✕

Germania e Giappone sbloccano le riserve di greggio, via libera dell’Aie a 400 milioni di barili

Ascolta l'audio

Dopo l’apertura, anche l’Austria ha dato l’ok a usare il suo greggio stoccato per rispondere all’aumento dei prezzi dell’energia. È il rilascio maggiore della storia ma gli effetti non sono scontati
2 minuti di lettura

ROMA – La chiusura virtuale dello stretto di Hormuz e l’impennata dei prezzi dell’energia spinge i Paesi – principalmente quelli asiatici ed europei, che più dipendono da quella tratta marittima – a misure drastiche. L’Agenzia internazionale dell’energia ha dato il via libera per attingere alle riserve strategiche di petrolio con un rilascio record di barili, fino a 400 milioni.

Un input arrivato dai ministri delle finanze del G7 che a inizio settimana hanno chiesto di valutare un intervento sul 25-30% del greggio stoccato. Germania e Giappone si erano già dette disponibili ad anticipare la mossa e l’Austria è pronta a seguirli. Ma gli effetti sul prezzo dei carburanti potrebbero essere limitati e i mercati potrebbero accogliere negativamente la decisione.

ROMA – La chiusura virtuale dello stretto di Hormuz e l’impennata dei prezzi dell’energia spinge i Paesi – principalmente quelli asiatici ed europei, che più dipendono da quella tratta marittima – a misure drastiche. L’Agenzia internazionale dell’energia ha dato il via libera per attingere alle riserve strategiche di petrolio con un rilascio record di barili, fino a 400 milioni.

Un input arrivato dai ministri delle finanze del G7 che a inizio settimana hanno chiesto di valutare un intervento sul 25-30% del greggio stoccato. Germania e Giappone si erano già dette disponibili ad anticipare la mossa e l’Austria è pronta a seguirli. Ma gli effetti sul prezzo dei carburanti potrebbero essere limitati e i mercati potrebbero accogliere negativamente la decisione.

Cosa sono le riserve strategiche di petrolio

Il commercio del petrolio, oltre a essere soggetto a importanti fluttuazioni dei prezzi, è anche fortemente influenzato dagli shock geopolitici e ambientali. Un disastro naturale, come un terremoto o uno tsunami, o una crisi internazionale come quella attuale in Medio Oriente ha un impatto immediato sugli approvvigionamenti.

L’Iea nasce dopo la crisi del 1973 proprio con l’obiettivo di coordinare le politiche energetiche tra gi Stati membri e contrastare gli shock di mercato. I 32 Paesi che ne fanno parte sono tenuti a tenere da parte una scorta di barili di petrolio necessaria a coprire le importazioni di 90 giorni, così da assorbire gli effetti delle crisi temporanee. In tutto, l’organizzazione dovrebbe disporre di circa 1,3 miliardi di barili di petrolio e ha deciso di attingere alla riserva strategica per 300-400 milioni di barili da immettere sul mercato per sostenere la domanda. Per ottenere il via libera era necessario che nessun Paese si opponesse. Diventa così il maggior rilascio della storia, superando i 182 milioni di barili di petrolio immessi sul mercato in due volte nel 2022, quando la Russia invase l'Ucraina.

Germania, Giappone e Austria in prima fila

Il Giappone potrebbe liberare le riserve di petrolio già da lunedì per allentare la pressione sui prezzi della benzina e di altre fonti energetiche, come dichiarato dalla prima ministra Sanae Takaichi, mentre la guerra in Medio Oriente alimenta preoccupazioni sull'approvvigionamento. Dallo stretto di Hormuz passa il 20% circa del petrolio mondiale, circa 130 navi al giorno: dopo quasi due settimane di blocco, almeno 3.000 navi commerciali bloccate nel Golfo Persico. "Senza attendere una decisione formale sul rilascio coordinato di scorte internazionali con l'Aie, il Giappone ha deciso di assumere un ruolo guida nell'allentare la domanda e l'offerta nel mercato energetico internazionale, liberando riserve strategiche già dal 16 di questo mese", ha dichiarato Takaichi ai giornalisti.

Anche la Germania è in procinto di liberare parte delle riserve petrolifere nazionali. "L'approvvigionamento energetico della Germania è garantito", ha assicurato la ministra dell'Economia e dell'Energia Catherina Reiche a Berlino, in un incontro con la stampa, annunciando di aver dato seguito alla richiesta dell'Agenzia internazionale dell'energia di liberare parte delle riserve petrolifere nazionali. "Seguiremo questa richiesta", ha affermato, sottolineando che Berlino non vuole tirarsi indietro nella solidarietà internazionale. Anche l’Austria si è già detta disponibile a svincolare parte delle sue scorte, e presto potrebbero seguire altri Paesi.

Gli effetti del rilascio delle riserve petrolifere

Già nel 2022, con l’impiego di 182 milioni di barili di scorte, gli effetti sono stati misti, con i mercati che hanno interpretato come un segnale di debolezza e di estrema emergenza il ricorso alla misura. Attingere alle riserve strategiche è una mossa estrema, un bazooka con un solo colpo.

“Rilasciare scorte sicuramente incide sui prezzi perché aumenta l’offerta – spiegava a Repubblica l’economista Simona Benedettini, ceo e fondatrice di Race Consulting – bisogna però tenere a mente che le riserve non sono infinite, deve essere l’ultima ratio”.

Non è solo una questione di percezione, di messaggio che viene lanciato ai mercati, ma di effetti pratici. Il commercio globale di petrolio assorbe circa 100 milioni di barili al giorno, la strategia coordinata dell’IEA ne libera 400 milioni intaccando le scorte. Un intervento che non è in grado di dare un sollievo duraturo agli approvvigionamenti.

Leggi i commenti