Cieli sgombri, voli cancellati, aeroporti bloccati e passeggeri a terra. Sei anni dopo l’esplosione della pandemia di Covid, una porzione di mondo – quella del Medio Oriente e del Golfo Persico - riscopre lo stesso disagio. L’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha fatto scattare la chiusura di uno spazio aereo in un’area complessiva di dimensioni enormi: calma piatta sopra i cieli di Iran, Israele, Iraq, Qatar, Bahrein, Kuwait, Siria e Emirati Arabi. Oltre cinquemila – secondo i dati di FlightAware - i voli cancellati in soli due giorni, la maggior parte da e per gli scali di Dubai, Doha, Abu Dhabi e Tel Aviv. E proprio nei tre scali del Golfo la situazione resta più problematica. Sia l’aeroporto internazionale di Dubai sia quello internazionale Zayed di Abu Dhabi sono stati colpiti e danneggiati da Teheran e nel secondo caso l’ordigno ha provocato anche la morte di una persona e il ferimento di altre sei.
Gli hub congelati
L’autorità per l’aviazione civ…
Cieli sgombri, voli cancellati, aeroporti bloccati e passeggeri a terra. Sei anni dopo l’esplosione della pandemia di Covid, una porzione di mondo – quella del Medio Oriente e del Golfo Persico - riscopre lo stesso disagio. L’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha fatto scattare la chiusura di uno spazio aereo in un’area complessiva di dimensioni enormi: calma piatta sopra i cieli di Iran, Israele, Iraq, Qatar, Bahrein, Kuwait, Siria e Emirati Arabi. Oltre cinquemila – secondo i dati di FlightAware - i voli cancellati in soli due giorni, la maggior parte da e per gli scali di Dubai, Doha, Abu Dhabi e Tel Aviv. E proprio nei tre scali del Golfo la situazione resta più problematica. Sia l’aeroporto internazionale di Dubai sia quello internazionale Zayed di Abu Dhabi sono stati colpiti e danneggiati da Teheran e nel secondo caso l’ordigno ha provocato anche la morte di una persona e il ferimento di altre sei.
Gli hub congelati
L’autorità per l’aviazione civile degli Emirati Arabi Uniti ha detto di aver assistito oltre 20 mila passeggeri coinvolti nei disagi, ma lo stop all’operatività complica i trasporti non solo dei passeggeri in partenza o di chi è diretto verso i Paesi del Golfo, ma anche di tutti quelli che sono o erano previsti in transito, visto che gli scali sono diventati degli hub fondamentali per le rotte intercontinentali proprio per la loro posizione strategica tra Europa, Asia e Africa. Secondo la società di analisi del settore dell’aviazione Cirium, Emirates, Qatar Airways e Etihad trasportano complessivamente 90 mila passeggeri al giorno nei rispettvii hub di Dubai, Doha e Abu Dhabi.
I voli cancellati
Lo sbarramento delle autostrade dei cieli stravolge così i piani delle compagnie aeree. Sempre secondo i numeri di FlightAware aggiornati alla serata di ieri, in una sola giornata Emirates ha dovuto cancellare il 92% dei suoi voli, Qatar Airways il 77% e l’israeliana El Al il 76%. Tutti i maggiori vettori del mondo hanno annunciato sospensioni dei collegamenti con le aree più critiche. Lufthansa ha comunicato di aver sospeso i voli per Tel Aviv, Beirut, Amman, Erbil, Dammam e Teheran fino all’8 marzo compreso, prorogando così le cancellazioni già in atto. Air France ha esteso lo stop ai voli da e verso Tel Aviv, Beirut e Dubai fino a martedì. Ita Airways ha fatto sapere di avere sospeso i voli da e per Tel Aviv fino all’8 marzo e quelli con Dubai fino a mercoledì 4 marzo.
L’alert dell’Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea
D’altra parte è stata la stessa Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea (EASA) a raccomandare ai vettori di non volare sulle zone colpite almeno fino a lunedì. «Il possesso di sistemi di difesa aerea capaci di operare a qualsiasi altitudine, di missili da crociera e balistici e l’impiego di mezzi aerei in grado di operare a qualsiasi altitudine, compresa la capacità di intercettazione, rendono l’intero spazio aereo interessato vulnerabile a rischi di ricaduta, errori di identificazione, errori di calcolo e fallimento delle procedure di intercettazione. Considerati gli sviluppi attuali e previsti, sussiste quindi un rischio elevato per l’aviazione civile nello spazio aereo interessato», ha scritto l’agenzia nella sua nota.
Anche le compagnie extra Ue però si sono mosse di conseguenza. Turkish Airlines, molto attiva sulle rotte verso il Medio Oriente, ha cancellato i voli da e per Bahrain, Dammam e Riad in Arabia Saudita, Iran, Iraq, Giordania, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Siria ed Emirati Arabi Uniti. Decisioni analoghe anche per le grandi compagnie Usa. Delta Air Lines ha sospeso i voli New York-Tel Aviv, American Airlines ha «temporaneamente sospeso» i voli Doha-Filadelfia, mentre United ha cancellato i voli fino ad oggi per Tel Aviv e Dubai.