OnlyFans, la miniera d’oro per i creator. E in Italia ora attira anche il Fisco
di Flavio BiniAltro che algoritmi e intelligenza artificiale. Una delle più poderose macchine da soldi dell’industria digitale mondiale oggi si regge ancora intorno a leve piuttosto antiche: l’erotismo e il desiderio. Lo testimoniano i numeri di OnlyFans, la piattaforma che consente di vendere contenuti per adulti, personalizzati per gli abbonati, e che macina ogni anno numeri da record. Nel bilancio depositato lo scorso anno nel Regno Unito dalla società madre, la Fenix International Ltd, l’azienda ha registrato 1,4 miliardi di dollari di ricavi potendo contare su soli 46 dipendenti. In una ipotetica metrica fatturato per lavoratore, straccerebbe chiunque, da Nvidia a Apple. Una miniera d’oro che capovolge anche i tradizionali rapporti di forza tra i generi: le donne guadagnano, e comandano, a spese degli uomini.
I dati della piattaforma
Un volume di ricchezza che continua a crescere. Oggi nel mondo i creator, cioè gli utenti che hanno un profilo sulla piattaforma con cui vendono contenuti, sono…
Altro che algoritmi e intelligenza artificiale. Una delle più poderose macchine da soldi dell’industria digitale mondiale oggi si regge ancora intorno a leve piuttosto antiche: l’erotismo e il desiderio. Lo testimoniano i numeri di OnlyFans, la piattaforma che consente di vendere contenuti per adulti, personalizzati per gli abbonati, e che macina ogni anno numeri da record. Nel bilancio depositato lo scorso anno nel Regno Unito dalla società madre, la Fenix International Ltd, l’azienda ha registrato 1,4 miliardi di dollari di ricavi potendo contare su soli 46 dipendenti. In una ipotetica metrica fatturato per lavoratore, straccerebbe chiunque, da Nvidia a Apple. Una miniera d’oro che capovolge anche i tradizionali rapporti di forza tra i generi: le donne guadagnano, e comandano, a spese degli uomini.
I dati della piattaforma
Un volume di ricchezza che continua a crescere. Oggi nel mondo i creator, cioè gli utenti che hanno un profilo sulla piattaforma con cui vendono contenuti, sono 4,6 milioni. Gli utenti, chi guarda o acquista foto e video, sono 377,4 milioni. Nel complesso nel 2024 hanno speso 7,2 miliardi di dollari in abbonamenti e altri contenuti. Una pioggia di denaro, al netto del 20% di commissione che la piattaforma trattiene, arriva direttamente nelle tasche dei creator alimentando una nuova economia senza veli che si sta strutturando in una vera e propria filiera, fatta di produttori di contenuti, videomaker, agenzie, consulenti fiscali.
I numeri in Italia
Anche l’Italia gioca la sua parte. La società non fornisce dati differenziati per Paese, ma OnlyGuider, una sorta di motore di ricerca indipendente per trovare i profili, ha stimato - probabilmente per eccesso - una presenza complessiva in Italia di circa 85 mila creator, per un volume complessivo di ricavi generati di 110,5 milioni di dollari, posizionando il nostro Paese al decimo posto al mondo per numero di creator e giro d’affari prodotto.
Secondo i dati elaborati per Affari & Finanza da Fiscozen, tech company che si è specializzata nella contabilità di liberi professionisti e partite Iva, è possibile invece tracciare un identikit più puntuale dei creator e delle creator italiane. Su un campione di oltre 250 iscritti a OnlyFans, nel 2025 il fatturato medio è stato di 24.567 euro, in lieve discesa dai 27.335 del 2024 e i 28.666 del 2023. Il 62% guadagna meno di 25 mila euro, il 23,2% si posiziona tra 25 mila e 50 mila, il 12% tra 50 mila e 85 mila e solo lo 0,8% è oltre questa soglia. Guardando all’età, il 26% ha meno di 25 anni, il 59% tra 26 e 35% e il 15% è over35. La stragrande maggioranza dei creator, il 75 per cento, è donna. «I numeri elaborati mostrano che in moltissimi casi si tratta di un reddito aggiuntivo, per arrotondare. La percezione è che parta come un lavoro ausiliario e poi, in caso di crescita dei ricavi, possa trasformarsi in altro» spiega Elena Battistini, commercialista e partner di Fiscozen.
Di certo dallo spaccato tracciato da Fiscozen manca una quota, numericamente marginale ma comunque economicamente rilevante. Superata la soglia degli 85 mila euro si esce dal regime forfettario per le partite Iva, che consente di pagare meno tasse sul reddito, e quindi si apre una vera e propria società. È il caso delle top star di OnlyFans che hanno conquistato il grande pubblico anche all’esterno del sito. «Mai come su OnlyFans è importante costruirsi una popolarità anche al di fuori della piattaforma. I creator di maggior successo sono quelli che hanno una forte presenza fuori» spiega Pietro Raffa, Partner e Responsabile Digital&Media Advocacy di Bistoncini Partners. Michelle Comi ad esempio, una delle creator più famose d’Italia, protagonista anche di comparsate in programmi radio e tv, lo scorso anno ha messo in liquidazione la sua società, di cui era socia al 55% e amministratrice unica, e che aveva registrato ricavi per oltre 908 mila euro, quasi raddoppiati dai 554 mila dell’anno precedente.
Numeri stellari che a volte rischiano di illudere giovani creator che vogliono affacciarsi a questo mondo e su cui provano ad avventarsi agenzie online spesso poco trasparenti che si offrono di fare da intermediari. «Io svolgo il mio lavoro da sola, facendomi aiutare da alcuni collaboratori per il montaggio dei video più lunghi. Ci sono molte agenzie online che promettono alle creator grandi guadagni trattenendo percentuali anche molto alte, ma spesso si tratta di realtà poco affidabili. Alcune ragazze purtroppo ci sono cascate» racconta ancora Beatrice Segreti.
Senza dimenticare che — nel migliore dei casi — i creator oggi devono pagare almeno il 5% di tasse su una quota dei ricavi se in regime forfettario, a cui si aggiungono circa 4.000 euro di contributi previdenziali minimi e una quota percentuale sul reddito oltre i 18 mila euro circa. Poi ci sarebbe la controversa tassa etica: un 25% ulteriore da applicare sui proventi da contenuti per adulti, il cui perimetro di applicazione, nonostante i recenti chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, resta ancora incerto.
Le indagini della Guardia di Finanza
Un’attività in crescita che sempre di più è finita anche sotto la lente di ingrandimento della Guardia di Finanza, che soltanto negli ultimi cinque mesi ha condotto tre operazioni nel nord Italia con la scoperta di 640 mila euro complessivi non dichiarati da sette creator presenti su OnlyFans. L’ultima, a Saluzzo in provincia di Cuneo, ha riguardato una creator che aveva omesso di dichiarare circa 140 mila euro su tre diverse annualità. «Il punto di partenza è la documentazione che la società inglese ha fornito all’Agenzia delle Entrate, che include i compensi erogati ai creator italiani dal 2020 al 2022» spiega il sottotenente Gianmarco Sozzo, comandante della tenenza della Gdf di Saluzzo. «Il nostro reparto ha analizzato ovviamente tutte le posizioni fiscali della circoscrizione e poi ha selezionato quelle con il profilo di rischio più alto e la maggiori prospettive di recupero erariale». Così, grazie all’incrocio delle banche dati — confrontando i redditi comunicati dalla società e quelli effettivamente dichiarati - è stato possibile evidenziare le incongruenze e contestare alla creator la mancata dichiarazione di alcuni redditi.
Il creatore di creator
Chi invece si tiene alla larga da adempimenti fiscali è Giulio Costantini, 24 anni con base a Dubai. Professione: creatore di modelle IA con cui monetizza su OnlyFans e altre piattaforme. Una «squadra» di 25 profili di donne diverse che in profili Instagram da centinaia di migliaia di follower pubblicano foto, video e mettono like ai commenti degli utenti invitandoli poi a spostarsi su OnlyFans. Grazie alle sue creazioni e alla attività di formazione collegata dice di incassare quasi 400 mila dollari all’anno. «Un cliente - racconta - ha speso quasi 1.500 dollari in due giorni con una modella». Una spesa per chat, foto e video di donne che non esistono.