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Bonus casa 2026, confermate le detrazioni su due livelli

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Finito il Superbonus (quasi) per tutti, prorogati quelli previsti nel 2025, secondo le previsioni, ci sarà una contrazione dei lavori di ristrutturazione
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ROMA – Archiviata quasi definitivamente la stagione del superbonus, e con la proroga per altri 12 mesi dei vari bonus casa del 2025, il prossimo anno potrebbe segnare una decisa contrazione dei lavori di ristrutturazione. Già nei primi nove mesi di quest’anno la spesa per ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche si è fermata a 19,9 miliardi di euro, in calo del 19,1% su base annua. Il 2026 si preannuncia ancora più duro, anche se probabilmente ancora sopra i livelli pre-Covid. A incidere è la strategia dei ”due livelli” nell’erogazione dei bonus. Al 50% se prima casa, al 36% sugli altri fabbricati. Un forte incentivo nel primo caso, un’operazione da calcolare nei dettagli nel secondo.

Bonus casa 2026, confermati i due livelli

Gli incent…

ROMA – Archiviata quasi definitivamente la stagione del superbonus, e con la proroga per altri 12 mesi dei vari bonus casa del 2025, il prossimo anno potrebbe segnare una decisa contrazione dei lavori di ristrutturazione. Già nei primi nove mesi di quest’anno la spesa per ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche si è fermata a 19,9 miliardi di euro, in calo del 19,1% su base annua. Il 2026 si preannuncia ancora più duro, anche se probabilmente ancora sopra i livelli pre-Covid. A incidere è la strategia dei ”due livelli” nell’erogazione dei bonus. Al 50% se prima casa, al 36% sugli altri fabbricati. Un forte incentivo nel primo caso, un’operazione da calcolare nei dettagli nel secondo.

Bonus casa 2026, confermati i due livelli

Gli incentivi al 50% siano una efficace leva di convincimento all’avvio dei lavori. Secondo una recente rilevazione di Humans&Data Insights con Ipsos citata dal Sole 24 ore, un contribuente su tre è intenzionato a ristrutturare la casa dove abita nei prossimi 12 mesi, mentre la quota scende al 9% per chi pensa di ristrutturare un altro alloggio. Ha un peso nella scelta la percentuale che si può portare in detrazione e recuperare con dieci rate annuali nella dichiarazione dei redditi. Questa formula del doppio binario 50-36 vale per la maggior parte dei bonus legati alla casa, tranne quello sui mobili che è fisso al 50%.

Bonus ristrutturazioni 50-36% e gli altri

Per le spese 2025, con il bonus ristrutturazioni si recupera il 50% di quelle sostenute fino a 96mila euro se l’intervento riguarda l’unità adibita ad abitazione principale del proprietario, o titolare di diritto reale, mentre negli altri casi la percentuale è 36%, sempre con tetto 96mila euro. Non è più agevolabile la sostituzione di caldaie a gas, salvo che rientri in sistemi ibridi certificati o integrati da fonti rinnovabili.

Nel 2025 l’Ecobonus segue lo stesso schema “prima casa più alta”, altri fabbricati al 36%. Per il 2026 e 2027 era inizialmente previsto un progressivo abbassamento, fino a 36% prima casa e 30% altre, ma il ddl Bilancio 2026 mira a prorogare per tutto il 2026 il regime 2025. Doppio binario anche per il Sismabonus, che è una sottocategoria del bonus ristrutturazioni e condivide quindi lo stesso massimale. Vale per le opere di messa in sicurezza antisismica nelle zone sismiche 1, 2, 3. Non fa differenza il miglioramento della classe sismica.

Sopravvive poi l’ultimo ramo del Superbonus al 110%, che per il 2026 rimane solo per le aree terremotate. Vale per i comuni del sisma del centro Italia del 2009 e dalle zone nella quali dal 24 agosto 2016 è stato dichiarato lo stato di emergenza. Per accedere alla detrazione, su spese avvenute nel 2026, bisogna aver opzionato lo sconto in fattura e la cessione del credito.

Gli altri bonus

Collegato allo “sconto” ristrutturazioni c’è poi il bonus mobili ed elettrodomestici. Nel 2025 la detrazione è 50% sulle spese per arredi ed elettrodomestici destinati a un immobile oggetto di ristrutturazione, calcolata su un massimo di 5mila euro e ripartita in 10 quote annuali. C’è poi il bonus elettrodomestici green, un contributo per l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica (classe B o superiore), prodotti rigorosamente in Europa, a condizione che il vecchio apparecchio venga smaltito correttamente. Vale il 30% del costo, fino a 100 euro, cifra che sale fino a 200 euro per famiglie con Isee sotto 25mila euro. Ci sono poi gli incentivi sugli acquisti del box auto di pertinenza e su case in edifici ristrutturati da imprese (del 25% sul prezzo).

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