ROMA – Una perdita ancora più pesante rispetto a quella segnata lo scorso anno. Le vendite di auto in Italia sono ancora in rosso. Secondo i dati del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il 2025 chiude a quota 1.525.722 con un calo del 2,1% rispetto al 2024. Un anno fa la flessione negativa era dello 0,6% rispetto al 2023. Non è servito il piccolo balzo di dicembre a far recuperare terreno al mercato: + 2,2% sullo stesso mese dell’anno precedente.
Il livello è basso, non solo rispetto al 2019, anno pre-pandemia in cui si toccò quota 1.917.106, ma soprattutto rispetto ai 2.494.115 veicoli del 2007, anno prima del fallimento di Lehman Brothers. E il settore, dopo il pacchetto di correzioni varato dalla Commissione europea a metà dicembre rispetto alla transizione verso l’elettrico, si interroga su cosa fare. Per Roberto Vavassori, il numero uno dell’Anfia, l’associazione che raggruppa le imprese della filiera, «con il 2025 chiudiamo una pagina negativa per il mercato e, guardando al 2026, possiamo affermare che si tratterà di un anno chiave per il futuro del settore». Anfia punta su un innalzamento dei livelli di produzione in Italia, grazie ai nuovi modelli Stellantis, e sulla revisione del regolamento europeo sulle emissioni di CO2 «che auspichiamo possa assumere, con i prossimi step, una connotazione più incisiva e più vicina alle reali esigenze che la transizione del settore automotive ha messo in evidenza in questi anni».
Il presidente dell’Unrae, l’associazione dei costruttori esteri, Roberto Pietrantonio, sul pacchetto di modifiche Ue dice che è una base di partenza ma non ancora sufficiente: «Permangono criticità e aspetti da chiarire e migliorare per scongiurare effetti negativi su mercato, consumatori e competitività industriale. Accogliamo però con favore la riapertura del dialogo con il settore». L’associazione lamenta «un altro anno perso in Italia rispetto alla transizione» e la necessità di «una revisione della fiscalità delle auto aziendali». Per Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, l’Europa deve «varare un piano per il rilancio dell’auto europea e per ridare un posto di lavoro agli operai e agli impiegati sacrificati dall’ideologia elettrica».
Motus-E soddisfatta per le vendite di elettriche: ne sono state immatricolate 94.230, su del 46,1% rispetto al 2024 con una quota di mercato pari al 6,2%. Era il 4% nel 2024. Il parco circolante conta 365.091 auto con la batteria. Tesla, però, ha perso l’8,6%, sorpassato da Byd, ma l’elettrica più venduta in Italia è la T03 di Leapmotor del gruppo Stellantis che nel 2025 ha registrato 424.742 veicoli, con una perdita del 6,2% sul 2024. La quota di mercato nel 2025 risulta del 27,8%, rispetto al 29% del 2024. A dicembre ha segnato un +4,6%, più del doppio del mercato. A livello europeo la Norvegia si è avvicinata al suo obiettivo di vendere solo auto a emissioni zero entro il 2025, con i veicoli elettrici che rappresentano il 95,9% delle nuove immatricolazioni. Nel 2025 sono stati immatricolati nel Paese scandinavo 179.549 veicoli privati, un record, superando il precedente del 2021, ha dichiarato la Federazione Stradale Norvegese.