Prima dell'inizio dei lavori nell'emiciclo, la commissione Bilancio stralcerà cinque norme dal testo, a iniziare dallo scudo a tutela degli imprenditori condannati per aver sottopagato i lavoratori. Stop anche all'allentamento dei paletti per chi passa da un incarico pubblico a uno privato e viceversa, insieme ad altre regole più lasche per le porte girevoli. Saranno espunte anche due norme, a firma del senatore di FI, Claudio Lotito, che riguardano il taglio dell’anzianità per collocare i magistrati fuori ruolo e la revisione della disciplina per il personale della Covip, l’Autorità che vigila sui fondi pensione. Le operazioni di voto iniziano alle 10 nell'Aula di Palazzo Madama.