La Svizzera ha in programma di spendere 31 miliardi di franchi, a partire dal 2028, per rafforzare la sicurezza. In sostanza per riportare ad un livello accettabile il proprio esercito. Per finanziare la spesa il Ministro della Difesa, Martin Pfister, propone in buona parte di far capo a un aumento dell’Iva dello 0,8%. Ciò che porterebbe l’imposta sul valore aggiunto elvetico all’8,9%. Attualmente è dell’8,1%. Un valore, comunque sempre distante da quello dei Paesi UE, che varia dal 15 al 27%.
La Svizzera ha in programma di spendere 31 miliardi di franchi, a partire dal 2028, per rafforzare la sicurezza. In sostanza per riportare ad un livello accettabile il proprio esercito. Per finanziare la spesa il Ministro della Difesa, Martin Pfister, propone in buona parte di far capo a un aumento dell’Iva dello 0,8%. Ciò che porterebbe l’imposta sul valore aggiunto elvetico all’8,9%. Attualmente è dell’8,1%. Un valore, comunque sempre distante da quello dei Paesi UE, che varia dal 15 al 27%.
Senza difese
Non a caso, invece di investire sui droni, Berna ha ordinato 30 F35 alla Lockeed Martin, per 6 miliardi di franchi. Che, secondo l’ex-comandante in capo Süssli “consentirebbero alla Svizzera di resistere non più di un mese in caso di attacco di vasta portata”. Di più:”scoppiasse una guerra solo un terzo dei nostri soldati sarebbe equipaggiato per combattere”. Ecco che, per colmare queste lacune, il Ministro della Difesa Pfister prevede di investire 31 miliardi di franchi. E di finanziare la spesa con l’aumento di poco meno di un punto percentuale dell’Iva. Per evitare di caricarla sulle spalle delle prossime generazioni. In Svizzera, anche nelle emergenze, un debito pubblico eccessivo rimane qualcosa di inconcepibile.