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Bonus per giovani, donne e Sud: arriva la proroga, ma è a tempo

(afp)

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Solo 5 mesi per giovani e Sud. Un anno per le donne. L’emendamento del governo al decreto Milleproroghe è stato inviato alla Camera
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ROMA – Il governo fa marcia indietro sui bonus per le assunzioni di giovani, donne e nel Mezzogiorno. Con un emendamento del ministero del Lavoro al decreto Milleproroghe, ora all’esame della Camera, vengono ripristinati gli sgravi contributivi rimasti fuori dal testo del decreto di fine anno. La proroga però è a tempo ridotto: cinque mesi per il bonus giovani e per la Zes unica del Sud, un anno per il bonus donne.

Il pasticcio tra manovra e Milleproroghe

La retromarcia arriva dopo settimane di incertezza. Gli incentivi, entrati in una prima bozza del Milleproroghe, erano infatti scomparsi dalla versione definitiva del decreto pubblicata in Gazzetta ufficiale il 31 dicembre. Il ministero del Lavoro aveva parlato di un problema tecnico, legato alla sovrapposizione …

ROMA – Il governo fa marcia indietro sui bonus per le assunzioni di giovani, donne e nel Mezzogiorno. Con un emendamento del ministero del Lavoro al decreto Milleproroghe, ora all’esame della Camera, vengono ripristinati gli sgravi contributivi rimasti fuori dal testo del decreto di fine anno. La proroga però è a tempo ridotto: cinque mesi per il bonus giovani e per la Zes unica del Sud, un anno per il bonus donne.

Il pasticcio tra manovra e Milleproroghe

La retromarcia arriva dopo settimane di incertezza. Gli incentivi, entrati in una prima bozza del Milleproroghe, erano infatti scomparsi dalla versione definitiva del decreto pubblicata in Gazzetta ufficiale il 31 dicembre. Il ministero del Lavoro aveva parlato di un problema tecnico, legato alla sovrapposizione con la manovra, promettendo un recupero in sede parlamentare. Recupero che ora si concretizza, ma con tempi più brevi e una copertura ridimensionata.

Cosa c’è in manovra

Il paradosso è che nella legge di bilancio era già sopravvissuta una norma che prevede una decontribuzione – non più totale – per le assunzioni stabili di giovani, donne e nella Zes, con uno stanziamento triennale di 825 milioni tra il 2026 e il 2028. Una misura però vincolata a un decreto interministeriale Lavoro-Mef e a un rapporto sull’impatto occupazionale degli incentivi nel 2025, da predisporre insieme a Inps, Inapp e Cnel. Un iter lungo, che ha lasciato scoperto l’inizio dell’anno.

Cosa c’era l’anno scorso

A pesare è anche il confronto con il passato recente. Nel 2025 le risorse disponibili erano pari a circa 2 miliardi su tre anni, in larga parte finanziate con fondi europei del programma “Giovani, donne e lavoro” 2021-2027. Fondi che, secondo le ricostruzioni, non risultano affatto esauriti, anche perché l’operatività delle misure – soprattutto nella Zes – era partita in ritardo, con la circolare Inps arrivata solo a maggio.

Come funzionano i bonus

Il vecchio schema consentiva alle imprese di ottenere fino a 500 euro al mese di sgravio per due anni per l’assunzione stabile di under 35, che salivano a 650 euro nel Mezzogiorno. Per le donne lo sconto era di 650 euro mensili per due anni, a prescindere dall’età, purché disoccupate da almeno sei mesi al Sud o da ventiquattro mesi nel resto d’Italia. Contratti a tempo indeterminato, anche part-time o in somministrazione, e assunzioni aggiuntive rispetto all’organico dell’anno precedente.

Tutto era scaduto a fine 2025. Ora il governo riapre, ma a scadenza ravvicinata. Una soluzione tampone che evita il vuoto normativo, senza però garantire quella continuità che imprese e parti sociali chiedono da tempo per misure che dovrebbero incentivare occupazione stabile e riduzione dei divari territoriali.

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