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Tabarelli (Nomisma): “Le bollette scendono ma un’ondata di freddo può cambiare la rotta dei mercati”

Davide Tabarelli, presidente di Nomina Energia

 (fotogramma)

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Intervista all’esperto di energia, che spiega: “Il petrolio è sui minimi e non escludo che i valori restino ancora contenuti nei prossimi mesi. Significa benzina e gasolio bassi, e inflazione sotto controllo”
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MILANO – Le bollette del gas sono scese e probabilmente scenderanno ancora nei prossimi mesi. Le quotazioni di metano all’ingrosso, infatti, si apprestano a chiudere l’anno con un calo di quasi il 40%. «La crisi del 2022 è stata in buona parte riassorbita, con i future tornati sotto i 30 euro al megawattora», commenta Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia. Nel primo trimestre scenderà anche la bolletta della luce per i circa 3 milioni di clienti vulnerabili: un ribasso del 2,7%, annuncia l’Arera, precisando però che la spesa annuale tra aprile 2025 e marzo 2026 salirà del 13%.

È tempo di tirare un bilancio. Cosa ha portato i prezzi del gas a sgonfiarsi tanto nell’ultimo anno?

«L’aspettativa di una fine imminente della guerra in Ucraina ha a…

MILANO – Le bollette del gas sono scese e probabilmente scenderanno ancora nei prossimi mesi. Le quotazioni di metano all’ingrosso, infatti, si apprestano a chiudere l’anno con un calo di quasi il 40%. «La crisi del 2022 è stata in buona parte riassorbita, con i future tornati sotto i 30 euro al megawattora», commenta Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia. Nel primo trimestre scenderà anche la bolletta della luce per i circa 3 milioni di clienti vulnerabili: un ribasso del 2,7%, annuncia l’Arera, precisando però che la spesa annuale tra aprile 2025 e marzo 2026 salirà del 13%.

È tempo di tirare un bilancio. Cosa ha portato i prezzi del gas a sgonfiarsi tanto nell’ultimo anno?

«L’aspettativa di una fine imminente della guerra in Ucraina ha alimentato speculazioni al ribasso sulle quotazioni. Eppure, i fondamentali non sono così rassicuranti: l’Europa va incontro a un inverno con temperature più rigide di quelle degli ultimi anni e gli attuali livelli degli stoccaggi rappresentano un elemento di criticità. A questo si aggiunge una bassa produzione di energia da fonti rinnovabili, soprattutto dall’idroelettrico, che rende il gas difficilmente sostituibile».

I carichi di gas naturale liquefatto (gnl) in arrivo ai terminali europei non migliorano il quadro?

«Aiutano, ma la centralità delle scorte resta elevata. Il gnl ha contribuito a riempire le riserve e garantisce maggiore flessibilità e differenziazione nelle forniture. Ma nel caso di una nuova ondata di freddo a fine inverno, con un livello troppo basso degli stoccaggi potremmo non riuscire a estrarre il metano necessario a coprire il fabbisogno giornaliero. I prezzi potrebbero tornare a salire e con loro anche le bollette. C’è però un fattore che gioca a nostro vantaggio».

Quale?

«La decrescita felice dell’Europa frena la domanda di energia elettrica. Questo tiene calmierati i prezzi del gas, a oggi ancora una fonte imprescindibile per produrre elettricità nel Vecchio continente».

Anche il petrolio è sui minimi da quasi cinque anni. I future sul Brent europeo viaggiano intorno ai 60 dollari al barile.

«E non escludo che scendano ancora, ora che gli investitori si aspettano un ritorno della Russia sui mercati globali. L’effetto diretto è un calo dei prezzi di benzina e gasolio, che a loro volta aiutano a mantenere bassa l’inflazione».

Il governo sta mettendo a punto una misura per spalmare nel tempo gli oneri di sistema, che in bolletta pesano circa per il 25%, ma fatica a trovare la formula per rendere sostenibile la misura.

«Una buona idea, già applicata in passato. Il problema è l’elevato debito italiano, che porta la Commissione europea ad avere un’attenzione particolare quando si parla di aiuti di Stato. L’intervento, comunque, non sarebbe strutturale. Soluzioni più strategiche sono continuare a diversificare il mix energetico, alimentare la produzione nazionale, potenziare le reti e non spegnere le centrali a carbone. Per il nucleare, invece, servirà tempo».

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