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Carburanti, prodotti più cari e tassi in rialzo: perché il petrolio a 100 dollari è un problema

(reuters)

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Il rincaro di benzina e diesel rende i trasporti più cari, portando a rincari per i normali beni di consumo. Il rialzo dell’inflazione riduce il potere di acquisto e rallenta l’economia
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MILANO – Il petrolio si riaffaccia sopra i 100 dollari al barile per la prima volta dalla guerra in Ucraina. Ma in che modo un rialzo del greggio può colpire negativamente la vita quotidiana dei cittadini?

Il balzo dei carburanti

Il primo effetto, immediatamente visibile, è quello dei rincari dei carburanti. Alle pompe di benzina in questi giorni il prezzo è immediatamente schizzato verso l’alto, prezzando non il carburante già raffinato a quotazioni più basse, ma quello che si prevede di vendere nelle prossime settimane. Il rialzo del greggio non incide direttamente sul rincaro delle bollette, strettamente dipendente dagli aumenti sul gas, che però sta a sua volta correndo da giorni proprio per il blocco all’export di Gnl dall’area del Golfo.

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MILANO – Il petrolio si riaffaccia sopra i 100 dollari al barile per la prima volta dalla guerra in Ucraina. Ma in che modo un rialzo del greggio può colpire negativamente la vita quotidiana dei cittadini?

Il balzo dei carburanti

Il primo effetto, immediatamente visibile, è quello dei rincari dei carburanti. Alle pompe di benzina in questi giorni il prezzo è immediatamente schizzato verso l’alto, prezzando non il carburante già raffinato a quotazioni più basse, ma quello che si prevede di vendere nelle prossime settimane. Il rialzo del greggio non incide direttamente sul rincaro delle bollette, strettamente dipendente dagli aumenti sul gas, che però sta a sua volta correndo da giorni proprio per il blocco all’export di Gnl dall’area del Golfo.

La fiammata dell’inflazione

Il rincaro dei trasporti legato all’aumento del costo dei carburanti è destinato a trasformarsi in rincari concreti su molti beni di acquisto degli italiani. Se il trasporto merci diventa più costoso, anche le merci trasportate e vendute diventeranno più care. Nel complesso, come già osservato con lo scoppio della guerra in Ucraina, l’effetto è quello di una crescita generale dei prezzi, ovvero inflazione.

Gli effetti sulla crescita

Una salita improvvisa dell’inflazione non è mai una buona notizia per l’economia. L’inflazione erode il potere di acquisto: a parità di reddito disponibile, si possono acquistare meno beni e servizi. In questo modo l’economia rallenta.

Il rialzo dei tassi

Il principale antidoto monetario all’impennata dell’inflazione è rappresentato dall’aumento dei tassi di interesse da parte delle banche centrali. L’idea è che con tassi più alti si riduce l’offerta di credito a famiglie e imprese, si spende di meno e si raffredda la domanda. In questo caso però lo shock legato all’inflazione non è tanto legato a un eccesso di domanda, ma da un problema dal lato dell’offerta, cioè dell’aumento dei costi di produzione. In questo caso, l’impatto di una possibile stretta monetaria delle banche centrali può risultare più limitato.

L’impatto sull’economia

La somma di tutti questi fattori ha un impatto negativo sull’economia. Il rialzo dei tassi penalizza paesi molto indebitati come il nostro, perché costringe a finanziarsi sul mercato – cioè chiedere soldi in prestito per ripagare il debito pubblico – a costi più alti. Il risultato è che lo Stato deve pagare di più per gli interessi, sottraendo risorse ad altre forme di spesa.

Spese che devono comunque crescere già per mitigare gli effetti del caro carburanti, come si vede dall’intervento che il governo intende mettere in campo in questi giorni proprio per mitigare i rincari. I consumi, con prezzi dei beni più cari, sono destinati a scendere con l’effetto quindi di rallentare la crescita economica.

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