ROMA – A un datore di lavoro basterà dire di applicare un contratto collettivo nazionale per essere in regola con la direttiva Ue sulla trasparenza salariale. E, in ogni caso, quel contratto potrà essere “integrato” con una classificazione aziendale ad hoc, utile a continuare a giustificare differenze di stipendio tra uomini e donne. È uno dei punti più controversi del decreto legislativo approva…