Taglio Irpef, pensioni, imprese: cosa c’è nella manovra da 22 miliardi approvata in Senato
a cura di Massimo Ferraro , Raffaele RicciardiCon il voto del Senato di martedì 23 dicembre la legge di bilancio per il 2026 ottiene il suo primo sì in Aula e si appresta al via libera definitivo della Camera tra una settimana, il 30 dicembre, dopo la sosta natalizia e prima della fine dell’anno. Sul testo da 18,7 miliardi di euro licenziato dal Consiglio dei ministri a ottobre sembrava esserci ampio consenso tra gli alleati di governo, poi è stato ampiamente rimaneggiato, emendato e integrato.
Il conto sale a 22 miliardi, come ha spiegato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, con le riformulazioni per i crediti d’imposta delle Zes e di Transizione 4.0. La maggioranza può tirare un sospiro di sollievo, dopo gli ultimi giorni di fibrillazione, tra divergenze interne esplose pubb…
Con il voto del Senato di martedì 23 dicembre la legge di bilancio per il 2026 ottiene il suo primo sì in Aula e si appresta al via libera definitivo della Camera tra una settimana, il 30 dicembre, dopo la sosta natalizia e prima della fine dell’anno. Sul testo da 18,7 miliardi di euro licenziato dal Consiglio dei ministri a ottobre sembrava esserci ampio consenso tra gli alleati di governo, poi è stato ampiamente rimaneggiato, emendato e integrato.
Il conto sale a 22 miliardi, come ha spiegato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, con le riformulazioni per i crediti d’imposta delle Zes e di Transizione 4.0. La maggioranza può tirare un sospiro di sollievo, dopo gli ultimi giorni di fibrillazione, tra divergenze interne esplose pubblicamente e un tira e molla di correzioni. Fino all’ultimo. L’intervento più importante rimane il taglio dell’Irpef per il ceto medio, modifiche su pensioni e previdenza complementare, arriva il doppio Isee, ridimensionato il Piano casa, prelievi su banche e assicurazioni. Ecco gli interventi principali.
Pensioni
Riparte l'adeguamento dei requisiti per l'uscita dal lavoro alla speranza di vita: i tre mesi calcolati dall'Istat vengono spalmati tra 2027 (+1 mese) e 2028 (+2 mesi). Non si rinnovano Quota 103 e Opzione Donna, riducendo di fatto la possibilità di anticipo "speciale" all'Ape sociale che è un assegno ponte. Dopo il tentativo di tagliare il riscatto laurea e allungare le finestre, affossato, con le modifiche per via di emendamento si rafforza il silenzio-assenso: per i neoassunti, da luglio, il Tfr andrà al fondo pensione collettivo di riferimento, a meno di non rinunciarvi espressamente entro 60 giorni. Si allarga di conseguenza la platea di aziende che devono versare al fondo Inps che eroga il Tfr. Cancellata ai contributivi puri, dopo un anno di vigenza, la possibilità di cumulare le rendite complementari all'assegno Inps per raggiungere i minimi importi mensili richiesti per andare in pensione di vecchiaia con almeno 20 anni di contributi. Sul fronte delle minime, incremento di circa 3 euro al mese per far fronte all'inflazione e di 12 euro (dagli 8 del 2025) per gli assegni sociali maggiorati. Tagliati i fondi per l'anticipo di precoci (50 milioni nel 2033 e 100 l'anno dopo) e usuranti (40 l'anno dal 2033).
Taglio dell’Irpef
Il taglio dell’Irpef dal 35 al 33% per i redditi da 28 a 50mila euro riduce le tasse al “ceto medio” e riguarda almeno 10 milioni di contribuenti. L’intervento contenuto nella legge di bilancio estende in realtà i suoi effetti anche a chi guadagna tra i 50 e i 200mila euro. Tetto oltre al quale i 440 euro annui di benefici fiscali vengono sterilizzati. Quasi 1,3 miliardi dei circa 3 messi a disposizione in manovra servono invece a coprire il taglio per chi guadagna dai 50 ai 200mila.
Metà del beneficio – da conti dell’Ufficio parlamentare di bilancio – da 2,7 miliardi per il taglio della seconda aliquota Irpef dal 35 al 33% «va all’8% dei contribuenti con redditi sopra 48mila euro», quindi oltre lo scaglione di intervento (28-50mila euro). I «due quinti più alti della distribuzione», per dirla con Bankitalia. Operai e pensionati prendono poco, in media 23 e 55 euro all’anno. I dirigenti sfiorano il massimo con 408 euro. Seguono impiegati con 123 euro e autonomi con 124 euro. Tutte cifre annuali. Sopra i 200mila euro poi i sacrifici saranno per pochi: appena 58mila colpiti dal taglio delle detrazioni, solo uno su tre dei “ricchi”, recuperati appena 11 milioni sui 79 stimati.
Imprese: Zes e iperammortamento
Nelle ultime battute della manovra sono rientrate le misure per aziende: 1,3 miliardi per il credito d'imposta per gli investimenti in transizione, dopo il pasticcio dell'esaurimento dei fondi, oltre mezzo miliardo per la Zes unica. Confermato dal 2026 l'iperammortamento, che si allunga al triennio ma perde la maggiorazione per le voci green. A pagare, tra gli altri, le assicurazioni: contributo da 1,3 con il versamento a titolo di acconto dell'85% del contributo sul premio delle assicurazioni dei veicoli e dei natanti dovuto per l'anno precedente.
Isee, come cambia
Cambia la modalità di calcolo dell'Isee, l'indicatore della situazione reddituale e patrimoniale delle famiglie. Limitatamente all'accesso a prestazioni quali assegno unico, assegno di inclusione, sostegno formazione e lavoro, bonus nuovi nati e asili nido, la soglia è innalzata a 91.500 euro per tutti e a 120.000 euro per i nuclei familiari residenti nelle città metropolitane. La soglia sale di 2.500 euro per ogni figlio convivente dal secondo in poi. Questo significa che ci si dovrà attrezzare per avere due diversi indicatori, a seconda della prestazione cui si fa riferimento. Cambia anche la scala di equivalenza per favorire le famiglie numerose. Nell'indicatore entrano però le giacenze in valuta all'estero, criptovalute, e rimesse in denaro. La manovra rafforza poi la collaborazione Inps-Aci per accedere ai dati del registro dei veicoli.
L’oro del popolo
Il governo chiude la disputa sull’oro di Bankitalia, che un emendamento alla manovra di Fratelli d’Italia ha chiesto di assegnare “al popolo italiano”. Una mossa che ha messo in allerta la Bce: per due volte, infatti, la presidente dell’Eurotower Christine Lagarde ha invitato l’esecutivo a riformulare la proposta che, nel frattempo, era stata riscritta proprio dopo l’altolà di Francoforte. Poi la mediazione con la Bce ha portato al testo definitivo contenuto nell’ultimo maxi emendamento. Così: “Fermo restando quanto previsto dagli articoli 123, 127 e 130 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il comma 2 dell'articolo 4 del testo unico delle norme di legge in materia valutaria, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1988, n. 148, si interpreta nel senso che le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d'Italia, come iscritte nel proprio bilancio, appartengono al Popolo italiano”.
Contributo da banche e assicurazioni
Banche e assicurazioni contribuiscono alla manovra per circa 11 miliardi per il prossimo triennio. Dal 1 gennaio 2026 l'aliquota sulla polizza Rc auto sale al 12,5% per gli infortuni del conducente e di rischio di assistenza stradale. Viene introdotto anche un meccanismo di versamento, entro il 16 novembre di ogni anno, di un acconto pari all'85% del contributo sui premi delle assicurazioni dovuto per l'anno precedente. Per le banche viene previsto un aumento dell'Irap di 2 punti percentuali tra 2026 e 2028 e una tassazione sulle riserve patrimoniali accantonate. Vengono esclusi i soggetti con minore base imponibile con l'introduzione di una franchigia di 90mila euro applicabile sulla maggiore imposta dovuta solo per i periodi d'imposta 2027 e 2028.
Altre tasse e bonus
Tra le misure contenute nella legge di bilancio c’è la nuova aliquota sulle transazioni finanziarie: la Tobin Tax raddoppia e passa allo 0,2 sui mercati regolamentati e sugli altri mercati allo 0,4%. Arriva poi una mini tassa di 2 euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra-Ue. È previsto un bonus paritarie fino a 1.500 euro a studente per famiglie con Isee fino a 30mila euro che hanno figli alle scuole medie o nel primo biennio delle superiori, e l’introduzione della Carta Valore per i neodiplomati.