L’anno amaro di Nestlé. Dopo gli scandali scendono ricavi e profitti
di Franco ZantonelliNon riesce ad uscire da una crisi ormai di lunga durata la multinazionale agroalimentare Nestlè, che lo scorso anno ha visto il proprio utile scendere del 17%. Nel 2024 il calo era stato del 2,9%. Anche la cifra d’affari è scesa del 2%, attestandosi a 89,5 miliardi di franchi. Nel frattempo Il colosso svizzero con sede a Vevey, aveva fatto piazza pulita dei propri vertici, dopo che il CEO Laurent Freixe era stato licenziato su due piedi, per aver intrattenuto una relazione sentimentale clandestina con la responsabile del marketing.
Gli scandali
Per lo stesso motivo, più che altro per aver coperto la vicenda, era stato costretto a dimettersi, anticipatamente, il presidente del Consiglio di amministrazione, Paul Bulcke. Al suo posto è subentrato lo spagnolo Pablo Isla, mentre come nuovo amministratore delegato è stato nominato Philip Navratil. Lo scandalo sentimentale non è, tuttavia, all’origine dei guai che hanno piombato le ali del più importante gruppo agroalimentare del pianeta. …
Non riesce ad uscire da una crisi ormai di lunga durata la multinazionale agroalimentare Nestlè, che lo scorso anno ha visto il proprio utile scendere del 17%. Nel 2024 il calo era stato del 2,9%. Anche la cifra d’affari è scesa del 2%, attestandosi a 89,5 miliardi di franchi. Nel frattempo Il colosso svizzero con sede a Vevey, aveva fatto piazza pulita dei propri vertici, dopo che il CEO Laurent Freixe era stato licenziato su due piedi, per aver intrattenuto una relazione sentimentale clandestina con la responsabile del marketing.
Gli scandali
Per lo stesso motivo, più che altro per aver coperto la vicenda, era stato costretto a dimettersi, anticipatamente, il presidente del Consiglio di amministrazione, Paul Bulcke. Al suo posto è subentrato lo spagnolo Pablo Isla, mentre come nuovo amministratore delegato è stato nominato Philip Navratil. Lo scandalo sentimentale non è, tuttavia, all’origine dei guai che hanno piombato le ali del più importante gruppo agroalimentare del pianeta. A inizio anno, ad esempio Nestlè ha dovuto richiamare diversi lotti di latte per lattanti contaminati da cereulide, una tossina che può provocare episodi acuti di vomito. Contaminazione che, in Francia è sotto inchiesta perché ritenuta responsabile della morte di 3 bebè. In precedenza Nestlè Waters, il comparto di acque in bottiglia dell’azienda svizzera, era finito sotto accusa, sempre in Francia, per la presenza di microplastiche nei marchi Contrex ed Hépar.
Perso il 40% in quattro anni
Fatto sta che, dal 2022, l’azione Nestlé ha perso il 40% del proprio valore alla borsa di Zurigo, dove oggi si muove in rialzo. Segno che il piano di rilancio, presentato dal CEO Navratil, ha incoraggiato gli investitori. Piano che prevede di puntare, maggiormente, sul caffè, sui prodotti per animali da compagnia, sulla nutrizione e sui prodotti sanitari. Inoltre, Navratil mira a una riduzione dei costi per circa 3 miliardi di franchi, entro il 2027. Riduzione che, come annunciato lo scorso anno, prevede pure il taglio di 16 mila posti di lavoro. Per rafforzare, quantomeno in autorevolezza, il board, entra intanto nel CDA di Nestlè una figura autorevole del panorame economico-finanziario svizzero, l’ex-presidente della Banca Nazionale, Thomas Jordan.