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A2A, ricavi e cedola più ricchi. “Ma nessuna operazione su Erg”

La società approva i conti del 2025. L’ad Renato Mazzoncini: “L’aumento dell’Irap previsto dal decreto bollette avrà un impatto limitato”
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MILANO – Crescono i ricavi ma scivola il margine, in un anno che deve fare i conti con il ritorno della produzione idroelettrica intorno alle medie storiche, dopo i record del 2024. A2A chiude così il 2025 con 14 miliardi nella prima riga di bilancio, in rialzo del 9% grazie al consolidamento di Duereti e all’aumento dei volumi venduti, in primis di energia elettrica. Il tutto in uno scenario di prezzi medi in calo – allora – di circa 30 euro al megawattora anno su anno.

Prezzi alti per tutto il 2026

Nell’arco di pochi mesi, però, lo scoppio della guerra in Iran ha invertito l’andamento, proiettando le quotazioni al rialzo. «I mercati scontano prezzi alti per tutto il 2026 rispetto allo scenario ante-guerra, circa una trentina di euro in più su…

MILANO – Crescono i ricavi ma scivola il margine, in un anno che deve fare i conti con il ritorno della produzione idroelettrica intorno alle medie storiche, dopo i record del 2024. A2A chiude così il 2025 con 14 miliardi nella prima riga di bilancio, in rialzo del 9% grazie al consolidamento di Duereti e all’aumento dei volumi venduti, in primis di energia elettrica. Il tutto in uno scenario di prezzi medi in calo – allora – di circa 30 euro al megawattora anno su anno.

Prezzi alti per tutto il 2026

Nell’arco di pochi mesi, però, lo scoppio della guerra in Iran ha invertito l’andamento, proiettando le quotazioni al rialzo. «I mercati scontano prezzi alti per tutto il 2026 rispetto allo scenario ante-guerra, circa una trentina di euro in più sul gas al Ttf. L’incremento – spiega il numero uno di A2A, Renato Mazzoncini – dovrebbe poi scendere e azzerarsi verso la seconda metà del 2027».

La multiutility lombarda non è esposta direttamente al gas proveniente dal Golfo e copre la maggior parte del proprio fabbisogno attraverso i gasdotti, a eccezione di una «quota omeopatica» dal Qatar. L’impatto dell’aumento dell’Irap previsto dal decreto bollette è «limitato», mentre sugli Ets il manager aspetta di vedere l’evoluzione del confronto a livello europeo per rivedere le stime.

Scivolano margine e utile

Tornando ai conti, il peso dell’idroelettrico si fa sentire sul margine operativo lordo rettificato, sceso del 4% a 2,2 miliardi, e di riflesso sull’utile netto rettificato, -16% a 686 milioni.

Alla luce dei numeri, il cda ha proposto all’assemblea un dividendo da 0,104 euro per azione, in aumento del 4% anno su anno, come previsto dal piano. La cedola, come gli investimenti, cresciuti a 1,7 miliardi, sono stati completamente coperti dal flusso di cassa operativo, che ha contribuito a una posizione finanziaria netta di 5,47 miliardi, per una leva in miglioramento a 2,4 volte.

In Borsa la reazione ai risultati è stata mite: dopo una partenza molto positiva, il titolo ha rallentato per poi chiudere la seduta di ieri sopra la parità (+0,66%).

Erg? “Nessun deal aperto”

Intanto prosegue la campagna europea alla ricerca di occasioni per fare shopping, sebbene per il momento non siano ancora state individuate prede.

Mazzoncini, disponibile per un nuovo mandato da ceo, sostiene a gran voce anche il consolidamento italiano nel settore della generazione energetica. «Teniamo le antenne dritte». Ma a chiede se stia lavorando a un colpo su Erg risponde secco: «Non c’è nessun deal aperto».

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