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Battaglia su Ferretti, i cinesi resistono: “Non accettiamo l’offerta di Komarek”

KAREL KOMAREK KKCG 
Weichai potrebbe salire al 40% del gruppo degli yacht in vista dell’assemblea. Dopo l’Opa sul 29,9% i cechi trovano nuovi alleati
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MILANO- Si inasprisce la battaglia per il controllo di Ferretti, società della cantieristica di lusso che, oltre al marchio che dà il nome al gruppo, controlla brand come Itama, Wally, Pershing e Riva.

Weichai pronto a difendere da Kkcg il suo controllo

L’azionista di riferimento, il fondo cinese Weichai che dal 2012 ha rilevato il controllo di Ferretti e possiede il 38% del capitale, ieri ha ribadito di voler mantenere un presidio strategico e di lungo termine. E per farlo potrebbe arrotondare la sua quota fino al 40%. Intanto ieri Weichai, pur prendendo atto dell’Opa parziale promossa lunedì scorso dalla Kkcg Maritime dell’imprenditore ceco Karel Komarek, ha ribadito che alla prossima assemblea intende proporre una lista di maggioranza.

MILANO- Si inasprisce la battaglia per il controllo di Ferretti, società della cantieristica di lusso che, oltre al marchio che dà il nome al gruppo, controlla brand come Itama, Wally, Pershing e Riva.

Weichai pronto a difendere da Kkcg il suo controllo

L’azionista di riferimento, il fondo cinese Weichai che dal 2012 ha rilevato il controllo di Ferretti e possiede il 38% del capitale, ieri ha ribadito di voler mantenere un presidio strategico e di lungo termine. E per farlo potrebbe arrotondare la sua quota fino al 40%. Intanto ieri Weichai, pur prendendo atto dell’Opa parziale promossa lunedì scorso dalla Kkcg Maritime dell’imprenditore ceco Karel Komarek, ha ribadito che alla prossima assemblea intende proporre una lista di maggioranza.

Per rafforzare la sua quota fino al 29,9% Komarek ha offerto sul mercato 3,5 euro per azione, e il titolo è schizzato subito sopra questo livello scommettendo su una battaglia all’ultimo voto. Tuttavia l’imprenditore ceco che possiede un gruppo da 10 miliardi di euro di asset avrebbe già trovato il supporto di Daniele Iervolino (socio al 5,13% del capitale) e dell’imprenditore kuwaitiano Bader Nasser al-Kharafi che in settimana ha annunciato di aver rilevato in Borsa il 3% di Ferretti.

Komarek cerca l’appoggio di altri soci

Komarek – che da anni è socio di minoranza - aveva più volte cercato senza successo di partecipare alla governance di Ferretti. E così, assistito dai legali di Clifford Chance e Gop, alla fine ha deciso di lanciare un’Opa parziale che punta a salire dal 14,5 al 29,9% del capitale.

L’assemblea per il rinnovo del cda di Ferretti non è ancora stata convocata, e sarebbe in agenda per maggio, ma da qui ad allora non sono esclusi nuovi colpi di scena. Tuttavia per vincere la maggioranza dei posti in cda sarà determinante capire quale dei due sfidanti inserirà in lista il nome dell’attuale ad Alberto Galassi, fautore del rilancio e della crescita di Ferretti negli ultimi anni.

Galassi sarà l’ago della bilancia

Sotto la sua guida i ricavi del gruppo sono infatti passati dai 335 milioni del 2013 agli 1.173 milioni di fine 2024, con un sensibile aumento della redditività, dato che a fine 2025 il mol dovrebbe superare il 16% del fatturato. Galassi, oltre ad avere l’appoggio degli investitori, può contare sul supporto di Piero Ferrari, socio al 4,3% del gruppo fin dall’Ipo del 2023, e padre della moglie di Galassi. Tra i soci forti c’è poi la famiglia Bombassei di Brembo, con un 2% del capitale, che ancora non ha preso una posizione. Intanto anche ieri a Piazza Affari le azioni di Ferretti sono salite dello 0,37% (+25,9% da inizio anno) a 3,84 euro, un valore che è il 9,7% più alto dell’Opa parziale di Kkcg.

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