ROMA – Il primo treno veloce con azionariato popolare sta partendo in Olanda. Un gruppo di investitori, ad Amsterdam, offre abbonamenti ferroviari che sono anche azioni della società ferroviaria, la Heurotrain.
Chi paga 250 euro potrà viaggiare per un anno in seconda classe e intanto, con lo stesso versamento, detenere un’azione dell’azienda. Una spesa da 5.250 euro dà diritto a un anno di viaggi in prima classe per quattro persone, con ben 21 azioni in portafoglio.
Il treno dei passeggeri azionisti – che punta a collegare Amsterdam con Parigi dal 2030 sfidando il monopolista delle connessioni dirette Eurostar – è la più singolare iniziativa di una partita industriale complessa, che investe anche l’Italia (come preda) e il Gruppo Fs come cacciatore.
La liberalizzazione
Con la benedizione della Commissione Ue, che inizia a liberalizzare il mercato fin dal 1991 grazie alla direttiva 440, il mercato del trasporto ferrov…
ROMA – Il primo treno veloce con azionariato popolare sta partendo in Olanda. Un gruppo di investitori, ad Amsterdam, offre abbonamenti ferroviari che sono anche azioni della società ferroviaria, la Heurotrain.
Chi paga 250 euro potrà viaggiare per un anno in seconda classe e intanto, con lo stesso versamento, detenere un’azione dell’azienda. Una spesa da 5.250 euro dà diritto a un anno di viaggi in prima classe per quattro persone, con ben 21 azioni in portafoglio.
Il treno dei passeggeri azionisti – che punta a collegare Amsterdam con Parigi dal 2030 sfidando il monopolista delle connessioni dirette Eurostar – è la più singolare iniziativa di una partita industriale complessa, che investe anche l’Italia (come preda) e il Gruppo Fs come cacciatore.
La liberalizzazione
Con la benedizione della Commissione Ue, che inizia a liberalizzare il mercato fin dal 1991 grazie alla direttiva 440, il mercato del trasporto ferroviario (merci e passeggeri) è diventato una terra di conquista incrociata.
Il Gruppo Fs punta alla Germania e vuole anche contrastare Eurostar sotto la Manica. I francesi di Sncf sbarcheranno in Italia dal settembre 2027. Intanto in Francia un altro operatore privato (Proxima) compra 12 treni Alstom per raggiungere Bordeaux, Rennes, Nantes e Angers, dal 2028, da Parigi.
Sotto la regia dell’ad Stefano Antonio Donnarumma, il Gruppo Fs sta passando dalle intenzioni alle azioni. In queste ore, il Frecciarossa 1000 affronta i primi test sui binari tedeschi che proseguiranno in Austria a maggio.
Da Roma a Monaco
Dal 2027 il Frecciarossa punta a collegare Roma e Milano con Monaco di Baviera. Il collegamento darà corpo all’alleanza con le ferrovie tedesche Deutsche Bahn e austriache ÖBB, che hanno accettato di basare il servizio sul convoglio italiano.
Intanto agenzie immobiliari specializzate scandagliano l’area parigina dove il Gruppo Fs vuole comprare un’area edificabile o uno spazio con capannoni abbandonati.
Qui il Gruppo Fs realizzerà una officina di manutenzione nuova di zecca – investimento fino a 100 milioni - con due obiettivi. Primo: riparare in condizioni ancora migliori le sue Frecce che già collegano Parigi con Marsiglia (via Lione).
C’è Virgin Trains
Secondo, assistere le Frecce quando un giorno correranno sotto la Manica tra la Capitale francese e Londra. Lungo il redditizio collegamento sotterraneo, le Frecce italiane dovranno misurarsi con l’operatore storico (Eurostar) e con un nuovo entrante come Virgin Trains del leggendario imprenditore Richard Branson.
«L’apertura di un’officina di manutenzione in Francia», dice il docente della Bicocca Andrea Giuricin, «è un ottimo primo tassello, come anche l’alleanza con il fondo statunitense Certares. E credo che alla fine Trenitalia otterrà gli slot, le tracce orarie per attraversare la Manica. La vera incognita è politica. Il progetto è figlio della visione e della determinazione dell’attuale ad del Gruppo Fs, Donnarumma. Se il governo italiano cambierà, se un giorno Donnarumma lascerà Fs, l’intera strategia di espansione internazionale sarà in discussione».
L’Antitrust italiano
Puntano ad espandersi anche i francesi di Sncf, che hanno ottenuto dall’Antitrust italiano il semaforo verde per collegare Torino e Venezia e Torino e Roma, via Milano. Ovviamente il Gruppo Fs non sta spargendo petali di rosa lungo i binari italiani, all’arrivo dei francesi.
Fs ha posto all’Autorità dei Trasporti, garante del settore ferroviario, il problema del treno transalpino. È il lussuoso Tgv a due piani capace di trasportare fino a 740 persone. Secondo Rfi - la società di Fs proprietaria dei binari - il Tgv è troppo alto. Con i suoi 432 centimetri, il convoglio avrebbe difficoltà a superare le gallerie della linea storica, tradizionale in alcuni punti del nord Italia e anche tra Roma e Napoli. Un treno come il Tgv percorrerà la linea storica qualora la veloce fosse in avaria.
Le certificazioni
I francesi di Sncf non sembrano spaventati dall’obiezione. Il treno ovviamente ha le certificazioni necessarie a circolare sulle più importanti linee veloci europee, inclusa la nostra. I francesi poi non sono ancora autorizzati a raggiungere Napoli e fermeranno il servizio a Roma.
Quanto al nord Italia, ritengono che l’articolata linea ferroviaria in Italia fornisca comunque vie di fuga, in caso di guasti sul binario veloce. Il Tgv infine monta una batteria d’emergenza per raggiungere la prima stazione utile anche in assenza di alimentazione dalla linea elettrica.
In ogni caso, il sotterraneo braccio di ferro sull’altezza del Tgv dà la misura di quanto sia aspro - in Italia, ma non solo - il confronto tra operatori ferroviari in concorrenza. D’altra parte, forte della capienza da 740 posti contro i 461 delle Frecce, il Tgv è un punto di forza per i francesi e un problema serio per Trenitalia e Italo.