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Inps, allarme del Civ: ispettori in calo e 193 miliardi di crediti, il 6% in più in un anno

Il presidente del Civ Inps Roberto Ghiselli e la dg Inps Valeria Vittimberga 

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I dati presentati oggi del 2025. Migliorano i tempi di pensioni e Naspi. Ma restano criticità su controlli, invalidità ed evasione contributiva. Organico ridotto
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ROMA – Meno ispettori, meno controlli e una montagna di crediti che continua a crescere. Nel 2025 l’Inps si conferma un pilastro della tenuta sociale, ma resta un istituto sotto pressione: organico insufficiente e conti appesantiti da crediti in gran parte inesigibili. È il quadro che emerge dalla Relazione di verifica del Civ, il Consiglio di indirizzo e vigilanza presieduto da Roberto Ghiselli. A fine anno i dipendenti sono 24.482, in calo rispetto ai 25.343 del 2024 e ben lontani dalle 32.612 della dotazione organica. Un sottodimensionamento che pesa sui servizi e sulla capacità di controllo.

Ispettori in calo, meno controlli

Il dato più evidente riguarda la vigilanza. Gli ispettori scendono da 884 a 736 in quattro anni, e con loro calano anche le ispez…

ROMA – Meno ispettori, meno controlli e una montagna di crediti che continua a crescere. Nel 2025 l’Inps si conferma un pilastro della tenuta sociale, ma resta un istituto sotto pressione: organico insufficiente e conti appesantiti da crediti in gran parte inesigibili. È il quadro che emerge dalla Relazione di verifica del Civ, il Consiglio di indirizzo e vigilanza presieduto da Roberto Ghiselli. A fine anno i dipendenti sono 24.482, in calo rispetto ai 25.343 del 2024 e ben lontani dalle 32.612 della dotazione organica. Un sottodimensionamento che pesa sui servizi e sulla capacità di controllo.

Ispettori in calo, meno controlli

Il dato più evidente riguarda la vigilanza. Gli ispettori scendono da 884 a 736 in quattro anni, e con loro calano anche le ispezioni: da 10.576 nel 2022 a 8.311 nel 2025. Si riducono anche i verbali per responsabilità solidale del committente, quasi dimezzati (da 2.014 a 1.203). Il risultato è un sistema di controllo più debole proprio mentre l’evasione resta elevata: quella accertata si mantiene attorno ai 500 milioni all’anno, ma a fronte di una stima complessiva dell’economia non osservata che supera i 10 miliardi l’anno. Il Civ segnala esplicitamente il ritardo nelle assunzioni degli ispettori, ferme da due anni, che rende più difficile contrastare lavoro irregolare ed evasione contributiva.

Crediti record: 193 miliardi, ma gran parte non si incassa

Altro nodo centrale è quello dei crediti. Nel 2025 salgono a 193 miliardi, dagli 182 dell’anno precedente. Ma il problema non è solo la crescita: è la loro qualità.Dai dati interni emerge che oltre l’80% è già considerato di fatto inesigibile. Nel magazzino della riscossione (i crediti affidati all’Agenzia delle entrate), pari a 135 miliardi, solo 16,8 miliardi risultano realmente recuperabili. Il resto riguarda falliti, cessati, nullatenenti o posizioni su cui i tentativi di recupero sono già falliti. La riscossione effettiva resta ferma intorno al 30%: poco meno di 3 euro su 10 vengono incassati. Intanto lo stock continua ad aumentare. Per il Civ serve una revisione delle regole: oggi i crediti restano in bilancio anche quando sono irrecuperabili, rendendo meno trasparente la situazione patrimoniale dell’Istituto e aprendo il nodo di chi dovrà coprire le perdite.

Invalidità, tempi lunghi e incognita riforma disabilità

Tra le criticità sui servizi emerge l’invalidità civile. I tempi della fase sanitaria peggiorano: da 120 a 125 giorni medi, con forti differenze territoriali – da 40 a 260 giorni. Migliora invece la fase amministrativa (da 22 a 15 giorni), ma il problema resta a monte, nella gestione sanitaria affidata alle Asl. Il Civ mette in guardia anche sulla riforma della disabilità e della non autosufficienza: risorse limitate, carenza di personale medico e ridimensionamento del ruolo dei patronati rischiano di complicare ulteriormente il quadro.

Tempi migliori su pensioni e Naspi

Accanto alle criticità, il Civ segnala però anche miglioramenti significativi. Le pensioni vengono liquidate più rapidamente: nella gestione privata l’82% entro 30 giorni (dal 76% del 2023), nella gestione pubblica il 93%. In calo anche le pratiche oltre i 120 giorni. Performance positive anche per la Naspi: il 93,8% delle domande viene accolto entro un mese, con una riduzione delle pratiche oltre i 60 giorni. Migliora, pur restando critica, anche la situazione del Tfs/Tfr, con una crescita delle pratiche liquidate entro 30 giorni.

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