Ascolti certificati per Netflix e YouTube
di Aldo FontanarosaROMA – Finora le piattaforme digitali (YouTube, e tutte le altre) hanno certificato da sole il gradimento dei contenuti che pubblicano in Rete. Ed è stato come chiedere all’oste se il vino fosse buono.
Adesso l’arbitro del settore – il garante AgCom – introduce un meccanismo nuovo. Certificherà gli “ascolti” dei contenuti digitali secondo criteri attendibili e imparziali. Il nuovo meccanismo va incontro alle aziende che fanno pubblicità, desiderose di mostrare le inserzioni dove i contenuti sono effettivamente visti.
Nello stesso tempo, il garante neutralizza il possibile effetto doping che potrebbe indurre qualche piattaforma, astrattamente, a gonfiare il proprio gradimento. Nel meccanismo di misurazione certificata del gradimento rientrano le piattaforme tv in streaming.
La tecnologia
La misurazione degli “ascolti” sarà affidata a una struttura terza, l’Audicom.Ricoprirà il ruolo che l’Auditel ha per le emittenti televisive. Sul fronte dei contenuti in Rete, Audicom dovrà seguire pr…
ROMA – Finora le piattaforme digitali (YouTube, e tutte le altre) hanno certificato da sole il gradimento dei contenuti che pubblicano in Rete. Ed è stato come chiedere all’oste se il vino fosse buono.
Adesso l’arbitro del settore – il garante AgCom – introduce un meccanismo nuovo. Certificherà gli “ascolti” dei contenuti digitali secondo criteri attendibili e imparziali. Il nuovo meccanismo va incontro alle aziende che fanno pubblicità, desiderose di mostrare le inserzioni dove i contenuti sono effettivamente visti.
Nello stesso tempo, il garante neutralizza il possibile effetto doping che potrebbe indurre qualche piattaforma, astrattamente, a gonfiare il proprio gradimento. Nel meccanismo di misurazione certificata del gradimento rientrano le piattaforme tv in streaming.
La tecnologia
La misurazione degli “ascolti” sarà affidata a una struttura terza, l’Audicom.Ricoprirà il ruolo che l’Auditel ha per le emittenti televisive. Sul fronte dei contenuti in Rete, Audicom dovrà seguire principi di “imparzialità, comparabilità e verificabilità”.
In passato, quando si è occupato di Dazn, il garante ha imposto alla emittente dello sport una tecnologia di misurazione sistemata all’interno della piattaforma (si chiama SDK). Stavolta, con la sua ultima decisione, il Garante ammette una tecnologia meno invasiva (detta “server to server”).
In sostanza le piattaforme digitali condivideranno i loro dati con Audicom in modo continuativo e trasparente perché Audicom stessa attesti che la misurazione è attendibile. Audicom dovrà poi individuare uno o più soggetti terzi e indipendenti cui affidare audit, controllo e verifica della metodologia in uso.
Le regole europee
Sempre Audicom dovrà adeguare lo statuto e la propria governance per assicurare una adeguata rappresentanza ai nuovi soggetti che saranno misurati.
Il garante considera il meccanismo coerente con l’Emfa (lo European Media Freedom Act), essendone di fatto la prima attuazione a livello europeo.
Nei lavori preparatori alla sua decisione, il garante ha sentito gli operatori “classici” del settore della comunicazione (Rai, Mediaset, Sky, La7); nuove realtà come Netflix e Amazon Prime; piattaforme come Google; gli istituti di ricerca Gfk, Ipsos, Nielsen e Comscore; infine associazioni di investitori pubblicitari, come Upa, Una e Iab.
Contro il provvedimento del garante AgCom ha votato la commissaria Elisa Giomi.