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Snam investe 14 miliardi al 2030: “Rafforzeremo le infrastrutture strategiche”

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L’ad Agostino Scornajenchi vede “positivamente” la revisione degli Ets. Da Ucraina e Medio Oriente nessun impatto materiale sulle attività del gruppo, ma resta da monitorare la dinamica dei prezzi del gas
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MILANO – Rafforzare le infrastrutture strategiche mantenendo una gestione attiva del portafoglio per catturare eventuali opportunità di business. È questa la traiettoria delineata da Snam nel piano strategico 2026-2030, per cui il gruppo che gestisce la rete gas italiana ha stanziato quasi 14 miliardi di investimenti. A Piazza Affari il titolo reagisce alla notizia e già dai primi scambi guadagna oltre l’1%.

Numeri in crescita nel 2025

Il piano fonda le sue radici sui risultati solidi del 2025. I ricavi totali pari a 3,89 miliardi, migliorano dell’8,9% rispetto al 2024, grazie alla crescita delle attività regolate e alle variazioni di perimetro, e si traducono in un balzo del 7,8% del margine operativo lordo (Mol) rettificato a 2,97 miliardi e del 10,3% nell’utile netto ret…

MILANO – Rafforzare le infrastrutture strategiche mantenendo una gestione attiva del portafoglio per catturare eventuali opportunità di business. È questa la traiettoria delineata da Snam nel piano strategico 2026-2030, per cui il gruppo che gestisce la rete gas italiana ha stanziato quasi 14 miliardi di investimenti. A Piazza Affari il titolo reagisce alla notizia e già dai primi scambi guadagna oltre l’1%.

Numeri in crescita nel 2025

Il piano fonda le sue radici sui risultati solidi del 2025. I ricavi totali pari a 3,89 miliardi, migliorano dell’8,9% rispetto al 2024, grazie alla crescita delle attività regolate e alle variazioni di perimetro, e si traducono in un balzo del 7,8% del margine operativo lordo (Mol) rettificato a 2,97 miliardi e del 10,3% nell’utile netto rettificato, pari a 1,42 miliardi. Al 31 dicembre, l’indebitamento finanziario netto si attesta a 17,5 miliardi, ben al di sotto della guidance rivista. In coda ai conti, il cda propone un dividendo di 0,3021 euro per azione, in crescita del 4% e in linea con la politica di remunerazione del gruppo.

Cresce la Rab, anche nel 2026

Nel 2025 gli investimenti totali scivolano del 4,1% a 2,76 miliardi, mentre il valore degli asset regolati (la Rab) raggiunge i 26,2 miliardi (+8,3%), principalmente grazie agli investimenti in trasporto e stoccaggio, all’ingresso nel perimetro di Stogit Adriatica e all’entrata in esercizio del nave rigassificatrice (Fsru) di Ravenna.

Nell’anno in corso, Snam prevede di portare la Rab a 28,8 miliardi, grazie ai nuovi investimenti, all’effetto dell’inflazione e al consolidamento della controllata Olt. Il Mol rettificato dovrebbe raggiungere circa 3,1 miliardi e l’utile netto rettificato dovrebbe superare 1,45 miliardi. Numeri che includono l’effetto dell’aumento del 2% dell’Irap previsto dal decreto bollette, stimato in circa 40 milioni di euro di maggiori oneri, per il 2026 e il 2027.

"Positiva la revisione degli Ets”

Scornajechi ha le idee chiare anche sulla misura che prevede una revisione del meccanismo Ets, la “tassa” che paga chi emette anidride carbonica e che ad oggi contribuisce al prezzo dell’elettricità in bolletta.

“Bisogna dare merito al governo di aver proposto una serie di misure per ridurre costo energia e in particolare l’aver messo in discussione il meccanismo dell’Ets”, afferma Scornajenchi. “L’Europa ha i prezzi dell’energia più alti al mondo e l’Italia i più alti d’Europa. Considero positiva una revisione del meccanismo” della formazione dei prezzi.

Dalle guerre nessun “impatto significativo per le attività Snam”

Quanto alle guerre in corso in Medio Oriente e Ucraina, il management assicura di “monitorare da vicino gli sviluppi”, precisando che “al momento non sono stati identificati impatti materiali per Snam riconducibili a questi eventi in relazione alla gestione delle attività operative o all'esecuzione del programma di investimenti”.

Diverso è lo scenario per il mercato italiano. I carichi di gas naturale liquefatto (Gnl) attesi per marzo sono confermati, assicura l’ad Agostino Scornajenchi, “quindi non vediamo criticità sui volumi nel breve termine”. Sulle navi attese per aprile, “quando la domanda sarà più contenuta ma dovremmo iniziare a riempire gli stoccaggi”, pesa l’incertezza sulla chiusura dello Stretto di Hormuz. “Da monitorare, invece, cosa succede sui prezzi”, aggiunge l’ad.

Quasi 14 miliardi di investimenti al 2030

Ma veniamo al piano. La strategia si basa su due leve strategiche: crescita industriale e gestione attiva del portafoglio. Per la prima, Snam stanzia 13,7 miliardi di investimenti (al netto di circa 0,7 miliardi di contributi), suddivisi tra infrastrutture gas (9,2 miliardi per il trasporto, 2,1 per lo stoccaggio e un miliardo per l'espansione del terminale di rigassificazione di Panigaglia e il consolidamento di Olt), 800 milioni per il progetto di cattura e stoccaggio della CO2 (Ccs) di Ravenna, 200 milioni per lo sviluppo della dorsale dell’idrogeno, 240 milioni per l'efficienza energetica e 140 milioni per lo sviluppo del biometano.

Quanto al portafoglio, nell’arco del piano il gruppo prevede un contributo delle partecipate in aumento a circa 420 milioni. A queste due leve, si aggiungono le opportunità legate al programma di asset rotation, quantificate in circa 3 miliardi e che potrebbero portare ulteriore generazione di valore nel tempo.

Gli obiettivi operativi si traducono in una crescita media annua della Rab pari al 5,7%, di 5,4% nel caso del margine rettificato e del 4,5% dell’utile netto rettificato. Allo stesso modo, la cedola staccata ai soci dovrebbe aumentare del +4% annuo fino al 2030 con un payout massimo dell'80%.

Altri 14 miliardi di opportunità oltre il 2030

Oltre il 2030, Snam progetta di concentrare i propri investimenti sul miglioramento della sicurezza e della flessibilità del sistema energetico, sulla resilienza degli asset e l’ampliamento del progetto Ccs e la costruzione della dorsale dell'idrogeno. Uno sforzo che prevede altre 14 miliardi di opportunità di investimento identificate tra il 2031 e il 2035, sostenendo una Rab che dovrebbe crescere a circa 41,3 miliardi entro il 2035.

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