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Piano casa, sì dell’Europarlamento. E arriva un’“appendice” su misura in 10 punti per l’Italia

L'eurodeputata Irene Tinagli (Pd), presidente della Commissione sulle politiche abitative del Parlamento europeo 

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La presidente della commissione speciale per la crisi abitativa Irene Tinagli: “Salvini batta un colpo”
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STRASBURGO – Accelerazione delle procedure di rilascio dei permessi di costruzione, contenimento degli affitti a breve termine e incentivazione di quelli per le famiglie, sostegni per i giovani e le famiglie a basso e medio reddito. Sono le linee principali del Piano Casa adottato dal Parlamento europeo ed elaborato dalla commissione speciale sulla crisi abitativa (HOUS), presieduta dall’italiana Irene Tinagli (S&D-Pd). La relazione sul piano, affidata allo spagnolo Borja Giménez Larraz (Ppe) è stata approvata dall’Aula con 367 voti a favore, 166 contrari e 84 astensioni.

Le misure

Il Parlamento si rivolge sia alla Commissione che agli Stati membri, chiedendo una serie di iniziative per affrontare l’aumento dei prezzi e la carenza di abitazioni. Per garantir…

STRASBURGO – Accelerazione delle procedure di rilascio dei permessi di costruzione, contenimento degli affitti a breve termine e incentivazione di quelli per le famiglie, sostegni per i giovani e le famiglie a basso e medio reddito. Sono le linee principali del Piano Casa adottato dal Parlamento europeo ed elaborato dalla commissione speciale sulla crisi abitativa (HOUS), presieduta dall’italiana Irene Tinagli (S&D-Pd). La relazione sul piano, affidata allo spagnolo Borja Giménez Larraz (Ppe) è stata approvata dall’Aula con 367 voti a favore, 166 contrari e 84 astensioni.

Le misure

Il Parlamento si rivolge sia alla Commissione che agli Stati membri, chiedendo una serie di iniziative per affrontare l’aumento dei prezzi e la carenza di abitazioni. Per garantire alloggi dignitosi, i deputati chiedono che il Piano per alloggi accessibili della Commissione (affidato al commissario Dan Jorgensen) destini fondi specifici alle ristrutturazioni, per migliorare le prestazioni energetiche nell’edilizia e combattere la povertà energetica: «Nei Paesi europei ci sono alloggi vuoti con quote che vanno dal 20 al 27%», spiega Tinagli, e quindi l’obiettivo principale deve essere quello di recuperare l’esistente, prima ancora di costruire nuove abitazioni.

Tutte le nuove abitazioni devono rispettare standard qualitativi in materia di isolamento, efficienza energetica e qualità dell’aria, considerato anche 42 milioni di europei vivono in condizioni di povertà energetica. Alla luce della recente proliferazione degli affitti a breve termine, i deputati chiedono che la prossima normativa trovi un equilibrio tra lo sviluppo del turismo e l’accessibilità economica degli alloggi, magari considerando le priorità di ogni area: la normativa dovrebbe fissare obiettivi comuni a livello Ue, lasciando però a ogni Paese, alle Regioni e alle autorità locali la flessibilità necessaria per progettare e attuare misure adeguate alle realtà territoriali.

I deputati chiedono inoltre una quota adeguata di edilizia pubblica e sociale nelle città, per aumentare l’accessibilità economica e l’offerta di alloggi per le persone vulnerabili. Il Parlamento invita inoltre gli Stati membri a rafforzare la tutela dei diritti degli inquilini, garantendo condizioni eque e prevenendo aumenti sproporzionati degli affitti.

Gli schieramenti in Parlamento

Pur avendo ottenuto la maggioranza necessaria, il Piano casa ha sollevato diverse critiche soprattutto negli schieramenti di Sinistra e Verdi. Secondo Benedetta Scuderi (Verdi) che ha votato contro, «la relazione della Commissione speciale HOUS sulla crisi abitativa nell'Ue fallisce nel contrastare le vere cause del fenomeno, ossia la speculazione e la finanziarizzazione del settore immobiliare, la carenza di investimenti pubblici in housing sociale e accessibile, la proliferazione incontrollata di affitti brevi turistici, l'assenza di condizionalità vincolanti per garantire un accesso universale e permanente ad alloggi sostenibili».

«Il primo storico report del Parlamento europeo sulla crisi abitativa porta una chiara impronta di Forza Italia: – rivendica invece Marco Falcone, vice capo delegazione di FI nel gruppo Ppe al Parlamento europeo – semplificazione delle regole e meno tasse sugli investimenti, con il taglio dell'Iva, per aumentare l’offerta di alloggi. Dove serve attraverso con nuove costruzioni, ma anche con la rigenerazione del costruito già esistente, specie in regioni insulari come Sicilia e Sardegna».

Le raccomandazioni per l’Italia

A margine del piano europeo, Irene Tinagli ha anche presentato dieci proposte su misura per l’Italia, dove da tempo il governo ha annunciato un Piano casa che però tarda ad arrivare in Consiglio dei Ministri: anche ieri è slittato, per l’ennesima volta. «Laddove il nostro intervento non può giungere perché la competenza è nazionale diventa indispensabile che i governi facciano la loro parte. – afferma l’eurodeputata - Ho più volte sollecitato il ministro Salvini per discutere le linee guida di un piano casa italiano di cui c’è fortemente bisogno. Non avendo mai ricevuto risposta ho messo nero su bianco dieci punti che possono essere la base di una pianificazione per contrastare l’emergenza abitativa e le relative dinamiche fuori controllo, figlie del crescente gap tra costo della vita e salari che ogni cittadino sta sperimentando sulla propria pelle».

Tra le raccomandazioni all’Italia il recupero dell’edilizia residenziale pubblica, con la ristrutturazione degli alloggi sfitti o abbandonati, misure anti-speculazione e nuovo impulso all’housing sociale a prezzi accessibili, soprattutto per i giovani e le persone vulnerabili, un fondo per le cooperative, incentivi per i proprietari di case vuote, a partire dal 50% di detrazioni anche per le seconde abitazioni purché poi vengano destinate ad affitti a canone concordato, regolamentazione nazionale degli affitti brevi.

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