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Robot e auto autonome, tra le luci di Las Vegas inizia l’era dell’IA fisica

Jensen Huang, ceo di Nvidia (afp)

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I ceo di Nvidia e Amd, i più grandi costruttori di chip concordi sul futuro: “Dopo il boom dei chatbot, è il momento degli automi”
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LAS VEGAS – Il futuro va in scena a Las Vegas, dove le luci della Strip non sono mai state così cariche di elettricità, letteralmente e metaforicamente. Il CES 2026 - la fiera più importante del mondo dedicata alla tecnologia di consumo - ha aperto i battenti: fino al prossimo 9 gennaio accoglierà oltre 130.000 visitatori e 4.500 espositori, tra cui una delegazione italiana di 51 startup, tutti riuniti per testimoniare il momento in cui l’intelligenza artificiale scende dal cloud per farsi materia, metallo e movimento.

Mentre fuori dai padiglioni gli analisti continuano a interrogarsi su una tecnologia che brucia miliardi in energia e hardware, senza ancora restituire profitti proporzionali, due grandi architetti del silicio non mostrano segni di e…

LAS VEGAS – Il futuro va in scena a Las Vegas, dove le luci della Strip non sono mai state così cariche di elettricità, letteralmente e metaforicamente. Il CES 2026 - la fiera più importante del mondo dedicata alla tecnologia di consumo - ha aperto i battenti: fino al prossimo 9 gennaio accoglierà oltre 130.000 visitatori e 4.500 espositori, tra cui una delegazione italiana di 51 startup, tutti riuniti per testimoniare il momento in cui l’intelligenza artificiale scende dal cloud per farsi materia, metallo e movimento.

Mentre fuori dai padiglioni gli analisti continuano a interrogarsi su una tecnologia che brucia miliardi in energia e hardware, senza ancora restituire profitti proporzionali, due grandi architetti del silicio non mostrano segni di esitazione. Jensen Huang, Ceo di Nvidia, e Lisa Su, Ceo di AMD - i volti che la rivista Time ha messo in copertina nel 2025 tra le “Persone dell’anno” - hanno parlato a poche ore e pochi chilometri di distanza, spiegando che l’IA non è più solo un software, ma la nuova spina dorsale del mondo fisico.

Al Fontainebleau Theatre, Jensen Huang è apparso nella sua “uniforme” d’ordinanza: una giacca di pelle nera, si spera finto alligatore, che brillava sotto i riflettori quasi a riflettere l’ottimismo della sua azienda, che producendo chip per l’IA ha superato, nel 2025, il valore di mercato di 4 mila miliardi di dollari. Per Huang - 62 anni, ottavo uomo più ricco del pianeta - il futuro è una sfilata di macchine autonome. Al CES non ha portato solo promesse, ma una vera e propria legione robotica: dai piccoli automi della Disney - con cui ha interagito sul palco - al celebre umanoide Atlas di Boston Dynamics, fino ai mezzi pesanti di Caterpillar. «La robotica sta vivendo il suo momento ChatGpt» ha detto, riferendosi al chatbot che ha innescato la corsa all’IA a novembre del 2022. «E l’automotive sarà il primo mercato fisico dell’IA su larga scala», ha aggiunto, svelando un nuovo sistema di guida autonoma open source, sviluppato proprio da Nvidia, che consentirà alle auto di “ragionare” mentre si guidano da sole. La Mercedes-Benz CLA, già in produzione, sarà la prima auto a sfruttare questa tecnologia: arriverà in Europa nel secondo trimestre di quest’anno.

A poca distanza, tra i finti canali e gondolieri dell’hotel Venetian, Lisa Su - 56 anni, nata a Taiwan, con un patrimonio personale di 1,3 miliardi di dollari - ha risposto a Huang con un’eleganza sobria, indossando un’impeccabile giacca blu. Se Huang ha puntato sulla spettacolarità dei robot, Su ha scelto di mettere al centro l’ingegno umano e le alleanze strategiche. «L’IA è la tecnologia più importante degli ultimi cinquant’anni», ha esordito, prevedendo che entro il 2030 cinque miliardi di persone la utilizzeranno quotidianamente. Accanto a Su - che ha annunciato un nuovo potente chip per l’IA, il MI440X - è apparso Greg Brockman, co-fondatore e presidente di OpenAI, a suggellare una partnership che vede l’azienda creatrice di ChatGpt impegnata in acquisti massicci di chip AMD (circa 6 gigawatt di capacità complessiva). Brockman ha sottolineato come la potenza di calcolo sia essenziale: «Il limite oggi non è la nostra immaginazione, ma quanti chip riusciamo a mettere nei data center», ha detto.

Ma è stato il momento della robotica a unire, idealmente, le visioni portate al CES da Huang e Su. Quest’ultima ha ospitato sul palco la scienziata Fei-Fei Li - una delle menti più brillanti al mondo nel campo dell’IA - per parlare di “intelligenza spaziale” e, subito dopo, ha ceduto la parola al talento italiano: Daniele Pucci, Ceo della startup Generative Bionics. Pucci che ha annunciato GENE.01, un robot capace di percepire il contesto che entrerà in produzione nella seconda metà del 2026 .

«Per portare l’IA fuori dai data center e nel mondo reale servono piattaforme di calcolo potenti e affidabili», ha commentato. Sebbene con stili diversi - uno istrionico e circondato da macchine, l’altra analitica e supportata dagli innovatori del settore - Huang e Su concordano su un punto fondamentale: l’IA ha bisogno di un corpo per comprendere il mondo. La nuova era dell’IA fisica è appena cominciata.

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